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Interporto di Bologna: un nuovo parcheggio su misura per gli autisti

Operativa da agosto, la nuova struttura offre spazi sicuri, docce gratuite, Wi-Fi e accesso ai servizi interni della piattaforma logistica. Un’iniziativa che migliora la qualità della sosta e si inserisce in un piano più ampio di sviluppo infrastrutturale dell’Interporto bolognese

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Ogni giorno, all’Interporto di Bologna, entrano ed escono migliaia di camion. Alcuni restano solo il tempo di una consegna, altri si fermano più a lungo, in attesa del prossimo viaggio. Per chi guida, il momento della sosta è parte integrante del lavoro, ma trovare un’area sicura, attrezzata e pensata davvero per gli autisti non è scontato. È per rispondere a questa esigenza che è nato il nuovo parcheggio per mezzi pesanti interno all’Interporto: 170 stalli su una superficie di circa 20 mila mq.

Un’infrastruttura moderna, già operativa, anche se sarà inaugurata ufficialmente a settembre. «Il nostro obiettivo era creare un luogo funzionale e decoroso, che offrisse qualcosa in più della semplice sosta. Un servizio utile per gli autisti, ma anche per le aziende e per l’organizzazione complessiva della nostra infrastruttura», ci racconta Giuseppe Dall’Asta, direttore generale dell’Interporto di Bologna.

Un’area sicura, accessibile e attrezzata

La nuova area è nata grazie al cofinanziamento europeo del progetto Pass4Core, che mira a creare una rete di aree di sosta per mezzi pesanti lungo la rete TEN-T. L’investimento complessivo è stato di circa 900 mila euro, coperto per metà da fondi comunitari. Ma come funziona nello specifico? «L’accesso e il pagamento avvengono in modalità automatizzata tramite QR code e cassa digitale – spiega Dall’Asta – con possibilità di prenotazione online. L’intera area è videosorvegliata, recintata e illuminata, e include una zona ristoro, servizi igienici riqualificati , docce gratuite, Wi-Fi e distributori automatici».

La sosta può avvenire secondo due formule: abbonamenti annuali riservati alle aziende, che acquistano uno o più stalli e registrano le targhe dei veicoli autorizzati; oppure tariffe flessibili per l’utenza occasionale (oraria, giornaliera o weekend). Una sosta per l’intero fine setti mana, ad esempio, costa circa 20 euro. I camionisti possono inoltre usufruire degli altri servizi interni all’infrastruttura, come i campi sportivi, il centro medico e i punti di ristoro. «Non si tratta solo di offrire uno stallo dove sostare – aggiunge – il vero valore aggiunto sono i servizi: vogliamo che ogni autista si senta accolto, che trovi un luogo dignitoso e sicuro dove fermarsi». Per quanto riguarda la gestione, fino alla f ne dell’anno resterà in capo all’Interporto, che la affiderà poi a un operatore specializzato, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente i servizi.

Un tassello di un progetto più ampio

Il progetto è stato accolto con favore anche dalle aziende presenti nell’Interporto, che da tempo richiedevano la presenza di un’area attrezzata per i mezzi. In mancanza di alternative, infatti , i camion spesso sostavano lungo la viabilità interna o nei parcheggi destinati alle auto, con ripercussioni su sicurezza e viabilità. «I primi feedback sono positivi – conferma il direttore – le imprese sono contente perché migliora l’organizzazione e si riduce la pressione sugli spazi comuni. E poi è un tassello in più che aggiunge valore a tutt a la struttura».

Il parcheggio, infatti, non è un’iniziativa isolata, ma si inserisce in un percorso più ampio di rinnovamento. «Negli anni l’Interporto si è trasformato in una vera e propria città della logistica, con servizi pubblici, punti di ristoro, un centro medico e impianti sportivi. Qui il weekend trovi gli autisti che giocano a basket, a calcetto o a padel. È un ambiente vivo, non una semplice zona industriale. E vorremmo che lo diventasse sempre di più».

Nuovi accessi, sharing mobility e intermodalità

A rendere l’Interporto ancora più accessibile contribuisce anche l’apertura, lo scorso 24 luglio, di un nuovo accesso Nord riservato a mezzi leggeri e autobus. Un intervento che punta ad alleggerire il traffico sul varco principale e facilitare l’ingresso ai lavoratori provenienti da Ferrara, Cento e dalle aree a nord di Bologna.

Nonostante la distanza di circa 25 km dal centro città, l’accessibilità è migliorata anche sul fronte del trasporto pubblico. «Fino a qualche anno fa il TPL era quasi assente. Oggi, grazie a un lavoro congiunto con Città Metropolitana e Tper, siamo riusciti ad attivare maggiori corse, anche in fascia serale», spiega Dall’Asta.

Tra i progetti futuri, c’è anche l’introduzione di servizi di car sharing interni. «L’idea è che un camionista, fermo magari per il weekend, possa lasciare il mezzo in un’area sicura e utilizzare un’auto per spostarsi per fare un giro in centro. Sono quei piccoli servizi che possono davvero fare la differenza». L’Interporto è servito anche dal trasporto ferroviario, con 665 mila metri quadrati di terminal già attivi e ulteriori 115 mila in fase di espansione. «L’intermodalità è una delle nostre priorità. E stiamo lavorando anche per integrare la rete ferroviaria con il trasporto pubblico locale, collegando l’Interporto alle stazioni di Funo-Centergross e San Giorgio di Piano».

Progetti futuri

L’interporto guarda anche al futuro in chiave energetica. È in fase di progettazione una comunità energetica che unirà aziende e territori, con impianti fotovoltaici condivisi e un modello di autoconsumo collettivo. È allo studio poi la predisposizione di infrastrutture per installare colonnine di ricarica elettrica per mezzi pesanti, anche se si attende un’evoluzione del mercato. «Non è ancora una richiesta diffusa – sostiene Dall’Asta – e non vogliamo costruire cattedrali nel deserto. Però siamo pronti: abbiamo predisposto gli spazi e stiamo dialogando con alcuni operatori interessati».

In cantiere anche un’app per facilitare l’orientamento degli autisti all’interno dell’area, utile per localizzare i magazzini, conoscere i servizi disponibili o ricevere notifiche in tempo reale. «Sono dettagli, ma fanno la differenza. Se sei un autista e arrivi in un’area di 4 milioni di metri quadri, devi sapere dove andare».

Questo articolo fa parte del numero di luglio/agosto 2025 di Uomini e Trasporti: un numero che contiene un’ampia inchiesta sulle aree di sosta per camion.

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