Un consiglio semplice, quasi un promemoria: «Al prossimo tavolo con gli autotrasportatori il ministro Matteo Salvini si presenti con qualcosa di più concreto delle buone intenzioni. Magari un codice tributo. Di quelli che si inseriscono nel modello F24 e permettono finalmente alle imprese di utilizzare i soldi promessi».
A suggerirlo è Debora Serracchiani, deputata del Partito Democratico, che interviene sulla crisi dell’autotrasporto e sui ritardi nell’attuazione degli aiuti contro il caro-gasolio. E lo fa con una richiesta precisa: «Salvini al nuovo tavolo che ha appena convocato dovrebbe presentarsi con il decreto direttoriale attuativo dell’Agenzia delle Entrate e del Mit, corredato dalla pubblicazione del codice tributo per il modello F24. Altrimenti siamo di nuovo alle chiacchiere».
Il riferimento è all’intesa raggiunta il 22 maggio a Palazzo Chigi, quando Giorgia Meloni e Matteo Salvini incontrarono le associazioni dell’autotrasporto e ottennero la sospensione del fermo nazionale. Un accordo che avrebbe dovuto tradursi rapidamente in sostegni economici, a partire dai 434 milioni di euro richiamati dalla stessa Serracchiani per il credito d’imposta sul gasolio.
Da allora qualcosa sul piano amministrativo si è mosso. Il MIT ha pubblicato il decreto direttoriale n. 301 del 28 agosto e a settembre le imprese hanno potuto presentare le domande per il ristoro. Ma tra una domanda accolta e un credito concretamente utilizzabile in compensazione c’è ancora un passaggio decisivo: l’accredito nel cassetto fiscale e la piena operatività del meccanismo F24. Ed è proprio su questo ultimo miglio burocratico che Serracchiani concentra il suo affondo. «Già tre mesi fa denunciavamo come le promesse fatte lo scorso maggio da Meloni e Salvini si stessero traducendo in un nulla di fatto per gli autotrasportatori, tra rinvii, incertezze sulle coperture e tavoli interlocutori».
La deputata chiama in causa anche il precedente governo Draghi, ricordando i 500 milioni stanziati con il Decreto Energia del 2022. E aggiunge una stoccata politica: «Il governo più stabile della storia d’Italia non riesce a mantenere la parola data a una delle categorie più strategiche per l’economia nazionale».
Il tavolo a cui Serracchiani fa riferimento è quello del 27 ottobre, quando il ministero ha convocato le associazioni dell’autotrasporto. Anche se che, vista pure la situazione sulle strade, si è pensato di anticipare l’incontro al 20 e di prepararsi per accelerare l’erogazione delle risorse. La questione, però, ormai non riguarda soltanto i milioni da mettere sul tavolo, ma quanto tempo impiegano per arrivare alle imprese. Perché il gasolio si paga subito, mentre i ristori continuano a seguire il calendario della burocrazia. E al prossimo incontro potrebbe essere utile portare una scadenza rispettata.


