Quanto costerà a un camion attraversare il Ponte sullo Stretto? Per ora una risposta definitiva non c’è. E secondo l’Autorità di regolazione dei trasporti non ci sono ancora neppure le condizioni per fissarla.
È uno dei passaggi della Relazione annuale ART 2026, che torna sul parere n. 39 del 27 maggio dedicato proprio alle tariffe per l’attraversamento del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. Il parere era stato richiesto dal MIT sulla base del decreto-legge 32/2026.
L’Autorità ha considerato il Piano sottoposto al suo esame «adeguato all’attuale fase di impostazione e avvio del progetto», ma ha contemporaneamente rinviato la partita tariffaria vera e propria.
La definizione di uno specifico sistema di pedaggio, sostiene ART, potrà essere affrontata soltanto in prossimità dell’entrata in esercizio, quando saranno disponibili elementi oggi non sufficientemente definiti: costi effettivi, volumi di traffico, configurazione delle componenti stradali e ferroviarie e investimenti complementari.
La distinzione è importante: il parere positivo espresso dall’Autorità sull’attuale impostazione non equivale quindi all’approvazione di un determinato livello di pedaggio.
ART chiede inoltre che venga realizzato un sistema di monitoraggio continuativo capace di verificare nel tempo la sostenibilità economico-finanziaria del progetto e la corretta distribuzione dei rischi tra i soggetti coinvolti.
Per il trasporto merci la questione sarà particolarmente sensibile. Il valore economico del collegamento stabile dipenderà infatti anche dal rapporto fra costo dell’attraversamento, tempo risparmiato e alternative disponibili. Ed è proprio la quantificazione di quel rapporto che, secondo ART, dovrà essere costruita quando saranno disponibili dati più solidi sul funzionamento effettivo dell’infrastruttura.
Insomma, sul Ponte si può discutere già oggi di molte cose. Sul prezzo che pagheranno camion e automobili per attraversarlo, invece, la partita resta aperta.


