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Rentri: verso la proroga al 13 agosto 2026 per il FIR digitale

Un emendamento (a firma Lega) al Dl Milleproroghe propone una deroga di 6 mesi all’obbligo del formulario digitale per dare modo alle aziende di organizzarsi meglio. Secondo fonti governative, il testo verrà approvato nelle prossime ore durante l’iter di approvazione del provvedimento alla Camera e potrebbe entrare in vigore dal 1° marzo. Una partenza in salita per il sistema di tracciabilità digitale dei rifiuti: il Rentri è andato in tilt venerdì 13 febbraio, giorno d’avvio del XFIR. Tuttavia dovrebbe essere riattivato nelle prossime ore. A pesare anche le polemiche sull’uso dell’App Rentri nate nelle imprese tra datori di lavoro e autisti

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Tra sistemi in tilt e scontri tra aziende e autisti per la tutela della privacy con l’uso dell’App Rentri, spunta una possibile proroga di 6 mesi, fino al 13 agosto prossimo, dei termini dell’entrata in vigore del FIR digitale. E’ il contenuto di un emendamento al decreto Milleproroghe firmato da alcuni parlamentari della Lega (Zizzi, Montemagni, Benvenuto e altri), ma ispirato dal Governo, per dare più tempo alle imprese di attrezzarsi con il modulo digitale di accesso al Rentri, sperimentando 6 mesi di doppio regime senza la Spada di Damocle delle sanzioni, anche queste rimandate a dopo il 13 agosto prossimo. Secondo fonti del Governo, l’emendamento è destinato a passare in commissione Bilancio della Camera che, insieme alla Commissione Affari Costituzionali, sta esaminando il testo per poi inviarlo in aula entro giovedì 19 febbraio. Il Decreto-legge dovrà poi passare al Senato per l’approvazione definitiva entro il prossimo 1° marzo. 

Partenza in salita

La digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti era partita subito in salita con lo stop venerdì mattina, proprio il giorno dell’entrata in vigore dell’obbligo del documento digitale per molte categorie di aziende produttrici di rifiuti (e quindi anche per i trasportatori inseriti nella filiera,  si veda il nostro articolo). Alle 9 del mattino del 13 febbraio scorso il Rentri è andato in tilt e un comunicato stampa dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali ha avvertito le aziende di attivare le procedure sostitutive. Il sistema dovrebbe tornare attivo nelle prossime ore, ma l’approvazione dell’emendamento potrebbe far riavvolgere il nastro a partire dal prossimo 1° marzo. Infatti, da quella data sarebbe operativo il rinvio in deroga a quanto previsto dall’articolo 7, comma 8 del decreto del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica 4 aprile 2023, n. 59, con l’obbligo di emissione e gestione in modalità digitale del formulario di identificazione del rifiuto prorogato al 13 agosto 2026. Quindi, altri sei mesi in cui sarà possibile usare il formato cartaceo. Non è chiaro se il passo indietro è imposto a tutti, anche a coloro che in queste settimana (in cui l’obbligo invece è in vigore) si attivino per passare al documento digitale su tutta la filiera.

Autisti contro l’App Rentri

A pesare sull’avvio della tracciabilità tutta digitale, anche molte polemiche nate all’interno delle aziende di autotrasporto tra datori di lavoro e autisti. Al centro della disputa l’App Rentri, necessaria all’autista per segnare digitalmente le varie tappe del percorso fino alla consegna. Molte aziende hanno chiesto agli autisti di scaricare sugli smartphone personali, dando luogo a discussioni inerenti la privacy e la tutela delle responsabilità rispetto al dispositivo personale. La vicenda, segnalata da alcuni sindacati in una lettera alle istituzioni (si veda il nostro articolo), ha trovato soluzioni diversificate nelle diverse realtà. Si va da chi viene costretto ad usare il proprio telefono cellulare a situazioni di compromesso in cui l’azienda ha proposto un indennizzo per l’uso o chi sta fornendo agli autisti un dispositivo ad hoc da lasciare sul camion ed usare esclusivamente per tracciare i percorsi dei rifiuti. 

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