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UE concede più flessibilità ai costruttori di camion: cosa cambia davvero sulle emissioni

Il Consiglio europeo approva una modifica tecnica al regolamento sulle emissioni dei veicoli pesanti. I produttori guadagnano margini di manovra fino al 2029, ma i limiti di CO2 per il 2030 e il 2040 restano invariati. Per le aziende di autotrasporto, la sostanza non cambia: la decarbonizzazione dei mezzi pesanti resta un obbligo

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L’Unione europea introduce una piccola flessibilità per i costruttori di camion e autobus pesanti, ma senza modificare gli obiettivi finali di riduzione delle emissioni. Il Consiglio europeo ha approvato una revisione mirata del regolamento sulle emissioni dei veicoli pesanti, offrendo ai produttori una “finestra” di margine fino al 2029.
In pratica, le imprese di autotrasporto non devono aspettarsi cambiamenti immediati nei limiti di CO2: i target del 2025, 2030 e 2040 restano confermati (–15% dal 2025, –43% dal 2030, –90% nel 2040). La novità riguarda invece il metodo con cui i costruttori potranno contabilizzare i crediti di emissione, accumulando più margine negli anni precedenti al 2030 se la flotta risulta più pulita del previsto rispetto agli obiettivi annuali. In pratica, i costruttori potranno accumulare crediti laddove le loro emissioni dovessero andare al di sotto dei propri obiettivi annuali relativi alle emissioni di Co2, invece che adeguarsi alla riduzione lineare. Con questa flessibilità avrebbero quindi occasione di ottenere più crediti di emissione fino al 2029, in modo da poter arrivare al 2030 rispettando la normativa in modo più facile.
La flessibilità è pensata per incentivare una più rapida diffusione dei veicoli pesanti a zero emissioni
La misura interessa i camion sopra le 16 tonnellate e alcune categorie di autobus oltre le 7,5 tonnellate, mentre gli autobus urbani restano esclusi, data la maggiore diffusione di mezzi a zero emissioni nelle città e la minore dipendenza dalle infrastrutture di ricarica extraurbane.
Secondo il Consiglio, l’adeguamento risponde alle difficoltà strutturali del settore, tra cui la lentezza nello sviluppo della rete pubblica di ricarica lungo le autostrade, e mira a rendere la transizione verso veicoli a basse emissioni più graduale, senza compromettere gli obiettivi climatici europei.
Per chi gestisce flotte, il messaggio è chiaro: non c’è alcuna marcia indietro sulla decarbonizzazione. Tuttavia, la flessibilità tecnica può influenzare il ritmo con cui i nuovi modelli a zero emissioni arriveranno sul mercato. La sfida, per le imprese, sarà monitorare la disponibilità dei veicoli e la capacità delle infrastrutture di ricarica di tenere il passo con gli obiettivi europei.

Il regolamento sta per essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE per poi entrare in vigore 20 giorni dopo. Le nuove norme sul calcolo dei crediti di emissioni per i veicoli pesanti saranno quindi direttamente applicabili in tutti i paesi dell’UE. La revisione delle norme sostanziali in materia di emissioni di CO₂ per i veicoli pesanti è prevista per il 2027.

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