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FIAP e Albo Autotrasporto: il ritorno di una sigla storica tra rigore e trasparenza

La Federazione torna ufficialmente nell’Albo Nazionale degli Autotrasportatori. Superati i rigorosi controlli ministeriali, l'associazione guidata da Alessandro Peron chiude le polemiche passate e punta su una rappresentanza trasparente e di qualità a tutela delle imprese del settore

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Il panorama della rappresentanza dell’autotrasporto italiano ritrova un equilibrio atteso. Con il comunicato ufficiale del 2 febbraio 2026, la FIAP (Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali) ha annunciato il proprio reingresso formale tra le associazioni riconosciute all’interno dell’Albo Nazionale degli Autotrasportatori.

Un ritorno che non è un semplice “atto dovuto”, ma l’esito di un procedimento di rinnovo che ha messo sotto la lente d’ingrandimento la solidità e la coerenza delle sigle che siedono ai tavoli istituzionali.

L’ammissione di Fiap è conseguente alla ricostituzione del Comitato Centrale dell’Albo lanciata con decreto n. 12 del 28 gennaio 2026 firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Il Comitato vede insieme a Fiap altre dieci associazioni di categoria, vale a dire Anita, Assotir, CNA-Fita, Confartigianato Trasporti, Confcooperative, Fai, Fedit, Legacoop, SNA Casartigianti, Trasportounito. Altre due associazioni che avevano presentato domanda non sono state ammesse per difetto di requisiti. E tra questi per la prima volta sono stati adottati le tanto contestate condizioni introdotte dall’articolo 5, comma 11, del Decreto Legge 10 settembre 2021, n. 121, in cui figura anche quella di aver fatto parte del CNEL per almeno tre mandati negli ultimi cinque anni e quella che consente a ogni singola Confederazione di indicare una sola associazione di categoria.

Una ferita rimarginata: dalle polemiche al nuovo corso

Proprio queste condizioni portarono all’esclusione di FIAP dall’Albo, con conseguenti dubbi e polemiche sulla natura dei criteri di rappresentanza e sulla storicità di una sigla attiva da decenni.
Poi, in realtà la stessa associazione venne riammessa, ma a seguito di una sentenza del Tar Lazio che aveva giudicato inapplicabile la legge con cui si affidava alle Confederazioni la scelta dei componenti dell’ultimo rinnovo, e quindi rendeva obbligatorio il ricorso a quelli precedenti. Ma era comunque una pezza giudiziaria soltanto momentanea e destinata a strapparsi nuovamente.

Oggi, invece, quel capitolo sembra definitivamente chiuso, seppure in step successivi. L’Albo attuale, infatti, è andato avanti sulla base di un nuovo decreto adottato il 22 dicembre 2022 con il chiaro intento di funzionare da ponte verso una nuova stagione. E proprio per questo a giugno 2025 vennero individuato con decreto presidenziale i nuovi requisiti di partecipazione, che però la stessa Fiap impugnò seduta stante. A quel punto si arrivò a individuare una procedura diversa che tiene conto dei principi fissati dal decreto del 2021.

Ed è stata propria questa nuova procedura ad aprire le porte a Fiap, che rientra nell’Albo superando le verifiche articolate e approfondite previste dal D.Lgs. 284/2005. La stessa FIAP sottolinea come in tutte le fasi di verifica non siano stati registrati rilievi, confermando una piena conformità ai requisiti normativi.

La parola d’ordine: qualità della rappresentanza

Il punto centrale del comunicato FIAP non è solo la soddisfazione per il risultato ottenuto, ma un’analisi lucida su come si debba rappresentare il settore oggi. Il processo di rinnovo dell’Albo ha evidenziato un rafforzamento dei controlli sulle dichiarazioni rese dalle associazioni.

“Una rappresentanza qualificata e verificata costituisce un presupposto essenziale per un dialogo più chiaro ed efficace con le istituzioni.”

Per le aziende iscritte all’Albo, questo significa avere la garanzia che chi siede ai tavoli di trattativa con il Governo disponga di:

  • Adesioni reali e trasparenti: basta sigle “fantasma” o numeri gonfiati.
  • Solidità strutturale: capacità di fornire supporto reale alle imprese.
  • Chiarezza di ruolo: un rapporto diretto e consapevole con le imprese rappresentate.

Cosa cambia per le imprese?

Il ritorno di FIAP nell’Albo Nazionale arricchisce il confronto democratico all’interno del Comitato Centrale. Per l’autotrasportatore, la presenza di una federazione che punta sulla “qualità dei dati” e sulla “trasparenza” è un vantaggio competitivo: significa che le istanze portate all’attenzione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono figlie di un’analisi tecnica rigorosa e non di semplici rivendicazioni di bandiera.

FIAP ha già dichiarato di voler proseguire la collaborazione con le istituzioni per rendere l’Albo uno strumento sempre più autorevole e meno burocratico, con l’obiettivo di tutelare chi il trasporto lo fa con professionalità e nel rispetto delle regole.

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