Non si fermano le frodi nel settore dei carburanti, in una fase in cui le tensioni internazionali continuano a incidere sui prezzi alla pompa e ad alimentare fenomeni speculativi lungo la filiera. In questo contesto si inserisce l’operazione della Guardia di Finanza di Udine, che sta intensificando i controlli sui trasporti di prodotti petroliferi provenienti in particolare dall’est Europa, individuando diversi carichi sospetti lungo le principali direttrici di ingresso in Friuli Venezia Giulia.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i mezzi fermati durante questi controlli risultavano formalmente in regola: i documenti di accompagnamento indicavano infatti il trasporto di olio lubrificante destinato a clienti sparsi sul territorio nazionale. Ma le verifiche tecniche hanno raccontato un’altra storia.

Attraverso analisi effettuate anche con spettrofotometri a infrarossi (strumenti che permettono di identificare con precisione la composizione chimica dei liquidi) i i finanzieri hanno accertato che il prodotto trasportato aveva caratteristiche riconducibili a benzina e gasolio, quindi carburanti a tutti gli effetti, introdotti però senza il pagamento delle accise e dell’Iva.
Il bilancio dell’operazione è significativo: sequestrati 427.953 litri di idrocarburi di contrabbando, insieme ai mezzi utilizzati per il trasporto. Le indagini hanno inoltre permesso di ricostruire un consumo in frode di oltre 1,2 milioni di litri di prodotti petroliferi. Sul fronte fiscale, l’evasione accertata supera 1,13 milioni di euro di accise, a cui si aggiungono oltre 500mila euro di Iva non versata. In totale sono 25 le persone denunciate, tra trasportatori e destinatari finali del carburante illecito.
Le attività investigative ora stanno proseguendo per risalire all’intera rete e ricostruire la filiera del cosiddetto «designer fuel», ovvero carburante alterato o camuffato per aggirare i controlli e le imposte.


