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Volvo porta l’elettrico a 700 km: adesso il lungo raggio è davvero sul tavolo

La casa svedese porta i camion elettrici a 700 km di autonomia e apre davvero a un ventaglio di missioni straordinariamente allargate. Non è solo un record: è la soglia che mancava per competere con il diesel sulle tratte di linea, grazie anche a ricariche rapide e maggiore produttività

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Per anni ce la siamo raccontata così: «Tanto in Europa la stragrande maggioranza delle missioni di trasporto sono da 300–350 km». Vero. Ma è anche innegabile che esiste un mondo al di là di questa soglia. E non è difficile comprendere quale: quello del trasporto internazionale o anche delle tratte da una parte all’altra della penisola. Qui la distanza coperta si raddoppia almeno rispetto a quella media. E allora? Allora l’elettrico lì faticava a entrare. O meglio: con un’organizzazione molto attenta diventava anche possibile. Ma restava complicato. E nella competizione con il diesel risultava comunque perdente. Adesso cambia qualcosa

La notizia: 700 km reali entrano in gioco

Con il nuovo FH Aero Electric extended range, Volvo Trucks porta l’autonomia fino a 700 km con una sola carica. È questo il punto. Non un aggiornamento, ma una soglia che finora mancava. Perché a questi livelli il camion elettrico smette di essere una soluzione “da adattare” e comincia a diventare una vera alternativa operativa al motore endotermico.

Il problema non era partire. Era finire la giornata

Nel corto e medio raggio l’elettrico inizia timidamente a trovare spazio. Più fuori dall’Italia, a dire il vero, ma comunque è un’offerta esistente, possibile, già adottata da qualcuno.

Ma nel lavoro da linea il tema non è soltanto coprire la singola tratta, ma l’intero ciclo: andare, scaricare, ricaricare (o viceversa) e tornare. Senza costruire il viaggio attorno alla ricarica. Con 700 km, questo scenario sta tranquillamente in piedi.

Autonomia + ricarica: il pacchetto è completo

In questo caso, peraltro, non viene aggredita soltanto una lacuna, quella relativa all’autonomia. Ma comincia a incrinarsi anche l’altra, relativa ai tempi di ricarica. Perché Volvo parla della possibilità di ricaricare dal 20% all’80% in circa 50 minuti, ovviamente sfruttando uno standard MCS e magari le pause obbligatorie degli autisti.

Sì, certo. Starete pensando: «Trovarle queste ricariche così veloci». Ed è vero. Però, a giocare questa partita dovrebbe essere anche qualcun altro. Almeno in parte. Perché in effetti lo stesso gruppo Volvo, insieme a Traton e Daimler, ha dato vita a Milence, una joint venture che si è data proprio l’obiettivo di realizzare stazioni di ricarica veloci lungo i principali assi di trasporto europei.

Siamo all’inizio: in Italia per ora esistono due stazioni, a Bagnolo San Vito (Mantova) e a Piacenza. Ma altre arriveranno. D’altronde si chiama «transizione» perché si svolge in modo evolutivo. Altrimenti l’avremmo chiamata «trapasso» e forse non avrebbe portato troppo bene…

Più batterie, senza perdere produttività

Ma torniamo al veicolo. Il salto in avanti nelle tempistiche di ricarica è reso possibile anche da una nuova architettura con e-axle, che libera spazio per più batterie senza ridurre la capacità di carico. L’architettura ottimale dell’elettrico, d’altra parte, si raggiungerà quando avrà messo in equilibrio tre fattori: autonomia, tempi e tara (che ovviamente condiziona la capacità di carico). E quindi anche qui la transizione si muove. E forse anche per questo Roger Alm, Presidente di Volvo Trucks, si sbilancia in modo molto concreto: «Non è mai stato così facile sostituire i mezzi diesel con quelli elettrici», afferma. E poi guarda anche oltre: «Siamo fermamente convinti che, in futuro, i veicoli elettrici rappresenteranno una parte importante del trasporto merci su strada a livello mondiale. Con le straordinarie prestazioni di tutti i nostri nuovi veicoli industriali, è facile capirne il motivo».

Il resto della gamma cresce, ma qui si gioca un’altra partita

Accanto al 700 km, Volvo Trucks aggiorna FH, FM e FMX elettrici fino a 470 km. E quindi li proietta con ancora maggior forza verso missioni di distribuzione, in chiave regionale o in applicazioni specialistiche.

Adesso cambia la domanda

Quindi, la conclusione maggiormente in grado di fornire il senso di questo momento di passaggio è molto netta. Da oggi con questa nuova offerta di Volvo la domanda da porsi non è più «l’elettrico può fare il lungo raggio?». Ma piuttosto: «Su quali tratte si può già usare senza cambiare mestiere?».

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