Veicoli - logistica - professione

HomeProfessioneFinanza e mercatoUE-India, la “madre di tutti gli accordi”: ecco le opportunità per automotive e logistica

UE-India, la “madre di tutti gli accordi”: ecco le opportunità per automotive e logistica

L’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India apre mercati e riduce dazi, creando nuovi scenari per veicoli commerciali, componentistica e tecnologia. Un segnale della nuova geografia globale dei flussi logistici nell’era post-dazi e tensioni USA-Cina

-

La firma dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India segna un punto di svolta nei rapporti commerciali globali e nel settore dell’automotive. Dopo quasi due decenni di negoziati intermittenti, l’intesa prevede la riduzione progressiva dei dazi indiani sui prodotti europei fino a zero per il 93% del valore degli scambi in dieci anni, mentre l’UE eliminerà gradualmente le tariffe sui prodotti indiani in sette anni, con alcune eccezioni per settori sensibili come quello automobilistico, siderurgico e agricolo.

L’India rimane il terzo mercato automobilistico al mondo, ma fortemente protetto: i dazi sui veicoli importati arrivano fino al 110%. Con l’accordo, per le auto europee il dazio scenderà gradualmente al 10% entro una quota annuale di 250.000 unità, aprendo nuove opportunità per costruttori come Volkswagen, Mercedes-Benz e BMW.

Dazi attuali e futuri per settori chiave (UE – India)

Settore Esportazioni UE 2024 (€) Dazio attuale Dazio futuro
Veicoli a motore 1,6 mld 110% 10% (quota 250k)
Macchinari e materiale elettrico 16,3 mld fino 44% 0% per quasi tutti i prodotti
Apparecchiature ottiche, mediche, chirurgiche 3,4 mld fino 27,5% 0% per il 90% dei prodotti
Prodotti chimici 3,2 mld fino 22% 0% per quasi tutti i prodotti
Ferro e acciaio 1,5 mld fino 22% 0% per quasi tutti i prodotti
Prodotti farmaceutici 1,1 mld 11% 0% per quasi tutti i prodotti
Materie plastiche 2,2 mld fino 16,5% 0% per quasi tutti i prodotti

Mercato dei veicoli commerciali in India: performance e impatto dell’accordo

Il mercato indiano dei veicoli commerciali – camion, furgoni e autobus – è in forte espansione, spinto da domanda logistica interna, infrastrutture e riforme fiscali come il GST 2.0.

  • Crescita Q3 2025-26: il segmento dei veicoli commerciali ha registrato un incremento su base annua del 21,5% nel terzo trimestre, segnando il record storico di vendite trimestrali con 290.000 unità, favorito anche dal picco della domanda stagionale durante le festività.
  • Esportazioni: nel Q3 FY26 (ottobre-dicembre 2025), le esportazioni di veicoli commerciali indiani sono aumentate del 13,6% su base annua, pari a 25.000 unità. Nell’intero 2025, le esportazioni hanno raggiunto 92.000 unità, con un incremento del 27,1% rispetto al 2024.
  • Vendite annuali record: nel 2025 sono state vendute 1.028.000 unità, con una crescita del 7,7% su base annua, il massimo storico del settore.

La crescita è sostenuta da diversi fattori strutturali, in particolare dall’aumento della produzione industriale, dallo sviluppo infrastrutturale e dalla crescente formalizzazione della logistica urbana e interurbana. L’adozione del sistema fiscale GST 2.0 (una riforma che ha sostituito le imposte indirette e le accise e altre tasse statali o centrali, con un doppio sistema fiscale, in cui sia gli Stati indiani che il governo centrale applicano imposte su beni e servizi) ha stimolato l’attività di trasporto merci, aumentando la domanda di soluzioni per la distribuzione di beni, retail e e-commerce, specialmente nel trasporto urbano e periurbano.

L’accordo UE-India impatterà principalmente su:

  • Componentistica e ricambi: motori, assali, sistemi frenanti, elettronica e parti per elettrificazione con dazi decrescenti, facilitando manutenzione e after-sales.
  • Integrazione industriale: piattaforme ibride UE-India permetteranno di mantenere in Europa le tecnologie core e produrre alcune fasi in India, ottimizzando costi e scala produttiva.
  • Modernizzazione flotte: l’accesso a veicoli e tecnologie conformi agli standard europei favorirà efficienza energetica, sicurezza e digitalizzazione dei mezzi.

Non si prevede un’esplosione immediata delle importazioni di camion europei, ma un cambiamento strutturale delle catene del valore, con benefici per operatori logistici e flotte indiane, e ricadute positive per la disponibilità e i costi dei ricambi in Europa.

Digitalizzazione e standard: un vantaggio competitivo europeo

Software di gestione flotte, telematica, sistemi di sicurezza attiva e monitoraggio dei consumi diventano parte integrante dell’offerta industriale europea. L’accordo permette così di esportare ecosistemi di servizi, non solo veicoli, creando un vantaggio competitivo sui mercati emergenti e consolidati.

Il punto di vista dell’industria europea

L’ACEA (Associazione dei Costruttori Europei di Automobili) ha espresso forte supporto per la conclusione dell’accordo commerciale con l’India, evidenziando il grande potenziale del mercato indiano con oltre 1,4 miliardi di abitanti e vendite annue di circa 4 milioni di auto. Un accordo ambizioso dovrebbe rimuovere le barriere commerciali in entrambe le direzioni, garantendo benefici concreti per entrambe le parti.

Tuttavia, ACEA – che qualche giorno fa invitava le parti a rimuovere completamente i dazi – sottolinea che l’accordo non riguarda solo l’export di veicoli: i costruttori europei sono già pesantemente investiti nella produzione in India, e l’intesa può portare benefici soprattutto attraverso la completa eliminazione dei dazi sui componenti, stimolando la manifattura sia in India sia in Europa. Come sottolinea Jonathan O’Riordan, Direttore del Commercio Internazionale di «i termini concordati oggi guideranno la partnership per molti anni. Ci auguriamo che il risultato finale porti benefici profondi e concreti all’industria europea e indiana».

Collaborazioni UE-India nel settore dei veicoli commerciali

A tal proposito possiamo ricordare le principali partnership tra costruttori europei e indiani di veicoli commerciali:

Mahindra & Mahindra – Ford: Collaborazioni orientate allo sviluppo di nuovi prodotti, elettrificazione e espansione nei mercati emergenti.

Volvo Group – Eicher Motors (VECV): Una delle joint venture più solide in India. VE Commercial Vehicles combina la tecnologia di camion e autobus Volvo con la rete produttiva e commerciale di Eicher, offrendo una gamma completa dai 4,9 alle 55 tonnellate.

Daimler Truck – BharatBenz: Attraverso Daimler India Commercial Vehicles (DICV), il gruppo tedesco produce veicoli pesanti (9-49 tonnellate) a Chennai, combinando ingegneria tedesca e fabbricazione indiana. I camion FUSO prodotti vengono esportati in mercati emergenti.

Iveco Group – Tata Motors: Tata Motors ha recentemente acquisito la parte civile di Iveco Group (vale a dire con l’eccezione del settore Defence), per rafforzare la collaborazione nel trasporto pesante e creare nuove sinergie industriali.

Piaggio India – Gulf Oil: Collaborazione finalizzata allo sviluppo e alla fornitura di lubrificanti, inclusi quelli per veicoli commerciali elettrici, a conferma dell’attenzione alla sostenibilità. Ma più in generale Piaggio è da decenni presente in India e dispone di una base produttiva importante a Baramati. Anzi, l’India è un mercato essenziale per i veicoli commerciali a tre ruote. Prova ne sia che la produzione dell’Ape è stata sempre più concentrata a queste latitudini.

Contesto geopolitico e logistica

L’intesa UE-India si inserisce in un contesto globale segnato da dazi, tensioni USA-Cina e protezionismo. Per l’Europa significa diversificare i partner strategici, mentre per l’India rafforzare la posizione industriale e tecnologica in Asia meridionale. Per i trasportatori europei, le implicazioni concrete saranno: maggiore disponibilità di ricambi, pressione competitiva sui prezzi, accelerazione nell’adozione di veicoli più efficienti e digitalizzati e standard tecnici più omogenei lungo le direttrici Europa-India.

In sintesi, l’accordo non è solo una riduzione dei dazi, ma un moltiplicatore industriale e tecnologico per l’autotrasporto e l’automotive, che richiede pianificazione strategica e monitoraggio dei flussi logistici emergenti.

-

close-link