HomeProfessioneLogisticaDISCO cambia la musica della logistica urbana: dati e spazi condivisi per le città europee

DISCO cambia la musica della logistica urbana: dati e spazi condivisi per le città europee

Dopo 42 mesi di attività, il progetto europeo coordinato porta dalla sperimentazione alla diffusione un nuovo modello di logistica urbana digitale, collaborativa e integrata. Venticinque soluzioni testate in otto Living Lab, un’infrastruttura comune per lo scambio dei dati e un percorso che ha coinvolto città e territori di tutta Europa. L’obiettivo è rendere utilizzabili spazi, capacità e servizi già presenti nelle città. È anche il tema del volume MERCINCITTA’ di Uomini e Trasporti che verrà presentato nell’ambito di Ecomondo il prossimo 3 novembre

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Anche la logistica urbana può cambiare musica. Come l’industria musicale è passata dal possesso esclusivo di un supporto fisico all’accesso digitale, condiviso e flessibile ai contenuti, così le città possono imparare a conoscere e utilizzare in modo diverso spazi, infrastrutture e capacità logistiche. È da questa intuizione che nasce DISCO – Data-driven, Integrated, Synchromodal, Collaborative and Optimised urban freight meta-model, il progetto europeo che prova a trasformare la gestione delle merci attraverso dati, collaborazione e digitalizzazione. I risultati sono stati presentati la scorsa settimana a Palazzo Merulana, a Roma, durante l’evento conclusivo “La logistica urbana cambia ritmo”. Dopo oltre tre anni di lavoro, la conferenza ha riunito rappresentanti di città, istituzioni europee e imprese provenienti dall’Europa e dagli Stati Uniti. In 13 talk, più di 30 esperti e rappresentanti istituzionali hanno raccontato esperienze, risultati e prospettive della logistica urbana nell’era digitale. Un tema affrontato anche nel volume MERCINCITTA’ di Uomini e Trasporti che verrà presentato il prossimo 3 novembre nell’ambito di Ecomondo a Rimini (qui il programma dell’evento).

Nato nel maggio 2023, DISCO è stato ideato e scritto da Paola Cossu, amministratore delegato di FIT Consulting, la società italiana che coordina il progetto. Finanziato dalla Commissione europea attraverso il programma Horizon Europe, il progetto riunisce 47 partner tra amministrazioni cittadine, università, centri di ricerca e imprese private. La rete ha coinvolto complessivamente 12 città e territori europei, tra cui Copenaghen, Ghent, Helsinki, Barcellona, Padova e Salonicco, trasformandoli in laboratori nei quali sperimentare nuove modalità di pianificazione e gestione di merci, spazi, capacità e servizi.

Venticinque soluzioni sperimentate nelle città

In 42 mesi di attività, DISCO ha sperimentato e valutato 25 soluzioni innovative in otto Living Lab europei, misurandone gli effetti sulle emissioni, sull’efficienza delle consegne e sull’utilizzo degli spazi urbani. La nuova impostazione parte da un presupposto: nelle città lo spazio è una risorsa scarsa e condivisa, ma la sua capacità effettiva non è sempre conosciuta. Piazzali, parcheggi, infrastrutture, magazzini e aree di carico e scarico possono essere disponibili soltanto in determinate fasce orarie, rimanere sottoutilizzati oppure possedere una funzione logistica ancora inespressa. DISCO mette in relazione domanda, dati, spazi, capacità e servizi, trasformando risorse isolate in parti connesse di un unico sistema. La pianificazione non procede più attraverso interventi separati, ma parte dai flussi reali e dalla capacità disponibile per costruire soluzioni adattabili alle esigenze dei singoli territori.

Il dato come infrastruttura urbana

A sostenere il nuovo modello è l’Urban Freight Data Space, l’infrastruttura creata per consentire a città, operatori logistici e fornitori di servizi digitali di condividere informazioni in modo strutturato e sicuro. Il sistema conta oggi 55 soggetti collegati, 23 connettori attivi e otto servizi basati sui dati. Il dato diventa così una vera infrastruttura urbana. Può aiutare a individuare gli spazi disponibili, prevedere la domanda, coordinare le consegne, utilizzare meglio le aree di sosta e mettere in comune capacità che oggi restano separate tra operatori diversi. La digitalizzazione non serve più soltanto a rendere più efficiente ciò che già esiste: modifica il modo in cui le risorse vengono conosciute, rese accessibili e impiegate.

I risultati hanno già superato i confini delle sperimentazioni iniziali. Undici soluzioni sono state trasferite dalle città pilota ad altre città partner. Praga, Piacenza, Aarhus e la regione dell’Assia Settentrionale hanno completato studi di fattibilità e piani di adozione, mentre 13 città esterne al progetto hanno partecipato al percorso di trasferimento.

«La musica ci ha mostrato come il digitale possa cambiare radicalmente un modello: dall’uso esclusivo all’uso condiviso e flessibile, rendendo disponibili contenuti quando e dove servono», spiega Paola Cossu, coordinatrice del progetto. «Con DISCO abbiamo portato questa stessa intuizione nella logistica urbana. Le nostre città dispongono già di spazi, infrastrutture e capacità che spesso non conosciamo o non utilizziamo pienamente. Il digitale può renderli visibili, connetterli e renderli accessibili quando servono».

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