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Poste Italiane testa BOXi, il postino-robot per le consegne urbane

È entrato nella prima fase di prova presso il Modena Innovation Hub il veicolo autonomo ed elettrico, realizzato nell’ambito di MOST, il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile in grado di muoversi in ambienti complessi e trasportare pacchi nei locker. La seconda fase di test prevede un percorso urbano misto per simulare scenari dinamici

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Al via la fase di test per BOXi, il postino-robot di Poste Italiane. Il veicolo, in grado di operare in ambienti urbani complessi con elevati livelli di automazione e autonomia, è progettato per la consegna di pacchi con uno spazio integrato di locker. Realizzato nell’ambito di MOST, il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, di cui il Gruppo guidato da Matteo Del Fante è socio fondatore e membro del Consiglio di Amministrazione, è attualmente nella prima fase di test focalizzata su manovre a bassa velocità e calibrazione dei sensori in ambiente controllato presso il Modena Innovation Hub. Nella seconda fase il veicolo sarà testato in un percorso urbano misto di 600 metri per simulare situazioni complesse in scenari dinamici

Si tratta di un mezzo a quattro ruote motrici e sterzanti, alimentato elettricamente, con una velocità massima di 25 chilometri orari e un’autonomia che raggiunge i 60 chilometri per ciclo di carica. Il vano di carico ha una capacità di un metro cubo, con un payload massimo di 500 chilogrammi, e include una baia duale composta da accesso dedicato agli operatori e un sistema integrato di locker con 11 vani, per permettere consegne automatiche e flessibili. Il veicolo è equipaggiato con una ricca dotazione di sensori, progettati per abilitare la guida autonoma in ambienti urbani complessi, grazie al know-how del team universitario di UNIMORE (Università di Modena e Reggio Emilia). È equipaggiato con telecamere stereo per la ricostruzione tridimensionale, sensori LiDAR (che utilizzano impulsi laser per generare mappe 3D dettagliate), radar a 360 gradi, e un sistema di localizzazione di precisione basato su navigazione satellitare globale con unità inerziale, in grado di garantire il funzionamento anche in ambienti privi di segnale GPS. Accanto all’hardware, è stata sviluppata un’applicazione software dedicata per la gestione del modello di servizio e l’interazione con l’utente finale attraverso un’App

Anche il Politecnico di Milano ha fornito un contributo scientifico di rilievo, partecipando con attività di ricerca, simulazione e sperimentazione su diversi ambiti strategici. Nel contesto della navigazione autonoma e mappatura sono state condotte campagne mirate di raccolta dati GPS, finalizzate alla costruzione di mappe ad alta precisione e all’ottimizzazione degli algoritmi di navigazione autonoma in scenari logistici complessi. È stato inoltre sviluppato un sistema di interazione avanzato, volto a semplificare e rendere più intuitivo il rapporto tra operatori e veicolo, migliorando l’usabilità e l’efficienza operativa (Interfaccia uomo-macchina – HMI). Infine, per gestire la pianificazione dinamica è stato implementato un modello di controllo basato su una macchina a stati finiti, in grado di reagire in modo dinamico ai comportamenti del veicolo in funzione delle condizioni operative e ambientali. 

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