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Camion elettrici, a Valencia la ricarica entra nei flussi delle merci: operativo l’hub di PragmaCharge e Prologis

A MercaValencia sono entrati in funzione i primi 14 punti di ricarica di una struttura che arriverà a 50 nel 2027. La usano già flotte impegnate nel trasporto regionale e nei collegamenti con il porto. Per Melchert Duijve di Prologis, il gasolio più caro può favorire l’elettrico, ma la scelta delle imprese si decide sulla continuità del servizio e sui costi dell’intero ciclo di utilizzo.

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Un camion elettrico può essere competitivo sulla carta e restare difficile da impiegare su strada, se la ricarica non si trova dove il mezzo deve passare, nei tempi concessi dal lavoro. È da questo problema operativo che nasce l’hub realizzato da Prologis e gestito da PragmaCharge a MercaValencia, nei pressi del Porto di Valencia. I primi 14 punti di ricarica sono operativi e vengono già utilizzati da aziende di trasporto; il progetto prevede di arrivare a 50 punti nel corso del 2027.

L’area occupa 12.500 metri quadrati e dispone di una connessione alla rete elettrica da 4 MW. A regime, secondo le due società, sarà uno dei maggiori hub europei dedicati ai mezzi pesanti elettrici. La capacità verrà attivata progressivamente insieme alla domanda, attraverso un sistema di gestione dinamica della ricarica. La struttura offre anche spazi per la sosta dei camion e utilizza energia elettrica dichiarata proveniente al 100% da fonti rinnovabili.

Il prezzo del gasolio apre una possibilità. A decidere è l’operatività

Melchert Duijve, VP Energy Solutions Europe di Prologis

Per Melchert Duijve, VP Energy Solutions Europe di Prologis, l’apertura arriva in una fase in cui due condizioni possono rendere più interessante il camion elettrico: l’aumento del prezzo del gasolio e lo sviluppo della rete di ricarica. Il primo modifica il confronto economico; la seconda riduce un ostacolo concreto per le flotte. Ma, avverte, nessuna delle due basta isolatamente.

«Per un’azienda di trasporto, la questione decisiva è capire se un camion elettrico possa garantire continuità operativa e sostenibilità economica nell’arco dell’intero ciclo di utilizzo».

È il passaggio che sposta il confronto oltre il prezzo d’acquisto del veicolo. Duijve invita a considerare insieme costo dell’energia, intensità d’impiego del camion, tempi di fermo, potenza disponibile e possibilità di ricaricare dove e quandolo richiedono le tratte. Un’infrastruttura vicina ai flussi di merci può incidere su tutte queste variabili: evita di aggiungere percorrenze per raggiungere una colonnina e permette di programmare la ricarica attorno al lavoro della flotta.

A MercaValencia questa impostazione ha già una verifica sul campo. Logística Carosan-Transnugon–On Routeimpiega mezzi elettrici in operazioni attive anche 24 ore su 24, fra cui il trasporto di acqua minerale tra Chóvar e Silla e altri collegamenti regionali e di lunga percorrenza. Grupo Torres utilizza l’hub per i camion elettrici che movimentano container tra il Porto di Valencia e le sedi dei clienti. Non si tratta dunque soltanto di predisporre potenza elettrica: i punti di ricarica sono inseriti in trasporti commerciali già in corso.

Perché conta la posizione

MercaValencia è un polo agroalimentare e logistico di 500.000 metri quadrati. Secondo i dati diffusi per il progetto, ospita 205 aziende, oltre 5.000 lavoratori e registra più di 500 movimenti di mezzi pesanti al giorno. La vicinanza al porto aggiunge ai flussi della distribuzione regionale quelli legati ai container.

Qui sta il valore strategico dell’operazione. Prologis ha sviluppato la struttura, di cui è proprietaria, secondo le esigenze di ricarica e di esercizio definite da PragmaCharge. Quest’ultima la gestisce nell’ambito della propria piattaforma Electric Trucking-as-a-Service, che combina accesso ai veicoli, infrastruttura, software e supporto operativo. La ricarica diventa così una parte dell’organizzazione del trasporto, anziché un servizio da cercare dopo aver definito le tratte.

«L’hub di MercaValencia riunisce tutti gli elementi essenziali: flussi di merci, disponibilità di potenza elettrica, domanda da parte dei clienti e spazi adeguati per sviluppare la ricarica su larga scala», osserva Duijve. La disponibilità contemporanea di questi elementi spiega anche perché realizzare un grande hub per camion sia più complesso che installare punti di ricarica per auto: occorrono superfici e accessi adatti ai pesanti, capacità elettrica e un utilizzo compatibile con gli orari delle consegne.

L’avvio con 14 punti consente di servire le flotte presenti oggi, mentre l’espansione fino a 50 accompagnerà l’eventuale crescita dei veicoli utilizzatori. È una progressione rilevante per chi deve decidere se investire in camion elettrici: la capacità futura conta, ma conta soprattutto poter ricaricare i mezzi già entrati in servizio.

«MercaValencia rappresenta un esempio concreto di questo approccio», conclude Duijve. «L’infrastruttura è già operativa, viene utilizzata da flotte commerciali su tratte reali ed è stata progettata per aumentare progressivamente la propria capacità insieme alla domanda». La condizione per estendere il modello, aggiunge, è che «la diffusione dei camion proceda di pari passo con quella di infrastrutture integrate nei flussi logistici».

Il progetto si inserisce anche nel percorso di decarbonizzazione del Porto di Valencia. Per gli autotrasportatori, però, la sua prova più immediata sarà quotidiana: quanti mezzi riusciranno a completare le proprie missioni, ricaricare nei tempi disponibili e tornare al lavoro con costi sostenibili.

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