Passare molte ore alla guida non mette alla prova soltanto schiena, articolazioni e postura. Anche la pelle può risentire degli effetti di un’esposizione prolungata alla luce solare, spesso senza che ce ne si renda conto. È questo il tema del terzo episodio di «La salute vien guidando», la rubrica video di K44 dedicata al benessere psicofisico degli autisti, curata da Laura Broglio.
L’episodio prende spunto dalla storia di William McElligot, camionista americano il cui caso clinico è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine e ripreso dai media di tutto il mondo. Dopo quasi trent’anni trascorsi al volante, il lato sinistro del suo volto – quello più esposto alla luce proveniente dal finestrino – mostrava segni di invecchiamento molto più marcati rispetto all’altro. Una condizione associata alla sindrome di Favre-Racouchot, caratterizzata da rughe profonde, ispessimento della pelle e alterazioni cutanee dovute all’esposizione cronica ai raggi solari.
Il problema riguarda soprattutto i raggi UVA, capaci di attraversare i vetri e di penetrare in profondità nella pelle. A differenza degli UVB, non provocano necessariamente arrossamenti o scottature, ma possono causare danni che si accumulano nel tempo. Un rischio che interessa molte professioni svolte all’aperto o comunque esposte per lunghi periodi alla luce naturale, tra cui quella dell’autista.
La prevenzione passa anche da gesti semplici. Proteggere la pelle con una crema solare adeguata può contribuire a ridurre gli effetti dell’esposizione quotidiana e limitare il rischio di danni a lungo termine. Un accorgimento spesso trascurato, ma che può fare la differenza per chi trascorre gran parte della giornata sulla strada.
Anche questo episodio è realizzato con il supporto di Iveco e prosegue il percorso di «La salute vien guidando», il format nato per promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della salute e della prevenzione nel mondo dell’autotrasporto.


