Un contenitore in cui trovare novità normative, informazioni su infrastrutture e traffico, approfondimenti, trend del mercato e tutto quanto occorre per gestire in modo efficiente e competitivo un’azienda di trasporti
Sono cambiate le condizioni che avevano spinto ad aprire sedi all'estero. I costi nei paesi dell'Est si avvicinano a quelli dell'Ovest; il Pacchetto mobilità ha messo dei paletti che riducono i vantaggi per le aziende fuori sede; le illegalità sono stroncate con maggiore efficacia. E anche il fisco si avvicina…
L’acquisizione da parte di CE Beteiligungs GmbH, entità del gruppo Schwarz (che possiede Lidl e Kaufland), di una partecipazione del 35% nella società di...
L'allungamento delle rotte dal Far East per evitare gli attacchi terroristici, fa aumentare tempi e costi e allontana le portacontainer dai porti italiani, proprio mentre cominciano a sentirsi gli effetti degli investimenti per ospitare le mega carrier. Una situazione che favorisce il traffico Ro-Ro, più adatto ai trasporti di breve media distanza
In arrivo un bando da 175 milioni di euro a sostegno degli investimenti delle aziende di autotrasporto in tecnologie in grado di accedere al sistema nazionale. Ma la PNL ancora non decolla: si attendono le interfacce tecniche dall’Europa che deve attuare il regolamento eFTI, il cosiddetto Spid delle merci
Attese di ore, soprattutto ai terminal principali, dove si è registrata anche una punta d'attesa di otto ore. Per i trasportatori è un problema di organizzazione prima che di tecnologie o infrastrutture. I committenti non accettano il sovrapprezzo e chiedono l'intervento dell'Autorità, ma si dicono d'accordo sulla necessità di rivedere il sistema
In crisi sono soprattutto i porti tirrenici, dove si scarica la maggior parte dei cassoni. Prima dell'estate gli autotrasportatori esasperati per i ritardi hanno applicato a Genova e a Napoli una tassa sulla congestione. I committenti l'hanno respinta e le Autorità portuali mediano in attesa che arrivi la digitalizzazione con i Port Community System
In 13 mesi, con il lavoro di 80 persone, la Svizzera è riuscita a ripristinare completamente 7 (dei 57 complessivi) chilometri di binari, a sostituire le rotaie, a sistemare più di 20 mila traversine e a poggiare un nuovo strato di calcestruzzo. Il conto dei danni, comprensivo dei mancati introiti, supera i 160 milioni di euro. Quasi tutti coperti da assicurazione