Il C.T.S. – Comitato Trasportatori Siciliani ha proclamato un fermo dei servizi di trasporto dalle ore 00:01 del 14 aprile 2026 alle ore 24:00 del 18 aprile 2026, con presidi e manifestazioni presso i principali porti dell’isola.
La decisione è stata assunta a seguito dell’assemblea del 19 marzo, in assenza di risposte da parte del Governo a una richiesta formale di incontro avanzata dal Comitato per affrontare alcune criticità che stanno mettendo sotto pressione le imprese di autotrasporto operanti da e per la Sicilia.
Le principali criticità segnalate
1. Sea Modal Shift (ex Marebonus)
Le imprese chiedono chiarezza urgente sulle date dei pagamenti e sui criteri di calcolo, a fronte di risorse già stanziate ma non ancora erogate.
2. ETS (Emission Trading System)
Le aziende denunciano che i costi ETS vengono sostenuti tramite gli armatori, ma senza trasparenza sull’utilizzo delle risorse.
Viene ribadita la richiesta di destinare almeno una parte di questi fondi al MIT per rafforzare il Sea Modal Shift.
3. ETS2 dal 2028
Preoccupazione per l’introduzione del nuovo sistema ETS2, che potrebbe avere impatti rilevanti sui costi del settore, senza che siano stati forniti chiarimenti ufficiali.
4. Aumento dei costi dei traghetti e degli imbarchi
Le tensioni internazionali hanno determinato un aumento del costo del carburante, con conseguente incremento delle tariffe marittime.
Una situazione che colpisce in modo particolare Sicilia e Sardegna, aggravata dal fatto che:
- il Governo è intervenuto sul caro gasolio (D.L. 33/2026)
- ma non ha previsto misure analoghe per i costi di traghettamento
Una criticità strutturale per l’autotrasporto insulare
Le imprese siciliane evidenziano come il combinato effetto di aumento carburanti, di costi ETS e del rincaro dei traghetti stia generando un forte squilibrio competitivo rispetto agli operatori della penisola, mettendo a rischio la sostenibilità economica del comparto.
Richiesta di confronto
Il Comitato ha formalmente richiesto un incontro con il Governo per:
- ottenere chiarimenti su fondi e misure
- individuare strumenti concreti di sostegno
- affrontare il tema strutturale dei costi dell’insularità
In assenza di risposte, è stata quindi avviata la mobilitazione. Di conseguenza nei giorni della protesta saranno possibili rallentamenti nei collegamenti da e per la Sicilia, de presidi nei principali porti, impatti sulla logistica nazionale, in particolare sulle filiere connesse all’isola.


