HomeProfessioneFinanza e mercatoLeonardo-Iveco, Bruxelles passa ai raggi X l'affare: nella difesa conta ancora il fattore nazionale

Leonardo-Iveco, Bruxelles passa ai raggi X l’affare: nella difesa conta ancora il fattore nazionale

Il via libera all’acquisizione era arrivato a marzo. La decisione completa, pubblicata il 14 ottobre, chiarisce perché la Commissione abbia guardato soprattutto all’Italia: nelle commesse militari, le preferenze dei ministeri della Difesa pesano ancora molto

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Il semaforo verde europeo per l’acquisizione del business Difesa di Iveco da parte di Leonardo era scattato a marzo, prima del trasferimento delle attività, perfezionato il 18 dello stesso mese. La novità di ottobre è la pubblicazione della decisione integrale: un’occasione per leggere da vicino come Bruxelles ha valutato la concorrenza tra veicoli corazzati, camion militari e sistemi integrabili sui mezzi. 

Il punto più interessante è la geografia del mercato. Leonardo sosteneva che fosse ormai europeo; la Commissione ha sottolineato invece quanto contino le preferenze nazionali dei ministeri della Difesa. Sicurezza degli approvvigionamenti, requisiti tecnici e procedure di acquisto mantengono le decisioni ancorate ai singoli Paesi. Per questo l’analisi si è concentrata soprattutto sull’Italia. 

Nel settore militare, insomma, la competizione non si gioca soltanto su prezzi e prestazioni. Gli Stati sono clienti con esigenze specifiche e scelte strategiche proprie: un fattore che contribuisce a definire il mercato e le possibilità di accesso. Bruxelles ha comunque concluso che l’operazione avrebbe avuto un impatto limitato e non avrebbe sollevato problemi concorrenziali. 

Nel dettaglio, la Commissione ha esaminato i veicoli corazzati da combattimento, i camion militari e i sistemi militari integrabili sui veicoli. Tra gli elementi considerati: Leonardo non vende in Italia i propri sottosistemi ai concorrenti di IDV e ASTRA; inoltre, gli operatori internazionali concorrenti possono contare su altri sbocchi per i propri sistemi militari fuori dal mercato italiano. Bruxelles non ha quindi ravvisato un rischio concreto di restringere le alternative disponibili. 

L’accordo era stato annunciato il 30 luglio 2025: Iveco Group aveva concordato la cessione del business Difesa, che comprende i marchi IDV e ASTRA, per un enterprise value di 1,7 miliardi di euro. Il trasferimento si è chiuso a 1,6 miliardi, al netto degli aggiustamenti contrattuali. Riunito nella holding IDV Group, il business ha registrato ricavi per 1,368 miliardi nel 2025 e conta circa 2.000 addetti. La separazione della Difesa è una condizione dell’offerta pubblica di acquisto lanciata da Tata Motors sul resto di Iveco Group, ancora in corso. 

Per Leonardo, l’acquisizione mette insieme piattaforme terrestri, elettronica, sensori e sistemi di combattimento: una filiera più integrata, dalle ruote alla tecnologia di bordo. Per ASTRA, marchio legato ai veicoli pesanti e speciali che in questi giorni compie 80 anni, cambia il perimetro industriale: entra nel gruppo della difesa insieme a IDV. La decisione di Bruxelles lascia così una fotografia significativa del settore: mentre l’industria cerca scala europea, le commesse militari restano fortemente condizionate dalle scelte degli Stati.

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