Il Governo accelera il confronto con l’autotrasporto sotto la pressione delle proteste che da giorni interessano il Mezzogiorno. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha anticipato a martedì 20 ottobre, alle ore 10, presso la Prefettura di Milano, il tavolo istituzionale con le rappresentanze del settore, inizialmente convocato per il 27 ottobre a Roma. La convocazione ufficiale è arrivata nel pomeriggio di oggi (sabato 17 ottobre), dopo che già precedentemente il Ministero aveva fatto sapere di essere al lavoro per anticipare l’incontro.
Una decisione che arriva mentre la mobilitazione contro il caro gasolio si è estesa dalla Puglia alla Basilicata, dalla Calabria alla Campania, fino alla Sicilia, dove il fermo dei servizi sta producendo ripercussioni sulla circolazione delle merci. Ma l’anticipo del tavolo apre anche una nuova questione. Le associazioni nazionali rivendicano il proprio ruolo istituzionale, mentre i comitati spontanei che hanno promosso le proteste chiedono di partecipare direttamente alle decisioni che riguardano il settore.
Salvini parla con i manifestanti: «Un incontro dedicato al Sud»
Nella mattinata di oggi Salvini ha avuto un colloquio telefonico con Nicandro Vigilante, uno degli autotrasportatori in presidio al casello autostradale di Poggio Imperiale, nel Foggiano. A metterli in contatto è stato il consigliere regionale pugliese e segretario provinciale della Lega, Napoleone Cera, che ha chiamato il ministro mettendolo in vivavoce. «È il tema di cui mi sto occupando dalla mattina alla sera ovunque», ha esordito Salvini, riferendosi all’emergenza che sta attraversando l’autotrasporto. Vigilante ha chiesto che i rappresentanti delle imprese in protesta possano «presenziare direttamente alle riunioni sulle decisioni che riguardano il nostro futuro. Fare un pieno di carburante ad uno solo dei nostri mezzi oggi costa 2.500 euro, con il quale io, nella migliore delle ipotesi, posso percorrere circa 2.500 chilometri», ha spiegato Vigilante al ministro, sottolineando l’impatto dei rincari sulle imprese che percorrono ogni mese migliaia di chilometri. Salvini ha quindi confermato l’appuntamento di Milano, aprendo alla possibilità di un ulteriore confronto con i protagonisti delle mobilitazioni: «Posso convocare un altro tavolo con voi, un incontro dedicato al Sud, partendo da una delegazione di Puglia, Calabria e Sicilia».
Unatras: «Bene l’anticipo, ma al tavolo soltanto le organizzazioni dell’Albo»
Se il ministro apre al dialogo con i comitati spontanei, Unatras rivendica invece l’esclusività della rappresentanza delle associazioni nazionali riconosciute.Il coordinamento unitario delle associazioni dell’autotrasporto ha accolto favorevolmente l’anticipo dell’incontro, ma ha posto una condizione precisa sulla composizione del tavolo.
Il presidente Paolo Uggè ha dichiarato in una nota: «È positivo l’annuncio dell’anticipo della convocazione da parte del vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti Matteo Salvini. È un segnale di attenzione e di considerazione per il momento difficile che sta attraversando l’autotrasporto italiano. Il nostro impegno di rappresentanza è sempre improntato alla responsabilità e al realismo. Per questo riteniamo necessario che il confronto si svolga esclusivamente con le organizzazioni nazionali presenti nell’Albo degli autotrasportatori. Il coinvolgimento di realtà associative diverse non ci consentirebbe di gestire adeguatamente le esigenze dell’intero settore. Siamo fiduciosi che anche su questo punto il ministro possa condividere la nostra posizione, nell’interesse di una rappresentanza efficace e responsabile di tutto l’autotrasporto italiano».
Sul tavolo credito d’imposta, incentivi e nuove risorse
Il Governo dovrà affrontare una serie di questioni rimaste aperte dopo gli impegni assunti nei mesi precedenti.Tra le priorità figurano l’effettiva disponibilità del credito d’imposta sul gasolio, lo sblocco dei contributi destinati alle imprese e l’individuazione di ulteriori risorse per compensare l’aumento dei costi. Secondo quanto riferito da fonti ministeriali, Salvini sta lavorando con gli altri dicasteri per accelerare l’utilizzo dei 590 milioni di euro già stanziati per il rinnovo del parco veicolare, finora non arrivati alle imprese a causa di ostacoli burocratici.Il Ministero punta inoltre a reperire risorse aggiuntive per il fondo autotrasporto e per il Marebonus 2026, garantire la copertura degli interventi contro il caro gasolio per l’intero anno e valutare un’estensione del credito d’imposta al 2027. Salvini ha indicato anche la necessità di ottenere dal Ministero dell’Economia almeno 80 milioni di euro nell’immediato, ritenuti utili ad alleggerire la pressione sulle imprese.


