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Autotrasporto, dagli Stati Generali le priorità per il Governo: più controlli, eCMR sul nazionale e CQC più semplice

Dalla due giorni di Roma un documento condiviso dalle 11 associazioni di categoria con le proposte da sottoporre all’esecutivo in vista della legge di Bilancio. Nel mirino la regolarità fiscale lungo tutta la filiera, a partire dalla committenza, la digitalizzazione dei documenti di trasporto, l’adeguamento dei corrispettivi al costo del carburante e la semplificazione dei percorsi per ottenere la CQC. Tra le richieste anche risorse per le aree di sosta sicure e un presidio permanente sui dossier europei.

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Più verifiche e controlli su tutta la filiera, a partire dai committenti, finanziamenti dedicati alla realizzazione di aree di sosta sicure, clausole di salvaguardia in fattura contro il caro carburante, e-CMR obbligatoria anche per i trasporti nazionali, formazione a distanza e percorsi più semplici per ottenere la CQC. Sono queste le principali proposte contenute nel documento conclusivo degli Stati Generali dell’Autotrasporto, promossi dal Comitato centrale per l’Albo nazionale degli autotrasportatori, che hanno riunito a Roma, per due giornate, circa 90 delegati delle 11 associazioni di categoria, insieme a esperti e rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministero dell’Interno e dell’Autorità europea del lavoro (ELA). L’obiettivo era replicare, a distanza di 12 anni, l’esperienza del 2014, quando il confronto tra le associazioni portò alla definizione di alcune proposte da sottoporre al Governo per un possibile inserimento nella legge di Bilancio. Lo schema dovrebbe essere lo stesso: i quattro tavoli tematici – Regolarità, Competitività, Europa e Lavoro – hanno individuato le priorità, sintetizzate in un documento condiviso e sottoscritto da tutte le 11 associazioni, che sarà presentato al Governo Meloni in vista dell’ultima legge di Bilancio prima della prossima tornata elettorale.

Controlli fiscali su tutta la filiera

Tra le novità più significative emerge l’attenzione alla legalità, anche alla luce delle numerose inchieste giudiziarie che negli ultimi anni hanno interessato il settore della logistica e dei trasporti. La proposta è quella di includere la regolarità fiscale tra gli elementi da verificare nell’ambito della corresponsabilità lungo la filiera, superando un sistema di controlli oggi concentrato soprattutto sulla regolarità contributiva, certificata dal DURC.

In questa direzione, le associazioni chiedono di realizzare un collegamento diretto tra l’Albo degli autotrasportatori e l’Agenzia delle Entrate, così da rafforzare gli strumenti di verifica sulle imprese.

Un ulteriore intervento riguarda la trasparenza delle aziende iscritte all’Albo. La proposta prevede la possibilità di collegare le banche dati dell’Albo con quelle delle Camere di Commercio, per accedere alle informazioni sui bilanci e sulla natalità e mortalità delle imprese, anche ai fini dell’eventuale cancellazione dagli elenchi dell’Albo.

eCMR anche in Italia

Sul fronte della competitività, una delle priorità individuate è la digitalizzazione dei documenti di trasporto. Tra le richieste figura l’introduzione dell’obbligo di utilizzare la lettera di vettura elettronica (e-CMR) anche nei trasporti nazionali, seguendo l’esempio della Spagna.

Un passaggio che richiederebbe anche l’adeguamento delle modalità di controllo su strada da parte delle forze di polizia, in vista dell’applicazione delle disposizioni europee che prevedono, dal prossimo luglio, l’accettazione delle informazioni elettroniche sul trasporto merci da parte delle autorità competenti.

Ampio spazio è stato riservato anche al tema dei costi, a cominciare dal carburante, il cui aumento continua a comprimere i margini delle imprese.

La categoria chiede il riconoscimento in fattura degli incrementi derivanti dalle variazioni del prezzo del gasolio e degli altri carburanti, sia nei contratti stipulati in forma scritta sia in quelli non scritti. L’obiettivo è garantire un meccanismo di adeguamento dei corrispettivi che consenta agli autotrasportatori di trasferire almeno una parte degli aumenti dei costi lungo la filiera.

Tra le priorità figura inoltre la richiesta di finanziamenti specifici per realizzare aree di sosta sicure e attrezzate, una delle carenze infrastrutturali più avvertite dalle imprese e dagli autisti.

CQC più accessibile e formazione in altre lingue

La carenza di conducenti è stata al centro del tavolo dedicato al lavoro, che ha individuato nella semplificazione dei percorsi di accesso alla professione una delle principali leve di intervento.

Le associazioni propongono procedure più sostenibili, in termini di tempi e costi, per il conseguimento della Carta di qualificazione del conducente (CQC), anche attraverso il ricorso alla formazione a distanza, accompagnata da adeguati controlli.

Tra le richieste compare anche la possibilità di sostenere gli esami in altre lingue, per facilitare l’accesso alla professione da parte dei lavoratori stranieri e ampliare il bacino dei potenziali conducenti.

L’obiettivo è ridurre gli ostacoli burocratici ed economici che rendono più difficile l’ingresso di nuovi autisti, senza rinunciare ai requisiti di preparazione e sicurezza.

Valichi e controlli sui vettori esteri

Nell’agenda internazionale entrano le criticità dei valichi alpini, che continuano a condizionare i collegamenti dell’autotrasporto italiano con i principali mercati europei, e le questioni relative ai tempi di guida e di riposo.

Per affrontare con maggiore tempestività questi dossier, le associazioni propongono la costituzione di un gruppo di lavoro permanente all’interno dell’Albo, incaricato di seguire l’evoluzione delle iniziative europee fin dalle prime fasi di elaborazione.

L’intento è consentire alla categoria di intervenire nel confronto istituzionale prima che le nuove regole siano definite, evitando di doverne affrontare le conseguenze soltanto dopo la loro approvazione.

Tra le priorità europee figurano anche il rafforzamento dei controlli sui vettori esteri che operano in Italia e la digitalizzazione delle autorizzazioni bilaterali, per rendere più efficaci le verifiche e contrastare le forme di concorrenza irregolare.

Il documento conclusivo degli Stati Generali mette così insieme interventi immediati e riforme strutturali. La prossima sfida sarà trasformare le proposte condivise dalle 11 associazioni in misure concrete, a partire dal confronto con il Governo sulla prossima legge di Bilancio.

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