HomeProfessioneFinanza e mercatoBracchi, un'altra acquisizione: con Festa supera i 300 milioni e rafforza la logistica industriale

Bracchi, un’altra acquisizione: con Festa supera i 300 milioni e rafforza la logistica industriale

Dopo l'espansione nei Paesi Bassi, il gruppo sostenuto da Argos torna a investire in Italia. Acquisita la bresciana Festa Trasporti & Logistica, cresciuta del 20,4% nel 2025, con oltre 100 mila metri quadrati di magazzini e una forte componente tecnologica. È la terza operazione dall'inizio dell'anno. Ma la sfida, adesso, è far rendere la rete che continua ad allargarsi.

-

Una settimana fa, intervistato da Uomini e Trasporti, Umberto Ferretti spiegava che l’obiettivo di Bracchi non era semplicemente diventare più grande, ma costruire una piattaforma logistica europea capace di mettere in relazione competenze, clienti e strutture operative. Sette giorni dopo arriva un’altra acquisizione a dare concretezza a quel progetto. Il gruppo bergamasco, sostenuto dal fondo Argos Climate Action, ha acquisito Festa Trasporti & Logistica, storica impresa di Montichiari, nel Bresciano. È la terza operazione del 2026, dopo quelle della tedesca Rostock Trans e delle olandesi VIM e Greenway Logistics, e porta i ricavi pro forma stimati per l’anno in corso oltre i 300 milioni di euro.

La notizia, però, non è soltanto nel superamento di quella soglia. È nella natura dell’azienda acquisita. Se con le precedenti operazioni Bracchi aveva rafforzato il proprio presidio europeo e allargato le specializzazioni, questa volta investe in una realtà già fortemente strutturata nella logistica industriale, con una presenza consolidata nel Nord Italia e un’importante capacità di magazzino.

Festa: 32 milioni di ricavi e una crescita del 20%

Fondata nel 1988 da Adriano Festa, l’impresa bresciana opera nei trasporti nazionali e internazionali, nella distribuzione pallet e nella gestione di attività logistiche per l’industria. Dispone di oltre 100 mila metri quadrati di superfici distribuite su sette hub, una flotta di più di 60 mezzi Euro 6 e oltre 130 collaboratori.

Ma sono anche i numeri economici a chiarire le dimensioni dell’operazione. Nel 2025 Festa ha registrato 32,08 milioni di euro di fatturato, contro i 26,65 milioni del 2024, con un incremento del 20,4%. L’utile netto è passato da 329 mila a 874 mila euro, mentre il margine netto ha raggiunto il 2,7%. Nel 2023 i ricavi erano stati 24,81 milioni.

Dunque Bracchi non acquisisce soltanto capacità logistica, ma anche un’impresa il cui volume d’affari è cresciuto di quasi il 30% nell’ultimo biennio. Una progressione significativa, soprattutto considerando che Festa ha contemporaneamente investito in infrastrutture e automazione.

La società dispone infatti di una piattaforma AutoStore DEMATIC con 16 mila cassette automatizzate, integrata con sistemi di gestione digitale dei magazzini e dei trasporti. A questi si aggiungono servizi di picking, preparazione degli ordini, co-packing, riconfezionamento e rietichettatura. Attività che permettono di intervenire sulla merce prima e dopo il trasporto, aumentando il valore dei servizi offerti ai clienti.

Non soltanto comprare fatturato, ma utilizzare meglio le strutture

L’ingresso di Festa porta la capacità logistica complessiva di Bracchi a circa 600 mila metri quadrati. La sola azienda bresciana rappresenta quindi all’incirca un sesto delle superfici ora gestite dal gruppo. Ma la disponibilità di nuovi spazi è soltanto una parte del vantaggio potenziale. Il vero obiettivo è utilizzare quelle strutture per servire un mercato più ampio, facendo arrivare nei magazzini di Festa anche i flussi dei clienti delle altre società e proponendo ai clienti bresciani servizi che prima non erano disponibili all’interno della stessa organizzazione. È il meccanismo del cross-selling sul quale Ferretti aveva insistito nella nostra precedente intervista: non limitarsi a sommare imprese e fatturati, ma aumentare le occasioni di lavoro generate dalle relazioni commerciali già esistenti.

L’operazione presenta anche un’altra particolarità. Dopo le acquisizioni di Rostock Trans, specializzata nei trasporti pesanti e complessi, e delle olandesi VIM e Greenway Logistics, attive nella logistica integrata e nell’organizzazione dei trasporti, Bracchi torna a rafforzare la propria presenza in uno dei territori manifatturieri più importanti d’Italia. Montichiari, nelle vicinanze dello snodo autostradale di Brescia Est, può diventare un punto di riferimento per collegare le attività produttive lombarde con la rete europea del gruppo.

La scommessa di Argos: dalla crescita alla redditività

Dietro questa accelerazione c’è Argos Climate Action, il fondo che ha acquisito la maggioranza di Bracchi nel dicembre 2023 e che da allora ne sostiene lo sviluppo attraverso acquisizioni mirate. Con Festa le operazioni completate salgono a quattro, considerando anche l’ingresso di Mateco nel 2024.

Per comprendere la portata del cambiamento basta osservare la progressione del gruppo: circa 220 milioni di ricavi nel 2025, oltre 270 milioni dopo le acquisizioni olandesi e adesso più di 300 milioni pro forma stimati per il 2026. Sono cifre che fotografano soprattutto l’ampliamento del perimetro societario, non un’analoga crescita organica. Ed è proprio qui che si apre la fase più impegnativa del progetto.

Perché la dimensione, da sola, non garantisce una maggiore redditività. Acquisire nuovi clienti e strutture può creare economie di scala, ma l’integrazione di aziende differenti comporta anche costi, investimenti tecnologici, necessità di coordinamento e possibili sovrapposizioni. Il successo dipenderà dunque dalla capacità di aumentare la produttività delle strutture, condividere i sistemi operativi e trasformare in ricavi aggiuntivi le opportunità commerciali offerte dalla rete.

La nuova acquisizione conferma la rapidità con cui Bracchi sta costruendo la propria piattaforma europea. Ma pone anche una domanda che diventerà sempre più importante: quanto valore aggiuntivo riuscirà a produrre il gruppo attraverso l’integrazione delle aziende acquisite?

Perché acquistare imprese permette di crescere velocemente. Farle lavorare come un’unica impresa è il passaggio che può trasformare quella crescita in un vantaggio competitivo duraturo.

-