HomeVeicoliMondo pesanteVolvo mette Mariestad sotto tensione: batterie, accumulo e nuovo laboratorio dell’elettrico

Volvo mette Mariestad sotto tensione: batterie, accumulo e nuovo laboratorio dell’elettrico

Il gruppo svedese costruirà accanto alla futura fabbrica di celle un energy park da 70 MW/260 MWh, operativo dal 2027. Servirà a stabilizzare la rete, ma anche a testare soluzioni energetiche da portare ai clienti. La batteria, insomma, non è più soltanto quella montata sul camion

-

Volvo alza la posta sull’elettrico e comincia a occuparsi di quello che succede prima ancora che il camion arrivi alla colonnina. A Mariestad, nella Svezia occidentale, il gruppo costruirà un grande energy park con un sistema di accumulo a batterie da circa 70 MW di potenza e 260 MWh di capacità, destinato a entrare in funzione nel 2027. Il progetto nasce come naturale estensione del polo industriale che Volvo sta sviluppando nella stessa area. Il nuovo accumulo sorgerà infatti vicino alla prevista fabbrica di celle per batterie, destinata a sostenere la crescita dei veicoli pesanti elettrici e la cui produzione è ora programmata dopo il 2030.

Ma l’energy park non servirà semplicemente a dare elettricità alla fabbrica. Volvo lo ha concepito su due binari. Il primo è quello dell’accumulo vero e proprio: le batterie potranno immagazzinare energia e restituirla alla rete quando necessario, fornendo servizi di flessibilità e contribuendo alla stabilità del sistema elettrico regionale. Il secondo è forse più interessante per il settore: il sito diventerà un banco di prova su scala reale per nuove soluzioni energetiche, utilizzabili anche dai clienti Volvo. L’azienda parla esplicitamente di dimostrazioni con casi d’uso reali, mentre svilupperà nuove offerte legate all’energia.

È un passaggio che racconta bene quanto stia cambiando la partita dell’elettrificazione dei camion. Il problema non è più soltanto costruire una batteria abbastanza grande per garantire l’autonomia necessaria. Bisogna anche capire come alimentare flotte, impianti e infrastrutture senza mettere sotto pressione la rete, come gestire i picchi e come rendere economicamente sostenibile l’energia necessaria alla ricarica.

Da questo punto di vista, Mariestad diventa qualcosa di più di una fabbrica. Volvo sta costruendo un piccolo ecosistema industriale dell’elettrico, mettendo vicini produzione delle celle, accumulo e sperimentazione energetica. La vicinanza con lo stabilimento di Skövde, dove il gruppo ha già un importante impianto di powertrain, completa un polo industriale e logistico che Volvo considera strategico.

E c’è un altro dettaglio che merita attenzione. L’energia accumulata non sarà necessariamente consumata tutta da Volvo: il sistema potrà reimmettere potenza nella rete locale quando serve, contribuendo alla flessibilità del mercato elettrico. In altre parole, il camion elettrico entra sempre più in una partita che coinvolge direttamente produzione, distribuzione e gestione dell’energia.

Tutto questo non significa che Volvo abbia chiuso la partita scegliendo la batteria come unica strada. Appena una settimana fa il gruppo ha annunciato, insieme a Daimler Truck, Toyota e altri grandi operatori, un progetto europeo per accelerare la diffusione dell’idrogeno nei veicoli pesanti, con l’obiettivo di costruire entro il 2030 l’intero ecosistema necessario: camion, stazioni di rifornimento e disponibilità di idrogeno a prezzi competitivi. La strategia, quindi, è meno ideologica e più industriale: batterie dove funzionano, idrogeno dove può servire, e intanto controllo sempre maggiore sull’infrastruttura energetica che tiene in piedi entrambe le soluzioni.

Mariestad è un buon esempio di questa evoluzione: il camion resta il prodotto finale, ma attorno al camion cresce una nuova filiera.

-