La capacità ferroviaria non è infinita. E quando la domanda aumenta più velocemente dell’infrastruttura, stabilire chi possa utilizzare la rete, quando e per quanto tempo diventa una questione industriale. È da questa constatazione che parte uno dei capitoli più significativi per il trasporto merci della Relazione ART.
Con la delibera 49/2026 l’Autorità ha avviato la revisione delle regole per l’accesso equo e non discriminatorio all’infrastruttura ferroviaria. L’obiettivo dichiarato è aggiornare i criteri di priorità nell’allocazione della capacità e consentire, sulle tratte sature o prossime alla saturazione, il ricorso a capacità pre-pianificata.
Tra gli obiettivi compare esplicitamente la necessità di salvaguardare le esigenze e le priorità di accesso degli operatori del trasporto merci, insieme ai servizi passeggeri soggetti a obblighi di servizio pubblico.
Il documento posto in consultazione arriva anche a ipotizzare limiti quantitativi: in presenza di conflitti tra segmenti diversi, propone un tetto del 60% della capacità disponibile assegnabile al segmento merci e a ciascun sottosegmento passeggeri, salvo le infrastrutture specializzate. Si tratta, va sottolineato, del documento di consultazione collegato al procedimento, non di una regola definitiva già consolidata.
ART collega il problema dell’allocazione a quello, ancora più grande, della quantità di infrastruttura disponibile. Nel parere sul Documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci chiede infatti di considerare la ferrovia come parte di un sistema multimodale e di restituire centralità al Piano generale dei trasporti e della logistica. Dove la rete è satura, sostiene l’Autorità, occorrono interventi strutturali per aumentarne la capacità.
L’esempio più clamoroso è la Direttissima Roma-Firenze, per la quale ART ha indicato tra le possibilità da valutare addirittura il sestuplicamento della tratta. Dietro una questione apparentemente tecnica emerge quindi una domanda destinata a diventare sempre più importante: se la rete non basta per tutti, quale spazio deve essere garantito alle merci?


