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Barbara Michini

Barbara Michini
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Avvocato specializzato in trasporti
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Il committente straniero non paga? Ecco il decreto ingiuntivo europeo

Sì, esiste da diversi anni, malgrado sia poco conosciuto, l’istituto del decreto ingiuntivo europeo e serve proprio per consentire al mondo...

Contagio in azienda: la sanificazione spiegata in 4 punti

Il quesito di oggi è interessante in quanto affronta la problematica del “rischio contagio” da una prospettiva diversa: la responsabilità del...

Il divorzio non consensuale tra vettore e committente

Il rapporto tra cliente e fornitore di servizi di trasporto è spesso caratterizzato da fidelizzazione. Tuttavia, al di là delle aspettative, non è...

Trasporto merci alla vigilia della Fase 2: come guadagnarsi l’immunità

Per coloro che condividono il quesito del nostro lettore, va premessa una duplice precisazione, temporale e territoriale: il caso sottoposto si...

Se il Covid-19 infetta i contratti di trasporto

Con l’emergenza coronavirus i traffici sono andati in tilt e gli stop e le code subiti dai nostri camion ai confini o ai porti, ci impediscono di lavorare al meglio. In questi casi di oggettiva difficoltà non c’è una maniera per tutelarsi o magari una clausola da aggiungere nei contratti o sui DDT per non restare esposti a eventi impossibili da controllare?

La logistica, legalmente parlando

Ci è stato chiesto di svolgere, per conto di un cliente che importa e distribuisce in Italia componenti meccanici, una serie di servizi di deposito, movimentazione e approntamento delle spedizioni. Alla fine dell’accordo commerciale, il cliente ci ha consegnato un contratto di logistica di 12 pagine, con 20 articoli, chiedendoci di firmarlo perché «è solo una formalità». Vorrei sapere se, oltre che di trasporti, lei si occupa anche di logistica, e se, del caso, mi fornisse qualche dritta prima di firmare.

Clamoroso ad Amsterdam: vettore-committente 1-0

Il 14 gennaio scorso ha partecipato alla presentazione a Roma, presso il MIT, del volume «100 numeri per capire l’autotrasporto» e ho ascoltato con molta attenzione il suo intervento, relativo a un caso, realmente accaduto, di «sospetta contaminazione» di un prodotto alimentare trasportato. Mi è sembrato di capire che il vettore ne sia uscito vittorioso. È possibile avere maggiori dettagli sulla sentenza enunciata?

Trasporto con sorpresa a base di sub-subvettore

Abbiamo ricevuto da un’impresa di trasporto una richiesta di pagamento per azione diretta risalente a un servizio del 2018, in cui il committente era un nostro cliente e il subvettore un fornitore a cui avevamo affidato il trasporto. Cosa che ci porta a presumere dell’esistenza di un doppio passaggio di vezione di cui eravamo all’oscuro. Premesso che la documentazione in nostro possesso (pur in assenza di contratto) risulta regolare, come va affrontata questa brutta sorpresa? C’è qualcosa da fare per salvaguardare la nostra immagine commerciale agli occhi del committente, il quale ha ricevuto la stessa lettera e ci chiede spiegazioni?