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Rentri, l’XFIR parte con l’intoppo: sistema in crash e tanta voglia di rinvio 

Il lancio del formulario digitale XFIR tramite RENTRI è saltato per un crash del sistema. Aziende e autisti devono tornare al FIR cartaceo secondo le istruzioni ministeriali, mentre emergono tensioni su privacy, dispositivi personali e possibili proroghe legislative

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Oggi, 13 febbraio, sarebbe dovuto nascere il formulario digitale per la gestione e il trasporto dei rifiuti. Già da alcuni giorni qualcuno aveva inforcato le armi contro la digitalizzazione e il sistema RENTRI, che tenta di portare legalità nei flussi dei rifiuti, chiedendo in Parlamento il rinvio della data, mentre i sindacati degli autisti invocavano la violazione della privacy nell’uso dell’app sullo smartphone privato. Alla fine, anche la tecnologia si è rivoltata contro l’XFIR: alle 9 di questa mattina il sistema è andato in crash.

Una nota dell’Albo nazionale gestori ambientali, che gestisce il sistema per conto del Ministero dell’Ambiente, ha avvertito aziende e operatori che il passo in avanti non sarebbe riuscito, almeno nell’immediato. La nota rimanda alle istruzioni del decreto direttoriale del 5 febbraio scorso (n. 25) del Mase, emesso proprio per dare indicazioni alle aziende nei casi di interruzione del servizio digitale.

Quindi, cosa fare?

L’Albo indica di seguire «le modalità operative previste dall’Allegato 1 al Decreto Direttoriale n. 319 del 30 ottobre 2025 e all’Allegato 1 al Decreto Direttoriale n. 25 del 5 febbraio 2026», ovvero in sintesi: tornare al FIR cartaceo, inserire la dicitura «FIR emesso in modalità cartacea ai sensi di quanto previsto dall’Allegato 2 al Decreto Direttoriale ECB n. 25 del 5.2.2026», compilare la dichiarazione di indisponibilità temporanea della connettività riportata in appendice all’Allegato 2, e trasmetterla via PEC.
La procedura rimarrà valida fino al giorno lavorativo successivo al ripristino del sistema, come evidenziato anche dall’Albo: «Le modalità operative di sicurezza si applicano fino al termine del primo giorno lavorativo successivo a quello in cui la Direzione Generale ECB comunica la chiusura dell’evento di indisponibilità dei servizi sui portali RENTRI e dell’Albo nazionale gestori ambientali».

Nell’attesa dell’attivazione, la rete si organizza e spuntano tutorial (in particolare su YouTube) che spiegano come fare in caso di mancato funzionamento del sistema digitale.

A caccia di un rinvio

Mentre nelle stanze dei bottoni qualcuno prova a chiedere e ottenere il rinvio, già nei giorni scorsi sono stati presentati alcuni emendamenti a firma Lega e Movimento 5 Stelle al decreto Milleproroghe, attualmente all’esame in prima lettura alla Camera. Il provvedimento, però, arriverà in aula solo la prossima settimana, per poi approdare al Senato ed essere convertito entro fine febbraio: troppo tardi rispetto al termine per l’introduzione dell’XFIR fissato per legge al 13 febbraio.

Probabile che gli emendamenti rispecchino il sentiment delle aziende, dove l’organizzazione del flusso digitale incontra incertezze interpretative e difficoltà operative.

«È legittimo chiedersi se il sistema sia realmente pronto a sostenere un afflusso così elevato di accessi e operazioni concentrate nelle stesse ore. In queste settimane molte piccole imprese hanno affrontato difficoltà operative, incertezze interpretative e tempistiche molto strette – scrive su LinkedIn Alessandro Pasero, referente amministrativo di un’importante realtà del settore. – La digitalizzazione della tracciabilità è un passaggio importante e necessario, ma perché funzioni davvero deve essere accompagnata da strumenti stabili, assistenza efficace e tempi coerenti con la realtà organizzativa delle micro e piccole aziende. Una proroga tecnica dell’avvio del FIR digitale potrebbe rappresentare una scelta di buon senso, utile a garantire un passaggio ordinato e senza blocchi operativi. Ci auguriamo che arrivino presto indicazioni chiare e, se necessario, interventi correttivi».

La posizione dei sindacati

Non ultima la voce degli autisti. I sindacati FNILT/CSE e UGL Viabilità e Logistica hanno inviato nei giorni scorsi una lettera al ministero dell’Ambiente, del Lavoro, delle Infrastrutture, all’Ispettorato del Lavoro e alla Guardia di Finanza per richiamare l’attenzione sulle procedure avviate da alcune imprese del settore. In particolare, dicono, «emergono prassi organizzative che prevederebbero l’utilizzo di dispositivi elettronici personali dei lavoratori (smartphone e connessioni dati private); l’attribuzione in capo al singolo lavoratore della gestione operativa e della firma digitale del registro e la sostanziale traslazione delle responsabilità connesse alla corretta tenuta del sistema».

Le sigle chiedono il rispetto del CCNL, l’uso di dispositivi e smartphone aziendali e maggiore formazione per gli autisti, ma soprattutto una circolare interpretativa urgente da parte del ministero dell’Ambiente che chiarisca i passaggi e le procedure per le imprese di autotrasporto e gli autisti.

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