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Assotir: trattori e camion mondi vicini, entrambi in crisi

L’associazione degli autotrasportatori commenta le proteste degli agricoltori. Manigrasso «le difficoltà che stanno attraversando le imprese agricole non sono troppo lontane da quelle che vivono ormai da troppo tempo i trasportatori». Donati «necessario cambio di passo da parte di politica e mondo associativo». Il 7 febbraio le associazioni dell’autotrasporto convocate al MIT «una grande occasione per chiedere al governo un decisivo cambio di passo»

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«Le difficoltà che stanno attraversando le imprese agricole non sono troppo lontane da quelle che vivono ormai da troppo tempo i trasportatori. Entrambi i comparti, infatti, soffrono per i continui aumenti dei costi e per la loro debolezza strutturale sul mercato. E di conseguenza, non riescono a riversare quegli stessi aumenti sulle proprie committenze» è il commento di Anna Vita Manigrasso, presidente Nazionale di Assotir, alle proteste degli agricoltori che in questi giorni stanno bloccando con i loro trattori le strade italiane ed europee. Gli agricoltori italiani chiedono una maggiore tutela del prodotto made in Italy e contestano l’aumento del prezzo del gasolio agricolo.

«Sarebbe necessario – aggiunge Claudio Donati, segretario Generale dell’associazione – fare un’operazione di trasparenza all’interno di tutta la filiera. Perché gli agricoltori stanno protestando non solo contro le politiche europee, ma soprattutto contro chi aveva il compito di difenderli dallo strapotere della grande distribuzione e dell’intermediazione. E che invece ha consentito che si determinasse una situazione del tutto squilibrata come quella attuale. Su un chilo di pomodori che viene venduto a Milano, infatti, l’agricoltore incassa forse il 20% del prezzo finale, mentre – e lo diciamo dati alla mano – il trasportatore percepisce in media l’8 o il 9%. Il resto, parliamo quindi di oltre il 70%, a chi va? E, soprattutto, siamo sicuri che sia giusto così?».

La presidente Manigrasso lancia un monito, sottolineando che «i sentimenti di frustrazione e rabbia che hanno spinto gli agricoltori a scendere in piazza interessano in realtà anche altri milioni di piccoli operatori di diversi altri settori, dal commercio alle professioni. Sono convinta che sia arrivato il momento di affrontare una volta per tutte questi problemi, e che debba essere la politica a intervenire». Anche le diverse associazioni di settore devono fare la loro parte, avanzando «proposte concrete, solide, in modo da intervenire sui punti critici e non cedere alla logica degli aiuti assistenziali da parte dello Stato» conclude.
Dello stesso avviso il segretario secondo cui il mondo associativo «deve imparare a distinguere le cause dagli effetti, altrimenti continuerà a dare la colpa della febbre al termometro che la segnala. Questo eviterebbe, per restare in ambito medico, di curare con l’aspirina un paziente che ha il femore rotto».

Assotir sottolinea quindi che sarà possibile testate gli impegni che intende assumere la politica, e l’atteggiamento del settore dei trasporti, già il prossimo 7 febbraio, giorno in cui le associazioni di settore sono convocate dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini per riprendere la discussione sulle problematiche che gravano sull’autotrasporto. «Alla luce dello stato di sofferenza che stiamo vivendo come settore sarà una grande occasione per chiedere al governo un decisivo cambio di passo» conclude Donati.

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Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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