Parliamo di traffico pesante, come aumentati gli incidenti che vedono coinvolti veicoli commerciali e industriali?
La rete stradale nasce dall’interazione tra infrastrutture, veicoli e persone. Le infrastrutture definiscono percorsi e limiti, i veicoli determinano flussi e velocità, mentre le persone, con i loro comportamenti quotidiani, governano l’uso dello spazio stradale. Per questo la sicurezza è prima di tutto una responsabilità condivisa. In questo contesto un ruolo centrale è svolto dai mezzi pesanti, veri pilastri della logistica nazionale. La maggior parte delle merci viaggia su gomma e il trasporto stradale è essenziale per collegare territori, imprese e mercati.
L’analisi dei dati ISTAT relativi al traffico dei mezzi pesanti mette in evidenza come nel corso del 2024 ci sia stato un aumento delle percorrenze autostradali per i veicoli pesanti ed un lieve aumento del numero di incidenti che hanno visto il coinvolgimento di questa tipologia di veicoli. Proseguiranno con grande impegno le attività di prevenzione e controllo per contrastare le condotte di guida rischiose ed incrementare la consapevolezza alla guida di tutti gli utenti della strada.
Quale il focus dei controlli ai mezzi pesanti?
Il rispetto delle regole di comportamento non può essere inteso come una semplice osservanza formale, ma come una scelta consapevole di tutela collettiva. I controlli di sicurezza stradale sui mezzi pesanti rappresentano da sempre uno strumento di prevenzione e deterrenza. Nel corso del 2025 la Polizia Stradale ha effettuato 334.439 controlli su mezzi pesanti accertando complessivamente 490.972 infrazioni. Inoltre, la Specialità della Polizia di Stato svolge oltre il 90 per cento dei controlli a livello nazionale sul rispetto della normativa sociale. L’attenzione è rivolta principalmente alla specifica normativa di settore, come il rispetto dei tempi di guida e riposo, i controlli ai trasporti eccezionali e delle prescrizioni relative al trasporto delle merci pericolose. L’importanza dei controlli non si esaurisce nella funzione preventiva e di deterrenza in quanto la raccolta sistematica dei dati che ne deriva, costituisce una fonte informativa di grande valore. Analizzare in modo strutturato i dati che vengono raccolti da tale attività, amplia la dimensione conoscitiva del fenomeno, consentendo di mettere in campo risorse e strategie sempre più mirate ed efficaci.
I dati ci dicono che le infrazioni relative ai tempi di guida e riposo sono aumentate, così come quelle connesse al trasporto di merci pericolose. Quale la soluzione?
Ridurre il rischio richiede attenzione da parte di tutti, dunque non solo controlli mirati ma anche un investimento costante nella formazione. La preparazione dei conducenti professionali non è un adempimento formale, ma uno strumento fondamentale di prevenzione. La normativa nazionale ed europea prevede requisiti specifici, come la patente professionale e la Carta di Qualificazione del Conducente, che impongono formazione iniziale e aggiornamenti periodici. Accrescere competenze e consapevolezza significa migliorare la sicurezza dell’intero sistema.
Il traffico merci proveniente dai paesi stranieri, UE ed extra-UE o il cabotaggio si sta allineando alle regole italiane o riscontrate sempre un elevato tasso di irregolarità?
Lo scambio delle merci e la circolazione transfrontaliera rappresentano uno dei pilastri fondamentali dell’economia globale. Attraverso le reti di trasporto internazionali, beni di prima necessità o componenti industriali attraversano quotidianamente i confini, garantendo continuità alle filiere produttive.
In questo contesto, il trasporto su gomma svolge un ruolo strategico per tutti i collegamenti sia a medio che a lungo raggio tra i paesi. Tuttavia, l’efficienza della mobilità internazionale non può e non deve prescindere dal doveroso rispetto delle regole. Il trasporto di merci comunitario e il cabotaggio sono regolati da normative comunitarie che disciplinano l’effettuazione dei trasporti all’interno degli Stati membri. In particolare, il cabotaggio è limitato a soli 3 viaggi all’interno dello Stato in cui il vettore straniero si trova ad operare, da effettuare in un periodo massimo di una settimana. Il trasporto merci extra-UE è regolato da accordi bilaterali stipulati con i paesi di origine dei vettori per il rilascio delle licenze o con la Conferenza Europea dei Ministri dei Trasporti. Esistono ancora casi accertati di irregolarità sul territorio nazionale, ma il Pacchetto Mobilità UE ha introdotto regole più stringenti nell’esecuzione dei trasporti internazionali, come l’introduzione del cosiddetto periodo di raffreddamento di 4 giorni per limitare ulteriormente il cabotaggio irregolare, alcuni obblighi legati all’uso del tachigrafo, come la registrazione del Paese al momento dell’ingresso nel territorio dello Stato, l’obbligo di installare il tachigrafo intelligente di seconda generazione, l’emanazione di regole più stringenti in tema di distacco dei conducenti stranieri e modifiche alle modalità di esecuzione del riposo settimanale dei conducenti. Solo un sistema fondato su regole chiare, controlli efficaci e consapevolezza dei conducenti, può garantire viaggi sicuri, concorrenza leale e sostenibilità, tutelando al tempo stesso operatori del settore, infrastrutture e utenti della strada.
Veniamo alle tecnologie: sempre più alleate per controlli più incisivi e mirati. Quali sono le strumentazioni in uso in questo momento?
L’evoluzione tecnologica negli ultimi anni ha trasformato in modo profondo i controlli di sicurezza stradale rendendoli più rapidi, precisi ed efficaci. La tecnologia, in questo senso, rappresenta un alleato strategico per la sicurezza collettiva. L’introduzione del tachigrafo digitale di nuova generazione (gen.2) ha previsto, oltre alla localizzazione satellitare della posizione del veicolo, l’adozione del dispositivo DSRC (Dedicated Short-Range Communications). Tale tecnologia consente alle pattuglie della Polizia Stradale, per mezzo di un’antenna installata sul veicolo ed un tablet, di leggere in movimento i dati dai tachigrafi intelligenti in modo da avere una panoramica delle informazioni registrate dal tachigrafo e la rilevazione immediata delle infrazioni prima di procedere al suo controllo in modo da rendere maggiormente efficiente e mirata l’attività delle pattuglie che così possono “scremare” i veicoli che viaggiano in regola da quelli irregolari. Le postazioni di controllo DSRC sono di tipo mobile, quindi installate a bordo delle autovetture di servizio, e di tipo fisso a portale e sono distribuite su tutto il territorio nazionale. Eppure, nonostante l’automazione crescente, il fattore umano resta centrale. L’interpretazione dei dati, la capacità di valutare i contesti e l’assunzione di decisioni responsabili, non possono essere demandate esclusivamente alle tecnologie. Per questo, l’uomo continua a svolgere un ruolo insostituibile nei controlli di sicurezza stradale: un ruolo che richiede competenze aggiornate, formazione continua e responsabilità.
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