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Veicoli industriali, a giugno ripartono le immatricolazioni: autocarri +6,7%, trainati +14,4%

Dopo la flessione di maggio il mercato torna a crescere. Anfia chiede al Governo di rendere operativo il piano da 590 milioni di euro per il rinnovo delle flotte e di accelerare l'avvio del nuovo Ecobonus. La crescita maggiore si registra per i mezzi tra le 5 e le 8 tonnellate (+15,3%), mentre gli autocarri sopra le 16 tonnellate segnano un +5,6%

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Dopo il rallentamento registrato a maggio, il mercato italiano dei veicoli industriali torna a crescere. A giugno le immatricolazioni di autocarri e veicoli trainati sono tornate in territorio positivo. 

Secondo i dati diffusi da Anfia, nel mese sono stati immatricolati 2.693 nuovi autocarri, il 6,7% in più rispetto a giugno 2025. Ancora più marcata la crescita dei rimorchi e semirimorchi pesanti, che hanno raggiunto quota 1.489 unità, con un incremento del 14,4%. Il risultato è trainato dai semirimorchi (+19%), mentre i rimorchi segnano una flessione del 21,6%. Nel primo semestre dell’anno il mercato mantiene un andamento positivo. Tra gennaio e giugno sono stati immatricolati 15.002 autocarri, in crescita del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i veicoli trainati raggiungono 7.798 unità, con un incremento dell’1,5%.

Il Nord-Est corre

Per gli autocarri, il Nord-Est si conferma l’area più dinamica, con una crescita dell’11,6%, seguito dal Sud e Isole (+2,5%), dal Nord-Ovest (+0,5%) e dal Centro (+0,3%). Per classi di peso, nel primo semestre dell’anno mantengono una variazione positiva i veicoli sopra le 5 e fino a 8 tonnellate (+15,3%), seguiti dai veicoli pesanti sopra le 16 tonnellate (+5,6%). In flessione a doppia cifra, invece, i veicoli sopra le 3,5 e fino a 5 tonnellate (-46,2%), mentre il calo è più lieve per i veicoli sopra le 8 e fino a 12,5 tonnellate (-3%) e per i veicoli sopra le 12,5 e fino a 16 tonnellate (-0,8%). L’analisi per tipologia evidenzia la crescita dei trattori stradali (+15,3%), mentre gli autocarri rigidi registrano una flessione del 6,7%. Positivo anche l’andamento dei veicoli destinati ai cantieri (+15,3%) e dei veicoli stradali (+2,6%).

Frena l’elettrico

Resta invece limitata la diffusione delle alimentazioni alternative. Nei primi sei mesi del 2026 gli autocarri alimentati a gas rappresentano l’1,2% del mercato, mentre i mezzi elettrici e ibridi si fermano complessivamente all’1,4%, entrambe quote inferiori a quelle registrate nello stesso periodo dello scorso anno.

Anche il mercato dei veicoli trainati mostra segnali di tenuta nel semestre. Crescono le immatricolazioni nel Centro (+7,6%), nel Nord-Ovest (+6,7%) e nel Nord-Est (+5,6%), mentre il Sud e le Isole registrano un calo dell’8%. Le marche estere aumentano del 3,5%, mentre quelle nazionali arretrano dell’1,1%. “La crescita delle immatricolazioni di autocarri registrata nel mese di giugno rappresenta un importante segnale di ripresa per un settore che è stato interessato da forti contrazioni nel 2025 – commenta Luca Sra, Delegato Anfia per il trasporto merci – Per questo motivo è imprescindibile l’attuazione di politiche pubbliche che supportino gli investimenti degli operatori del settore per una transizione ambientalmente, economicamente e socialmente sostenibile. Si rinnova l’invito a dare immediata attuazione al piano straordinario da 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare dell’autotrasporto. A oltre sette mesi dal suo annuncio, accolto con favore da tutto il settore, il mancato avvio delle misure sta spingendo molte imprese a rinviare gli investimenti, con l’effetto di rallentare – anziché accelerare – il necessario rinnovamento delle flotte. Si accoglie con favore la pubblicazione del decreto attuativo del nuovo Ecobonus, un passaggio essenziale per sostenere la transizione del settore. È ora fondamentale rendere la misura operativa nel più breve tempo possibile, in coerenza con quanto richiesto per il piano dedicato all’autotrasporto. Tra gli ulteriori interventi necessari a salvaguardare la competitività del comparto, si segnala l’esigenza di estendere la clausola di adeguamento del corrispettivo alle variazioni del costo del carburante, oggi applicata solo al diesel, anche alle alimentazioni alternative, nonché di reintrodurre adeguate misure fiscali di sostegno per tali tecnologie”. 

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