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Eppur si muove: la lenta avanzata dell’elettrico

La fotografia di metà 2025 racconta un mercato europeo in sofferenza, con immatricolazioni in calo e un diesel ancora dominante. Ma dentro la contrazione generale l’elettrico avanza a piccoli passi, soprattutto nel segmento leggero

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Il mercato europeo dei veicoli commerciali e industriali ha imboccato un 2025 in salita. Le immatricolazioni complessive registrano una contrazione significativa, segno che il clima economico continua a pesare sulle decisioni d’acquisto.

Eppure, dietro a questa frenata, c’è una tendenza evidente: l’elettrico guadagna terreno, timidamente ma con costanza. Certo, parliamo di una crescita ancora troppo lenta per ribaltare la supremazia del diesel, ma sufficiente a indicare che la transizione è iniziata e che, pur tra mille difficoltà, «eppur si muove».

Un mercato in calo

Nel primo semestre 2025, secondo i dati Acea, le immatricolazioni di nuovi furgoni nell’Unione Europea diminuiscono del 13,2%. Germania, Francia e Italia trascinano il calo con flessioni rispettivamente del 14,7%, del 12% e dell’11,7%, mentre la Spagna fa eccezione, crescendo dell’11,2%.

Anche i camion seguono la stessa tendenza: con 155.367 nuove unità, il segmento perde il 15,4% sul 2024. Il crollo più pesante si verifica in Germania, che da sola segna un -27,5%, seguita da Francia (-18,8%), Spagna (-13,6%) e Italia (-13,3%), tutte in territorio negativo.

Il mercato europeo per alimentazione. Dati Acea 2025

Diesel dominante, ma l’elettrico cresce

All’interno di questa flessione generale, le alimentazioni tradizionali restano dominanti, pur perdendo piccole quote di terreno. Nei furgoni, il diesel diminuisce dall’84,3 all’82% di quota, mentre i modelli a benzina calano dal 6 al 4,9%. In controtendenza l’elettrico, balzato dal 5,8 al 9,5%, quasi raddoppiando la presenza sul mercato.

Progressione simile, anche se meno vistosa, si registra nei camion: i diesel passano dal 95,4 al 93,6%, quelli a batteria salgono dal 2,1 al 3,6%. Numeri modesti, che non consentono proclami ma indicano una tendenza.

I costruttori: chi perde e chi guadagna

Se i dati Acea fotografano il mercato complessivo, un altro recente rapporto – quello dell’International Council on Clean Transportation (ICCT) – aiuta a capire come reagiscono i vari marchi. Sul fronte dei pesanti, Mercedes-Benz, primo costruttore per volumi, nel primo semestre vede scendere la propria quota dal 21 al 18%, mentre Volvo Trucks e Renault Trucks salgono rispettivamente dal 12 al 14% e dal 7 all’8%. Guardando al comparto dei camion elettrici, Volvo (30%) e Renault (22%) insieme detengono più della metà delle vendite, ma nel 2025 hanno lasciato spazio all’avanzata di Mercedes e MAN. Quest’ultima, in particolare, in un anno ha visto crescere la quota dall’1 al 10%, trainata dall’eTGX per il lungo raggio, mentre Mercedes, spinta dall’eActros, ha raggiunto quasi il 20%.

Bene anche Scania, con 1.250 elettrici immatricolati (+107% rispetto allo stesso periodo del 2024) e una quota di poco inferiore al 10%. Più marginale la presenza di Iveco, con una quota dello 0,4% anche perché il prodotto è arrivato solo di recente in distribuzione. Per quanto riguarda i veicoli commerciali leggeri, qui il mercato degli elettrici è dominato da quattro modelli che cubano per oltre i due terzi delle immatricolazioni. Al comando c’è il Ford E-Transit con una quota del 25%, seguito dal Mercedes eSprinter (22%), dall’Iveco eDaily (15%) e dal Fiat E-Ducato (11%).

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