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Quando l’olio vale oro: autisti di camion nel mirino dei rapinatori

Il trasporto di olio extravergine è un affare rischioso. Nonostante la produzione nazionale cresca del 18,7% e i prezzi scendano, un carico medio vale oltre 320mila euro. Martedì notte un commando armato ha sequestrato un autista sulla provinciale 284, svuotando l’autocisterna. I colpi ai tir sono sempre più frequenti

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Il 2025 è un anno d’oro per l’olio. La produzione nazionale cresce del 18,7%, dai 85.373 quintali del 2024 a 101.346. Prezzi in discesa: alla Borsa merci di Bari, a metà dicembre, l’extravergine di qualità viaggiava tra 7 e 8 euro al chilo, contro i 9,30 euro di picco autunnale. Ma il calo non significa sicurezza.

A far scendere il prezzo è soprattutto l’olio importato, sempre più presente sul mercato: quello comunitario registra giacenze record, +33% rispetto allo scorso anno, grazie al boom greco; quello extra-UE è cresciuto del 79,4%. E comunque malgrado ci sia più olio in circolazione e malgrado i prezzi tendono a scendere, non diminuiscono invece gli interessi criminali su questo prodotto. La ragione è presto detta: un carico medio di 500 quintali vale dai 320 ai 350 mila euro. Un bottino che fa gola.

E martedì notte la realtà del rischio si è materializzata. Sulla provinciale 284, tra Castel Del Monte e l’Alta Murgia, un commando di almeno quattro uomini armati ha affiancato un’autocisterna. Armi puntate, autista sequestrato e bendato. Il camion? Svuotato e abbandonato a Cerignola.

Non è un caso isolato. Solo un mese fa un colpo simile a Canosa di Puglia. Per chi guida camion carichi di olio, la regola è chiara: attenzione massima, sicurezza totale. Ogni viaggio può diventare una trappola.

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