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Fiamme sul rimorchio carico di tronchi: pericolo sventato grazie all’autista

Un malfunzionamento dei freni crea le scintille che generano un incendio su un veicolo in viaggio lungo il tratto veneto della A4. La prontezza del conducente nel gestire la situazione evita al trattore di andare in fumo

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Dagli specchi si vede del fumo. Incredulo l’autista butta gli occhi su quello di destra e poi cerca conferme su quello di sinistra. E la conferma arriva: è fumo. E se c’è fumo è segno che qualcosa va a fuoco nel mezzo che sta conducendo.

A quel punto abbassa il finestrino affinché l’olfatto dia conforto alla vista: l’odore nell’aria è già pungente, segno che le fiamme si stanno facendo strada da qualche parte.

A raccontarlo sembrano minuti, forse ore. In realtà sono secondi quelli in cui il conducente di un camion, carico di grossi tronchi di legno, in viaggio poco prima delle 14 lungo il tratto della A4 tra Grisignano di Zocco (Vicenza) e Padova ovest, capisce che su quel semirimorchio qualcosa sta andando a fuoco e che quindi deve fermarsi il prima possibile. Allora accosta sulla corsia di emergenza, ma si rende conto che in una situazione di pericolo anche i centimetri diventano importanti. Così si stringe il più possibile sul ciglio esterno della strada per evitare che le fiamme, laddove prendessero il sopravvento, possano diventare un pericolo per i veicoli in transito.

Quasi tutti alla vista del fuoco hanno una reazione istintiva: provano paura e fuggono. Ma l’autista, oltre che una persona, è anche un professionista e quindi sa che se abbandonasse il camion finirebbe per sacrificare alle fiamme anche il trattore (serbatoio di gasolio compreso), procurando così un danno a cascata anche all’azienda per cui lavora, oltre che alle persone con cui condivide la strada. Ecco perché decide di fare altrimenti. Scende prontamente dal veicolo – non dopo aver indossato il gilet catarifrangente con cui segnalare la propria presenza in strada – stacca il trattore dal semirimorchio, risale nuovamente in cabina per allontanare il trattore il più possibile dalle fiamme, a quel punto sempre più visibili.

Terminata la manovra, però, non è ancora appagato. E sempre in tutta fretta sfila il telefono dalla tasca e chiama i soccorsi: «Mi trovo al chilometro 354 della A4 e il mio camion sta prendendo fuoco. Arrivate il più in fretta possibile». Dall’altra parte devono aver preso alla lettera l’esortazione. Prova ne sia che dopo non molto tempo l’autista sente le sirene sopraggiungere. I vigili del fuoco, arrivati da Padova e da Vicenza, impiegano circa un’ora per sedare le fiamme.

Alle 16, appena due ore dopo l’inizio dell’incendio, tutto si è risolto e con un bilancio positivo. Certo, il semirimorchio e una parte del carico sono stati duramente compromessi dalle fiamme, a differenza del trattore rimasto indenne. «Poteva andare peggio», avrà pensato l’autista assistendo al soccorso a distanza. Anche se gli rimane il dubbio sul cosa abbia provocato quel principio di incendio. Il sospettato numero uno sono sicuramente i freni, surriscaldati forse per resistere all’attrito provocato da un carico molto gravoso o ancora più probabilmente il blocco delle ganasce. Ma più che il bicchiere mezzo vuoto, vale la pena concentrarsi su quello mezzo pieno: senza un autista competente, professionale, coraggioso e tempestivo oggi dalla A4 sarebbero giunte notizie molto più tristi.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti