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+3,9%: è l’aumento del costo del gasolio extrarete in una sola notte. Quella di Capodanno

La decisione inserita nella legge di bilancio di allineare le accise sul gasolio a quelle della benzina ha portato l’innalzamento del costo del carburante anche nell’extrarete. I dati di Figisc rilevati in esclusiva per UeT, segnalano che i rialzi sono continuati a gennaio trainati dalla crisi in Iran che ha inciso sul prezzo del barile. Unem invece riporta a dicembre una ripresa del traffico pesante che avrebbe inciso positivamente sui consumi di gasolio per autotrazione

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Grandi scossoni per il prezzo del gasolio extrarete tra la fine di novembre 2025 e la fine di gennaio 2026. Lo spartiacque è stata la notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio 2026 che ha segnato un incremento della media dei prezzi alla pompa pari al 3,9%, passando da 1,451 euro/litro a 1,507 euro/litro. Nessuna meraviglia, solo l’effetto della normativa volta a riallineare le accise sui carburanti con e l’incremento di 4,05 centesimi al litro,  fissando le accise a 672,90 euro per 1.000 litri di gasolio. 

Lo choc dei prezzi del gasolio extrarete (comprensivi di Iva), che si erano tenuti bassi durante il mese di dicembre, è durato tutto gennaio anche sulla scia della crisi in Iran che sta portando in su il costo del barile. Quindi gennaio ha visto un riallineamento dei valori su quelli di fine novembre. È quanto emerge dal monitoraggio curato da Figisc, l’associazione dei gestori degli impianti di rifornimento, in esclusiva per Uomini e Trasporti. 

L’andamento non riserva altre sorprese. A pagare il prezzo più caro sono le regioni del Sud e le Isole, seguite dal Centro e dal Nord Italia.

Interessanti le rilevazioni Unem che segnalano a dicembre 2025 una ripresa nei consumi di gasolio per motori che cresce del +5% (+95.000 tonnellate), trainato dal traffico di veicoli pesanti che stando alle stime dell’Anas sarebbe in crescita del 7%. Relativamente all’intero 2025, le vendite dei carburanti sul mercato nazionale sono state pari a poco meno di 51 milioni di tonnellate, con un calo del 2,6% (-1,3 milioni di tonnellate) rispetto al 2024, anche per effetto di un calendario con tre giorni lavorativi in meno. In particolare, si rafforzano i consumi totali di benzina, che hanno sfiorato i 9 milioni di tonnellate (+3,9%, +338.000 tonnellate), e quelli del jet fuel che per la prima volta nella storia superano i 5 milioni di tonnellate (+2,4%, +117.000 tonnellate). Flessione per il gasolio totale (-1%, -261.000 tonnellate), quasi interamente dovuto al solo gasolio motori (-225.000 tonnellate).


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