Rinviata al 1° luglio la tassa da due euro sui pacchi di piccolo valore in arrivo dai Paesi extra europei. E’ una delle misure principali contenute nel Decreto legge fiscale approvato venerdì scorso in Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta ufficiale del 27 marzo (Decreto legge n.38 del 27 marzo 2026). Un provvedimento che sta mettendo a dura prova i rapporti tra Governo e industriali, con Confindustria in prima linea che punta il dito contro i tagli al credito d’imposta per gli investimenti di Transizione 5.0 sceso dal 65% al 35% per gli investimenti già programmati dalle aziende e comunicati con le prenotazioni inviate tra il 7 e il 27 novembre scorso. Oltre al taglio, la misura inoltre esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell’ENEA, che le imprese sono state indotte ad acquistare.
Il braccio di fatto sui tagli
Sulla vicenda è intervenuta con forza Confindustria puntando il dito sul taglio retroattivo a danno degli “esodati 5.0”, ovvero quelle aziende che hanno già fatto gli investimenti tenendo conto delle indicazioni che il Governo aveva dato a novembre e ora si ritrovano sulle spalle oltre la metà del sostegno che avrebbero dovuto ricevere dallo Stato. “Chiediamo
con urgenza l’apertura, già dalla prossima settimana – ha tuonato Emanuele Orsini, numero uno di Confindustria – l’apertura di un tavolo di confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti”. Al centro della posizione di viale dell’Astronomia c’è il tema della credibilità degli impegni pubblici. “È indispensabile che venga confermato quanto condiviso lo scorso 27 novembre – ha sottolineato Orsini – le risorse per gli esodati 5.0 devono essere integralmente mantenute. La credibilità degli impegni assunti è un elemento fondamentale”.
La misura inoltre restringe la spesa per il 2026, ponendo il limite di 537 milioni di euro, ed escludendo tutti gli investimenti in sistemi di gestione dell’energia e per gli impianti per energia da fonti rinnovabili a fini di autoconsumo. Il decreto rimanda a un provvedimento del GSE che “comunicherà ai beneficiari, entro il 30 aprile, l’ammontare del credito effettivamente fruibile, che potrà essere utilizzato in compensazione entro il 31 dicembre 2026”.
Lo slittamento della tassa da 2 euro
Il differimento dell’applicazione del contributo di 2 euro sulle spedizioni di beni di modico valore (inferiore a 150 euro) da Paesi extra-Ue previsto dalla Legge di Bilancio 2026 è inserito nell’articolo 5 del provvedimento che pone la nuova decorrenza della norma a partire dal 1° luglio 2026. La nota di Palazzo Chigi specifica che lo slittamento si deve all’adeguamento dei sistemi informatici dell’Agenzia delle Dogane.
Iperammortamento anche per prodotti extra-Ue
Tra le altre misure, da segnalare l’articolo 7 che introduce un’importante modifica nella disciplina dell’iperammortamento, l’agevolazione fiscale prevista dalla Legge di Bilancio 2026. In particolare, viene eliminato il precedente vincolo che circoscriveva l’agevolazione ai soli beni prodotti all’interno dello Spazio Economico Europeo. A decorrere dal 1° gennaio 2026, infatti, il beneficio fiscale viene esteso anche agli investimenti in beni provenienti da Paesi extra-Ue, ampliando così in modo significativo l’ambito oggettivo di applicazione dell’agevolazione.


