HomeProfessioneLeggi e politicaUltimo miglio, l'Albo: «Più controlli sui veicoli sotto 1,5 tonnellate». E l’iscrizione potrebbe estendersi anche ai quadricicli

Ultimo miglio, l’Albo: «Più controlli sui veicoli sotto 1,5 tonnellate». E l’iscrizione potrebbe estendersi anche ai quadricicli

Nel documento conclusivo degli Stati Generali dell’Autotrasporto spunta una richiesta destinata ad aprire il dibattito sulla regolamentazione delle consegne urbane: rafforzare norme e controlli sui trasporti per conto terzi effettuati con i mezzi più leggeri. Il coordinatore del tavolo sul lavoro, Antonio Macera, indica anche i veicoli della categoria L7 tra quelli da prendere in considerazione per un possibile ampliamento dell’obbligo di iscrizione all’Albo. Un’ipotesi ancora tutta da sviluppare, che accende i riflettori su un segmento in rapida trasformazione.

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Nel documento conclusivo degli Stati Generali dell’Autotrasporto, l’ultimo miglio conquista uno spazio specifico tra le priorità da sottoporre al Governo. L’attenzione è su un segmento del trasporto merci che sta cambiando rapidamente, soprattutto nelle città, con la diffusione di mezzi sempre più piccoli e specializzati nelle consegne. Lo raccontiamo nel volume MERCINCITTA’ redatto dalla redazione di Uomini e Trasporti che verrà presentato a Rimini nell’ambito di Ecomondo il prossimo 3 novembre. 

A sollevare la questione è stato il Tavolo 4, «Autotrasporto e logistica: interventi per l’occupazione e il lavoro», che ha inserito nel documento finale una richiesta precisa: «È stata infine evidenziata la necessità di rafforzare i controlli e le norme relative ai trasporti di merci per conto terzi effettuati con veicoli fino a 1,5 tonnellate di massa complessiva». Perché, pur senza indicare ancora un intervento normativo definito, si porta all’attenzione delle istituzioni una parte del mercato delle consegne che opera con mezzi differenti dai tradizionali furgoni e che potrebbe essere interessata da nuove regole.

Dai furgoni ai quadricicli

A rendere più concreta la prospettiva di un intervento è stato Antonio Macera, coordinatore del Tavolo 4 dedicato all’occupazione e al lavoro, che, presentando i risultati del confronto, ha indicato l’orientamento a «estendere l’iscrizione all’Albo» anche a chi effettua consegne con veicoli della categoria L7. Si tratta di un passaggio potenzialmente significativo. I veicoli L7, infatti, non sono tecnicamente ciclomotori, ma quadricicli pesanti, una categoria distinta da quella dei veicoli commerciali N1. Secondo il regolamento europeo 168/2013, la categoria L7e comprende mezzi a quattro ruote con una massa in ordine di marcia non superiore a 600 kg quando destinati al trasporto merci. La sottocategoria L7e-CU identifica specificamente i quadricicli progettati per impieghi commerciali e trasporto di beni. Sono mezzi che, pur avendo dimensioni contenute rispetto a un furgone tradizionale, possono disporre di vani di carico adatti alla distribuzione di numerosi pacchi. Proprio per questo trovano un possibile impiego nella logistica urbana, dove la necessità di raggiungere indirizzi ravvicinati e muoversi in spazi ridotti favorisce l’utilizzo di veicoli compatti, spesso elettrici. Il nodo è soprattutto normativo. Oggi l’iscrizione all’Albo è già obbligatoria per le imprese che effettuano trasporto merci per conto terzi con veicoli fino a 1,5 tonnellate di massa complessiva a pieno carico, purché rientrino nell’ambito della disciplina dell’autotrasporto. Per questa fascia è sufficiente dimostrare il requisito dell’onorabilità, senza quelli di idoneità finanziaria e professionale richiesti per i veicoli di massa superiore. Lo stabilisce il decreto dirigenziale n. 145 dell’8 aprile 2022, come confermato dalle procedure pubblicate dal MIT e dall’Albo. La questione sollevata agli Stati Generali riguarda dunque l’eventuale estensione del perimetro degli obblighi ai veicoli della categoria L, che non rientrano nella tradizionale classificazione N dei veicoli destinati al trasporto merci. Non si tratterebbe semplicemente di abbassare una soglia di peso, ma di valutare se sottoporre a regole analoghe operatori che svolgono un’attività economica comparabile utilizzando mezzi omologati diversamente.

Più controlli sull’ultimo miglio

Il documento sottoscritto dalle undici associazioni non stabilisce quali requisiti dovrebbero essere applicati ai quadricicli né propone esplicitamente di estendere a questi operatori l’idoneità professionale e finanziaria. La formulazione approvata si limita a chiedere un rafforzamento dei controlli e delle norme per il trasporto conto terzi effettuato con veicoli fino a 1,5 tonnellate. Da qui potrebbero aprirsi diversi scenari: un ampliamento dei soggetti tenuti all’iscrizione all’Albo, una revisione dei requisiti per i segmenti più leggeri oppure controlli più incisivi sulle attività di consegna. 

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