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Tassa da 2 euro, Confetra ricorre al Tar: «Fare presto, la logistica non attende»

Oltre il 50% di traffico e-commerce perso a Malpensa e 81 voli all cargo cancellati. Sono il risultato dell’introduzione del balzello senza il coordinamento a livello europeo, dove una tassa simile verrà introdotta a partire dal 1° luglio. Il 28 febbraio è anche scaduto il periodo transitorio concesso dall’Agenzia delle Dogane, mentre il Milleproroghe non ha introdotto alcuna modifica. “Confidiamo pertanto – afferma il Presidente De Ruvo - in un intervento tempestivo che ripristini l’allineamento con l’ordinamento europeo”

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Il provvedimento che introduce in Italia la tassa da 2 euro sui pacchi provenienti da Paesi extraUe con valore superiore ai 150 euro è stato impugnato davanti al TAR. Lo ha fatto Confetra, la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica che da subito ha puntato il dito contro il balzello che, introdotto senza il coordinamento degli altri Stati Europei, sta portando a ridisegnare la logistica, come abbiamo raccontato in questo articolo, spostando il cargo aereo verso altri stati a vantaggio di spostamenti su gomma per introdurre le merci nel nostro paese. “Una decisione – chiarisce in una nota il Presidente Carlo De Ruvo – assunta a tutela del comparto e del corretto funzionamento del mercato, alla luce degli effetti già prodotti dalla misura”.

Il crollo del cargo a Malpensa

“I dati parlano chiaro – prosegue De Ruvo – a Malpensa si è perso oltre il 50% del traffico import e-commerce e, dato recente, fino a pochi giorni fa sono stati cancellati 81 voli all cargo rispetto a quelli programmati. L’introduzione di un contributo non armonizzato a livello europeo determina significative distorsioni nei traffici e nella concorrenza, con lo spostamento dei flussi logistici verso altri Paesi membri caratterizzati da regimi differenti. Per questo abbiamo ritenuto necessario ricorrere al TAR: se non avessimo proceduto sarebbero scaduti i termini per l’impugnativa. Si tratta di una decisione assunta con senso di responsabilità: purtroppo i tempi della politica non sono quelli delle imprese”.

Tempo scaduto: intervenire rapidamente

Secondo Confetra, nonostante il confronto costante con il Ministero dell’Economia e delle Finanze sul contributo, al momento non sono stati apportati i correttivi auspicati e annunciati. “L’incertezza sui tempi – aggiunge il Presidente – rischia di produrre effetti immediati e penalizzanti per gli operatori e per il mercato, rendendo necessario un intervento rapido e definitivo”.

La Confederazione spiega inoltre che il periodo transitorio concesso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la sospensione del pagamento del contributo e dei relativi adempimenti amministrativi è scaduto il 28 febbraio. “In assenza di un intervento normativo tempestivo – prosegue De Ruvo – il settore resta esposto a rilevanti incertezze operative e regolatorie, oltre ai danni già prodotti in termini di perdita di traffico.  Apprezziamo l’Ordine del Giorno accolto dal Governo in sede parlamentare nel corso della conversione del decreto Milleproroghe, che lo impegna a valutare l’opportunità di sospendere l’applicazione della disposizione nel primo provvedimento utile. Qualora il Governo adotti, come auspicabile, un provvedimento normativo di sospensione o rinvio della disposizione, in coerenza con la normativa europea e volto ad assicurare condizioni omogenee tra gli Stati membri, il venir meno delle ragioni del contenzioso rappresenterebbe un naturale presupposto per superare l’attuale fase, nel comune interesse di certezza del diritto e stabilità del sistema”.

“Confidiamo pertanto – conclude il Presidente di Confetra – in un intervento tempestivo che ripristini l’allineamento con l’ordinamento europeo e garantisca condizioni di equa concorrenza, ribadendo al contempo la nostra piena disponibilità a proseguire un confronto costruttivo con le Istituzioni nell’interesse del sistema logistico nazionale e dell’intera economia”.

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