Per l’autotrasporto il porto di Genova ha appena recuperato un’infrastruttura ritenuta strategica per la gestione dei flussi merci su gomma. Con la riapertura del collegamento sopraelevato tra la viabilità portuale e il varco di San Benigno, è tornato attivo un asse dedicato che permette ai camion di raggiungere l’area portuale con minori interferenze rispetto alla viabilità urbana. L’attivazione è avvenuta nel pomeriggio del 15 giugno 2026, come reso noto da Autostrade per l’Italia.
Il nuovo tracciato misura circa 220 metri e ripristina la connessione diretta tra Varco Etiopia e San Benigno, interrotta da oltre un anno dopo la demolizione del giro Lanterna. In questa prima fase è aperta una carreggiata a doppio senso di marcia; entro la fine del 2026 saranno disponibili due corsie per direzione, così da aumentare la capacità del collegamento. L’intervento rientra nella prima fase dell’«Opera B» del Tunnel Subportuale, il progetto che mira a rendere più efficienti gli accessi all’area portuale.
Per chi arriva con il mezzo pesante, il valore dell’opera non è solo la riapertura fisica di un tratto, ma la possibilità di usare una direttrice più lineare tra la rete autostradale e i terminal. Il nuovo assetto consente un accesso più diretto ai caselli di Genova Ovest e Genova Aeroporto, con minori incroci con il traffico cittadino. L’Autorità di sistema portuale spiega che l’obiettivo è proprio separare i flussi pesanti dal traffico urbano e migliorare la fluidità dei percorsi.
Nel contesto logistico genovese, dove i mezzi industriali devono convivere con traffico urbano, cantieri e accessi terminalistici, questa continuità è un fattore operativo decisivo. Meno punti di conflitto significa meno code “accidentali”, minori deviazioni e tempi di entrata e uscita dal porto più prevedibili. Proprio la regolarità dei percorsi è spesso il vero vantaggio per chi lavora con l’autotrasporto.
Quanto tempo si guadagna davvero?
Il tema del tempo risparmiato è centrale, ma va trattato con cautela. Nelle comunicazioni ufficiali disponibili non emergono dati che quantifichino in minuti il guadagno medio per singolo camion o per tratta. Le fonti parlano invece, in modo convergente, di una riduzione delle interferenze con il traffico cittadino e quindi di un accesso lineare ai varchi. Il tutto a beneficio di una fluidità che dovrebbe far risparmiare tempo. Ma quanto con precisione è difficile quantificarlo.
Rimane il fatto che il vantaggio più concreto dell’opera è nella maggiore affidabilità del percorso: il guadagno non è solo cronometrico, ma si misura soprattutto nella riduzione delle code accidentali e nella continuità dei flussi verso il porto. Per l’autotrasporto, questa è spesso la differenza tra un giro regolare e una giornata di ritardi.
Un sistema di accessi più coerente
Il nuovo collegamento sopraelevato si inserisce in un riassetto più ampio della viabilità portuale. Già il 5 giugno 2026 era entrata in esercizio la sopraelevata sul nuovo Ponte del Papa, che collega ancora più direttamente il porto ai caselli autostradali; insieme a questa, il ripristino del tratto San Benigno–Etiopia crea un sistema di accesso più coerente e ad alta capacità lungo la sponda destra del Polcevera.
L’obiettivo di fondo è costruire una rete di accessi più efficiente per sostenere i traffici dello scalo e, allo stesso tempo, ridurre l’impatto della logistica sulla mobilità cittadina. Per gli autotrasportatori, il risultato è il recupero di un accesso essenziale; per il porto, un elemento di competitività; per la città, un passo verso una separazione più netta tra mobilità urbana e traffico merci.
Un’infrastruttura in cinque punti
- Tratta: collegamento sopraelevato tra viabilità portuale e varco San Benigno
- Lunghezza: circa 220 metri
- Stato attuale: una carreggiata a doppio senso di marcia
- Entro fine 2026: due corsie per direzione
- Progetto: prima fase dell’“Opera B” del Tunnel Subportuale


