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Pensa che ti passa: gli editoriali di UeT

EDITORIALE | Aspettando il 27 maggio

Finalmente si vota: il 26 maggio, giorno destinato alle elezioni europee, è arrivato. E questa è veramente una buona notizia. Tante volte, infatti, negli ultimi mesi ho avuto la sensazione che esistesse un doppio dibattito politico: uno di superficie, buono per raggranellare qualche voto, magari gettando fumo negli occhi dell’opinione pubblica, un altro sottotraccia, composto da temi troppo scomodi per essere affrontati prima di una consultazione elettorale. Chi vuoi che parli di aumento dell’Iva, di crisi libica, di impennata delle accise prima che la gente si rechi alle urne? Eppure, sono rimasto abbastanza sorpreso nel toccare con mano come in realtà in tanti, apparentemente distratti, siano interessati ad andare a pescare in questo fiume sotterraneo in cui annegano criticità spinose.

EDITORIALE | E se li pagassimo di più?

Gli autisti mancano perché la popolazione invecchia. Ma mancano soprattutto perché, dopo 15 anni di apertura all'Est dell'Europa, le retribuzioni sono crollate. E oggi che molti di questi autisti bulgari o rumeni tornano a casa, invece di andare trovare nelle Filippine nuovi "poveracci" da sfruttare, non sarebbe meglio pagare di più almeno chi questo lavoro lo sa fare con professionalità? La risposta, paradossalmente, la suggerisce la cronaca dell'autista che ha dirottato il bus carico di studenti

EDITORIALE | Tempi morti

Non ci sono più le stagioni di una volta. In questo mondo che cambia a ritmi forsennati, l’autunno non è più il periodo caldo delle relazioni industriali, scalzato nell’autotrasporto da una più bollente estate. Perché la bella stagione è il momento in cui ci si prepara alla stesura della legge di Bilancio, in cui si mettono sul tavolo le problematiche, in cui – a maggior ragione se il governo è nuovo – ci si guarda negli occhi e si cerca di capire le esigenze altrui. Se manca questo momento, se la conoscenza è continuamente auspicata da qualcuno e distrattamente disattesa da qualcun altro, c’è il rischio che monti il sospetto.

EDITORIALE | La lezione di Varsavia

2008-2018: un decennio tondo tondo. «Come sono andate le cose in questo lasso di tempo?».A tale domanda, moltissimi autotrasportatori italiani rispondono «malissimo». Al contrario, i loro colleghi polacchi non hanno dubbi nel descriverlo come un periodo sfavillante. Da un certo punto di vista, hanno ragione loro. Perché se si vedono i numeri complessivi, ci si accorge che, nell’arco temporale considerato, la ricchezza mondiale non è diminuita. Semplicemente si è spostata, migrando verso Est.

EDITORIALE | I due significati di «Antipolitica»

Esiste un'antipolitica che si oppone alla politica tradizionale giudicata troppo sprecona e autoreferenziale e un'antipolitica che resta incagliata nelle trattative e nelle dinamiche che precedono la politica attiva. Ma se, come l'autotrasporto merci italiano, ha bisogno di fatti concreti, non resta che aspettare con una qualche frustrazione. È un po' come quando, avendo urgente bisogno del bagno, si rimane in attesa nell'antibagno

EDITORIALE | Chi più fa, più deve chiedere

Il tempo necessario per giungere a un accordo è direttamente proporzionale alla distanza tra le parti in trattativa. Quella per rinnovare il contratto collettivo dell’autotrasporto (ma bisognerebbe aggiungere anche «della logistica e delle spedizioni») è durata più di due anni. Segno che gli interlocutori all’inizio del dialogo parlavano quasi due lingue diverse.

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