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Divieti di transito sul Brennero, storia di un’impasse infinita

Si riaccendono le polemiche sulle limitazioni al traffico merci imposte dall'Austria sul Brennero. Italia e Germania criticano fortemente il divieto di guida notturna sul Tirolo, in quanto si tratterebbe di una misura contraria al diritto dell'UE. Già lo scorso febbraio erano stati espressi forti dubbi sulla conformità del divieto di circolazione settoriale con il diritto comunitario

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Italia e Germania tornano a far sentire forte la loro voce sulla questione dei divieti di circolazione dei mezzi pesanti sul Brennero. Politici e rappresentanti delle imprese tedesche e italiane hanno infatti chiesto alla commissione europea di intervenire con urgenza sull’annoso tema delle limitazioni imposte dal governo austriaco, adottando tutte le misure necessarie affinché vengano rispettate le regole e i principi comunitari.

La richiesta di tali istanze è avvenuta questa mattina nel corso di una conferenza stampa organizzata da Unioncamere e Uniontrasporti, conferenza nella quale è stato presentato un parere legale sulla conformità del divieto di guida notturna per i mezzi pesanti in Tirolo con il diritto dell’Unione Europea.

La questione dei divieti austriaci è ormai nota. Sono diversi anni, infatti, che il Tirolo ha inasprito le proprie restrizioni al transito dei mezzi pesanti. Ricordiamo, tra le principali limitazioni, il divieto di circolazione settoriale introdotto nel 2011 (che limita il passaggio di mezzi caricati con alcune categorie merceologiche) e il divieto di transito notturno (valido dal 1° gennaio 2021 per tutti i veicoli Euro6).

Quest’ultimo divieto, in particolare, è stato introdotto con il fine di limitare quantitativamente il traffico di transito attraverso il Tirolo e, di conseguenza, di ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell’aria tirolese. Per il governo tirolese, infatti, le emissioni di NO2 avrebbero di notte “propagazioni nettamente peggiori”.

Tuttavia, come ha sottolineato Peter Hilpold, docente di diritto europeo all’Università di Innsbruck, intervenuto nel corso della conferenza, manca qualsiasi documentazione su come tale affermazione si rispecchi concretamente nei valori reali dell’aria in Tirolo. Inoltre, spiega il professore, «non è chiaro come un divieto totale di notte possa raggiungere l’obiettivo della riduzione dell’inquinamento atmosferico, dato che il traffico merci, a causa della mancanza di un’alternativa affidabile, si sposta semplicemente verso le ore diurne e quindi porta a costanti situazioni di maggiore congestione, traffico stop-and-go e lunghe code. Questo non aiuta la qualità dell’aria in Tirolo, al contrario».

In sostanza, risulta poco comprensibile come questo provvedimento possa contribuire al miglioramento della qualità dell’aria. La motivazione della tutela dell’aria sembrerebbe essere pertanto solo un pretesto per ostacolare il traffico merci lungo l’asse del Brennero.

Ma c’è anche un altro nodo della discordia. Se da una parte il divieto notturno non consente la circolazione – per il traffico di transito – con alcun veicolo alimentato a gasolio, dall’altra parte al settore dei trasporti locali viene invece concesso un privilegio notevole grazie a una disciplina per il traffico di origine o di destinazione molto generosa (la circolazione è consentita con tutti i mezzi Euro6). Resta del tutto da chiarire come tale eccezione possa essere giustificata con riferimento ai principi UE. «Pertanto – conclude Hilpold – il divieto notturno non sembra conforme al diritto dell’UE. È compito della corte di Giustizia UE giudicare in ultima istanza la conformità del divieto al diritto europeo».

Nel corso della conferenza è intervenuto anche Antonio Paoletti, vicepresidente vicario di Unioncamere e membro del Cda di Uniontrasporti, che ha ricordato non solo come la pandemia da Covid abbia dimostrato quanto sia importante la libera circolazione delle merci per l’approvvigionamento di base del mercato interno e per l’intera economia europea, ma anche come gli altri Stati abbiano sospeso i propri divieti proprio per facilitare la libera circolazione delle merci nello stesso periodo.

«Il divieto di guida notturna del Tirolo – tuona forte Paoletti – sembra violare chiaramente il diritto comunitario, in maniera anche più evidente di quanto già dimostrato per il divieto settoriale. La Commissione europea è chiamata ad agire finalmente e ad avviare una procedura di infrazione. Alla Germania e all’Italia si chiedono costantemente soluzioni comuni, mentre al Tirolo viene permesso, ormai da anni, di imporre in maniera unilaterale una serie di divieti sempre più restringenti. Già in passato la Corte di Giustizia europea ha dichiarato inammissibili i divieti settoriali del Tirolo, ma lo ha fatto dopo quasi 4 anni dalla loro applicazione. Le imprese italiane e tedesche dovrebbero chiedere i danni per tutti quegli anni di limitazioni imposte illegalmente ai propri flussi di traffico».

Alla conferenza sono intervenuti anche il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè, che ha definito le azioni dell’Austria «arbitrarie e illegittime», e gli eurodeputati Markus Feber e Massimiliano Salini. Feber ha rimarcato come «l’esenzione su misura per i tirolesi discrimina deliberatamente gli imprenditori tedeschi e italiani», mentre per Salini «queste misure non fanno altro che alimentare la cultura anti-europea».

La questione insomma rimane apertissima e intricata. La palla passa ora alla Commissione Europea, dalla quale ci si aspetta un’adeguata soluzione all’impasse.

Redazione
La redazione di Uomini e Trasporti

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