Il costo per tenere in strada un autoarticolato oggi è sensibilmente più alto rispetto a pochi mesi fa. Le nuove tabelle del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, aggiornate a marzo 2026 per i veicoli oltre 26 tonnellate (classe D), fotografano una dinamica chiara: gasolio in forte crescita (+30%), assicurazioni in rilevante aumento (+10%) e pedaggi sostanzialmente stabili (+0,5%) rispetto ai valori pubblicati nell’agosto 2025.
Si tratta di valori formalmente “indicativi”, ma sempre più utilizzati come riferimento concreto nei rapporti tra vettori e committenti, soprattutto in assenza di contratti scritti. E adesso vedremo in che modo. Ma procediamo con ordine.
Sette mesi senza aggiornamenti: cosa è successo
L’ultimo aggiornamento disponibile risaliva, in termini di pubblicazione, ad agosto 2025. Da allora, per circa sette mesi, il settore ha operato senza un riferimento aggiornato ufficiale.
In questo arco temporale sono intervenuti tre fattori principali:
- Forte volatilità del gasolio, con una fase rialzista significativa tra fine 2025 e inizio 2026
- Aumento dei costi assicurativi, legato sia alla sinistrosità sia all’inflazione dei risarcimenti
- Sostanziale stabilità dei pedaggi, con ritocchi minimi
Il risultato è che il mercato reale si è mosso molto più velocemente delle tabelle ministeriali, creando uno scollamento tra costi effettivi e valori ufficiali di riferimento.
Dove crescono davvero i costi
L’aggiornamento di marzo 2026 riallinea finalmente i valori, ma lo fa con aumenti molto evidenti, soprattutto sulla componente carburante.
Variazioni principali – Classe D (>26 t), euro/km
| Voce | Ago 2025 min | Mar 2026 min | Var. % | Ago 2025 max | Mar 2026 max | Var. % |
| Assicurazione | 0,01611 | 0,01772 | +10,0% | 0,06811 | 0,07492 | +10,0% |
| Gasolio | 0,38602 | 0,50218 | +30,2% | 0,66453 | 0,86449 | +30,1% |
| Pedaggi | 0,17078 | 0,17157 | +0,5% | 0,17078 | 0,17157 | +0,5% |
Il dato più rilevante è senza dubbio quello del gasolio: oltre 11 centesimi/km in più nella fascia minima, che diventano quasi 20 centesimi/km nella fascia massima.
Variazioni per 100.000 km (lettura annua)
| Voce | Ago 2025 min € | Mar 2026 min € | Var. % | Ago 2025 max € | Mar 2026 max € | Var. % |
| Assicurazione | 1.611 | 1.772 | +10,0% | 6.811 | 7.492 | +10,0% |
| Gasolio | 38.602 | 50.218 | +30,2% | 66.452 | 86.449 | +30,1% |
| Pedaggi | 17.077 | 17.157 | +0,5% | 17.077 | 17.157 | +0,5% |
Tradotto in termini concreti: solo il gasolio può costare fino a 20.000 euro in più all’anno per veicolo. E non serve che ripercorriamo tutte le vicende che sono accadute dallo scorso agosto ad oggi. Atteniamoci ai numeri che mai come in questo caso parlano chiaro.
A cosa servono davvero le tabelle MIT
Le tabelle non sono un tariffario obbligatorio. Dopo l’abolizione dei costi minimi, il loro ruolo è cambiato: oggi sono un parametro tecnico di riferimento, non un vincolo di legge. Ma nella pratica valgono molto di più:
- Nei contratti non scritti, diventano il principale riferimento oggettivo
- Nei contenziosi, sono sempre più utilizzate dai giudici
- Servono a verificare se una tariffa copre almeno i costi di esercizio
In altre parole: non impongono il prezzo, ma aiutano a stabilire se il prezzo è sostenibile.
Come usarle per chiedere un adeguamento
Il punto centrale riguarda il carburante. La normativa (art. 6 d.lgs. 286/2005 e art. 83 bis d.l. 112/2008) prevede che, nei contratti continuativi, la componente carburante debba essere adeguata quando la variazione supera il 2%. Qui siamo intorno al +30%.
Operativamente:
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Ricostruire i dati
- Utilizzare le tabelle MIT agosto 2025 vs marzo 2026
- Evidenziare la variazione del gasolio
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Inviare una richiesta formale
- Specificare il rapporto continuativo (anche se verbale)
- Allegare i dati ministeriali
- Richiamare le norme sull’adeguamento
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Proporre un nuovo corrispettivo
- Adeguando solo la quota carburante
- Lasciando invariata la struttura restante
E se il committente rifiuta?
In caso di contenzioso, le tabelle MIT diventano uno strumento decisivo. Permettono di dimostrare:
- l’aumento reale dei costi
- la non sostenibilità della tariffa
- la violazione dei principi di adeguatezza del corrispettivo
La giurisprudenza più recente sui contratti verbali è chiara: il contratto è valido, ma il vettore deve provare lo squilibrio economico.
E le tabelle MIT sono oggi la prova tecnica principale.
Il punto politico (implicito)
Questo aggiornamento arriva in ritardo, ma fotografa una realtà che le imprese conoscono già: i margini si sono drasticamente ridotti negli ultimi mesi. Il rischio, ora, è che i prezzi di mercato non si adeguino con la stessa velocità dei costi. Ed è proprio qui che le tabelle MIT tornano centrali: non come obbligo, ma come leva negoziale e strumento di tutela. Non è tanto, ma di questi tempi conviene non lasciare nulla di intentato.


