Veicoli - logistica - professione

HomeProfessioneLeggi e politicaTassa da 2 euro, pacchi in fuga e camion in festa: il paradosso dei mini-shipping

Tassa da 2 euro, pacchi in fuga e camion in festa: il paradosso dei mini-shipping

Dal 1° gennaio 2026 l’Italia ha introdotto una tassa di 2 euro sui pacchi extra-UE sotto i 150 euro. Ma invece di ingrassare le casse dello Stato, il sistema si è riorganizzato: Shein, Temu e AliExpress deviano le spedizioni verso hub europei, trasformando aerei in bilici su gomma. E quando l’Europa entrerà con una tassa da 3 euro a luglio, il gioco potrebbe cambiare ancora, lasciando il “secondo miglio” italiano pieno di camion… e di paradossi

-

La nuova tassa da 2 euro sui mini-pacchi extra-UE, partita con la Legge di Bilancio 2026, doveva fruttare allo Stato qualche decina di milioni all’anno. Ma i dati di Agenzia Dogane e Assonime parlano chiaro: nei primi venti giorni di gennaio 2026, le spedizioni dirette in Italia sono crollate del 36% rispetto allo stesso periodo del 2025. Non perché i pacchi siano spariti, ma perché hanno cambiato itinerario.

Shein, Temu e AliExpress stanno dirottando le spedizioni verso hub già all’interno dell’Unione Europea: Liegi per DHL, Amsterdam per Kuehne+Nagel, Budapest per altri operatori. Una volta sdoganati, i pacchi viaggiano su gomma verso l’Italia, facendo sorridere i camionisti del “secondo miglio” e meno i gestori di handling aeroportuale e le dogane italiane.

Il trucco è semplice: la tassa italiana vale solo per i pacchi diretti extra-UE. Aprendo magazzini in Europa, i marketplace aggirano il balzello, lasciando il nostro Paese con meno aerei ma più bilici in circolazione. La circolare ADM ha poi spostato l’entrata in vigore effettiva al 15 marzo, dando ancora più tempo alle aziende di consolidare la nuova logistica.

E cosa succederà da luglio 2026? L’Unione Europea introdurrà un dazio fisso di 3 euro per tutti i mini-pacchi extra-UE, rendendo inutile la tassa italiana da 2 euro. Il Milleproroghe potrebbe sospendere il balzello nostrano già prima, consolidando il nuovo flusso: più pacchi su strada, più lavoro per i camionisti, ma un paradosso fiscale che lascia le casse italiane a bocca asciutta.
Ma d’altra parte imporre dazi nazionali a processi logistici globali, non è forse una contraddizione?

-

close-link