Veicoli - logistica - professione

HomeVeicoliServiziLocalizzazione: controllo o tutela? Perché è necessario superare un falso mito

Localizzazione: controllo o tutela? Perché è necessario superare un falso mito

Il sistema di tracciamento dei veicoli, se progettato e comunicato in modo trasparente, può migliorare organizzazione del lavoro, sicurezza e qualità della vita degli autisti. Golia360, attraverso le riflessioni del Ceo Claudio Carrano, evidenzia come la vera sfida sia costruire consapevolezza e cultura condivisa sull’uso delle tecnologie nella mobilità professionale

-

Nel mondo dei trasporti il termine «localizzazione» è ormai entrato nel linguaggio quotidiano. Nonostante la sua diffusione, continua a portarsi dietro un equivoco ancora arduo da scardinare: essere sinonimo di controllo, in determinate situazioni anche punitivo. Un punto di vista alimentato spesso dalla scarsa informazione, da pratiche poco trasparenti o, in alcuni casi, dalle modalità di applicazione delle normative. In un settore in continua e profonda evoluzione, come quello dei trasporti, un potenziale terreno di conflitto può e deve, invece, diventare un’opportunità di sviluppo e di crescita per le aziende e per gli operatori della mobilità.

In questo contesto la società IT Golia360, specializzata in soluzioni tecnologiche per la mobilità di merci e persone, promuove una serie di riflessioni proprio sul tema della localizzazione, per documentare la realtà e le necessità degli operatori del settore.

Perché la localizzazione è ancora vista come «controllo»

«Nel settore del trasporto e della logistica, la localizzazione dei veicoli è spesso percepita dagli autisti come uno strumento calato dall’alto, introdotto senza un reale confronto e spiegato in modo parziale. Quando la tecnologia viene comunicata solo come mezzo per ‘sapere dove sei’ o ‘verificare cosa stai facendo’, il risultato è prevedibile: diffidenza, resistenze, talvolta rifiuto», afferma il Founder & CEO di Golia360 Claudio Carrano, che pone una lente di ingrandimento sulla causa di questo corto circuito: l’assenza di cultura, che porta a una scarsa consapevolezza.

«Senza una cornice chiara di obiettivi, regole e benefici condivisi, qualsiasi sistema di monitoraggio rischia di essere vissuto come invasivo, anche quando è pienamente lecito e necessario», sottolinea Carrano.

Controllo responsabile vs. controllo invasivo

In ogni organizzazione esistono forme di controllo: servono a garantire sicurezza, rispetto delle norme, qualità del servizio. La vera distinzione è tra controllo responsabile e controllo invasivo. Il primo è regolato, trasparente, finalizzato a obiettivi chiari e condivisi. Il secondo è invece opaco, sproporzionato, con la conseguenza di provocare sfiducia.

Nel caso della localizzazione tutto dipende da come viene progettata, comunicata e utilizzata all’interno dell’azienda. Accade spesso che anche l’applicazione delle norme alimenti questa distorsione e, di conseguenza, i disagi vissuti dai conducenti professionali.

Localizzazione come supporto operativo, non come sorveglianza

«La localizzazione dei veicoli nasce storicamente come strumento operativo: per ottimizzare i percorsi, ridurre i tempi di intervento, migliorare la pianificazione e rispondere in modo più efficiente alle richieste dei clienti», prosegue Carrano. Nel tempo, a questi benefici si sono aggiunti aspetti cruciali legati alla sicurezza: gestione delle emergenze, tutela del mezzo e della persona, supporto in caso di imprevisti sulla strada. Quando usata correttamente, la localizzazione non limita l’autonomia dell’autista, ma la rafforza.

Incaricare di una presa o di una consegna l’autista più vicino, evita a quello più lontano una corsa contro il tempo o un percorso più tortuoso. Sapere che un autista è fermo per riposare, evita di ingaggiarlo interrompendo il suo recupero.

La localizzazione diventa, così, una rete silenziosa che lavora sullo sfondo, pronta ad attivarsi quando serve davvero.

Trasparenza e comunicazione: il vero punto di svolta

Il discrimine tra tutela e controllo passa da un elemento chiave: la trasparenza verso l’autista. Sapere cosa viene tracciato, quando, per quali finalità e con quali limiti cambia radicalmente la percezione della tecnologia. Le aziende che riescono a superare il falso mito del controllo sono quelle che investono nellacomunicazione interna, nel dialogo e nella formazione. Spiegano che la localizzazione non serve a «guardare», ma a proteggere, supportare, organizzare meglio.

«Senza questa consapevolezza condivisa, anche il sistema più avanzato rischia di generare conflitto anziché valore. Un equilibrio necessario tra efficienza, sicurezza e qualità della vita. Nel trasporto moderno non esiste più una sola priorità, tutti questi elementi devono convivere. La localizzazione, se usata in modo lecito e umano, può rappresentare un punto di incontro tra queste esigenze», assicura Carrano.

La tecnologia riduce lo stress legato agli imprevisti, migliora la gestione dei tempi, aiuta le aziende a rispettare le normative e offre agli autisti la certezza di non essere mai davvero soli sulla strada. Non è controllo fine a sé stesso, ma responsabilità condivisa.

Oltre la tecnologia: costruire cultura

È qui che entra in gioco la visione di Golia360: non come semplice fornitore tecnologico, ma come attore responsabile che punta a costruire cultura e consapevolezza nel settore. Perché la vera innovazione non sta solo negli strumenti, ma nel modo in cui vengono integrati nelle organizzazioni e nelle relazioni di lavoro. «Superare pregiudizi e resistenze significa prima di tutto cambiare linguaggio, approccio e mentalità. Significa riconoscere che la tecnologia funziona davvero solo quando è compresa, accettata e condivisa», evidenzia Carrano.

La domanda che ognuno dovrebbe porsi è semplice: come viene comunicata la localizzazione nella nostra azienda? Come strumento di controllo o come leva di tutela, supporto e responsabilità?
La risposta a questa domanda fa la differenza tra una tecnologia subita e una tecnologia che crea valore. Nel prossimo articolo approfondiremo il tema degli scopi leciti, dei confini e delle responsabilità legati al tema della localizzazione.

Golia360 è a disposizione per accompagnare aziende, fleet manager, responsabili HR e autisti in questo percorso di consapevolezza. Perché localizzare non significa controllare, ma prendersi cura.

-

close-link