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538 richieste per il bonus esodo: forte adesione dei padroncini alla misura dell’Albo

Oltre 500 domande per il bonus da 15mila euro destinato all’uscita dei padroncini dal mercato. Forte adesione alla misura sperimentale dell’Albo, che punta a razionalizzare l’offerta e favorire il ricambio, anche per contrastare la carenza di autisti.

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Ha superato le aspettative la risposta del mercato al contributo per l’uscita volontaria dal settore dell’autotrasporto destinato alle imprese monoveicolari. Sono infatti 538 le domande presentate a fronte di una dotazione complessiva di 2 milioni di euro, stanziata dal Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori per una misura introdotta in via sperimentale.

Il dato conferma un interesse diffuso tra i cosiddetti “padroncini”, in una fase storica in cui il tessuto imprenditoriale del comparto sta vivendo una profonda trasformazione. Negli ultimi dieci anni, elaborazioni presenti anche in «100 Numeri per capire l’autotrasporto», oltre 20mila imprese hanno cessato l’attività, con una contrazione particolarmente marcata tra le realtà individuali, diminuite di più di 22mila unità tra il 2015 e il 2025.

Incentivo e obiettivi della misura

Il contributo, pari a 15mila euro, è destinato alle imprese attive con un solo veicolo (o complesso veicolare) di massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate, iscritte da almeno cinque anni all’Albo e al Registro elettronico nazionale (REN). Tra i requisiti, anche un’età minima del titolare pari a 45 anni.

L’accesso all’incentivo è vincolato alla cessazione definitiva dell’attività e alla cancellazione dagli registri, con l’impossibilità per il beneficiario di rientrare nel settore come titolare o socio per i successivi dieci anni.

La misura nasce con un duplice obiettivo: da un lato, favorire una razionalizzazione dell’offerta di trasporto; dall’altro, accompagnare una transizione occupazionale che potrebbe contribuire ad attenuare la cronica carenza di conducenti, indirizzando gli ex titolari verso il lavoro dipendente.

Profilo dei richiedenti

Analizzando le domande pervenute emerge una prevalenza di operatori con una lunga esperienza alle spalle. La maggior parte dei richiedenti è infatti composta da imprenditori nati negli anni Sessanta, mentre sono limitati i casi di titolari più giovani: tra questi, i più “precoci” sono due imprenditori classe 1980. In totale, circa una ventina di domande proviene da under 50.

Si tratta quindi di una platea che, pur ancora in età lavorativa, si trova evidentemente a valutare l’uscita dal mercato anche alla luce delle difficoltà strutturali del settore.

Distribuzione territoriale

Dal punto di vista geografico, la Lombardia si colloca al primo posto per numero di richieste, con 81 domande. Seguono Emilia-Romagna (75) e Veneto (59), a conferma del forte coinvolgimento delle aree a maggiore densità logistica. Più distanziate Piemonte (49) e Puglia (44).

A livello provinciale, spicca Bari con 24 domande, seguita da Bologna con 20, Cuneo a 18, Padova con 17 e Ancona con 16.

Prossimi passaggi

Il Comitato Centrale dell’Albo è ora chiamato a definire la graduatoria delle domande ammissibili, che sarà pubblicata sul portale istituzionale. L’assegnazione delle risorse seguirà criteri precisi: priorità ai titolari più giovani tra quelli over 45 e, a parità di età, maggiore anzianità di iscrizione.

L’elevato numero di adesioni rappresenta un primo banco di prova significativo per una misura che potrebbe essere replicata o rifinanziata, alla luce della risposta del settore e delle dinamiche in atto nel mercato dell’autotrasporto.

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