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Petronas Urania, il lubrificante per veicoli pesanti più “resiliente”

La gamma di oli motore dell’azienda malese è stata progettata al Petronas Global Research & Technology Centre di Santena (Torino) per resistere più a lungo, estendere gli intervalli di cambio dell'olio e allungare la vita del motore, aumentando nel contempo le prestazioni e l’operatività dei veicoli sulla strada

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Il trasporto merci sta affrontando sfide sempre più complicate. La domanda è in crescita (quella delle consegne dell’ultimo miglio sta aumentando dell’8% annuo), i viaggi si allungano e i tempi si accorciano, con la concorrenza e le aspettative dei clienti che si ampliano, in un contesto in cui le normative ambientali diventano più severe e la tecnologia dei veicoli progredisce a un ritmo impressionante.
Inoltre, entro il 2030 il trasporto merci su strada dovrebbe aumentare del 40%, con i camion elettrici che dovrebbero arrivare a rappresentare il 15% delle vendite globali di autocarri.
In pratica questo significa un aumento della guida “start & stop”, un numero maggiore di motori che operano ad alte temperature e maggiori sollecitazioni per fluidi e impianti di trasmissione, tutti aspetti che possono causare un aumento dei costi di manutenzione e tempi di fermo macchina non programmati.

LA RISPOSTA? PETRONAS URANIA CON TECNOLOGIA STRONGTECH

Per resistere dunque all’ambiente ostile che si sviluppa in queste condizioni all’interno del motore sulle lunghe distanze, Petronas Lubricants International (PLI) ha sviluppato Urania, una linea di lubrificanti specifici per i veicoli pesanti e i mezzi commerciali. Questa gamma di oli motore con l’innovativa tecnologia StrongTech consente infatti ai veicoli di rimanere “Stronger for Longer” (più forti più a lungo), poichél’olio forma un film fluido eccezionalmente forte.
In particolare, Urania riesce a mantenere una viscosità ottimale a fronte di alte temperature, ossidazione e depositi nocivi, assicurando così maggiore durabilità, prolungando l’efficienza del lubrificante fino al cambio olio successivo. E questo anche per quei veicoli pesanti che operano in situazioni con condizioni meteorologiche estreme e con una sempre maggiore percorrenza in zone ad alto traffico. Ogni innovazione è stata insomma studiata per ottimizzare le prestazioni di tutti i veicoli dei principali costruttori.

I VANTAGGI DI UN OLIO “RESILIENTE”

Con l’uso di Urania gli intervalli di cambio dell’olio e la vita del motore si estendono, aumentando inoltre al massimo le prestazioni e l’operatività dei veicoli sulla strada, in modo da aiutare i conducenti che devono percorrere lunghe distanze. Inoltre, Urania riduce al minimo l’usura e i tempi di fermo imprevisti e infine garantisce la completa flessibilità operativa.
Notevoli anche i vantaggi ambientali, assicurati da un maggior risparmio di carburante, una riduzione delle emissioni di CO2 e una migliore affidabilità e durata. Ad esempio, il Petronas Urania 5000 5W-30 mantiene una pellicola lubrificante molto più sottile rispetto agli oli 5W-30 convenzionali, limitando notevolmente il consumo di carburante e le emissioni nocive. Nel complesso, la gamma soddisfa i più severi standard internazionali di qualità e impatto ambientale.
La nuova linea è adatta a tutti i tipi di motori e soddisfa gli standard sulle emissioni Euro VI, introdotti nei principali mercati.

IL PETRONAS GLOBAL RESEARCH & TECHNOLOGY CENTRE

Il luogo dove i lubrificanti prendono vita è il Petronas Global Research & Technology Centre di Santena, in provincia di Torino. Si tratta di un polo dal valore di 60 milioni di dollari, inaugurato nel 2018, che rappresenta un’eccellenza del territorio piemontese e dispone di laboratori, strutture e attrezzature all’avanguardia per lo sviluppo di nuove tecnologie per i fluidi, pure per la mobilità elettrica. Per i motori EV esiste un team dedicato che studia come ottimizzarne le prestazioni, anche grazie alla collaborazione diretta con i costruttori di veicoli, e che ha sviluppato la gamma specifica Petronas Iona per i veicoli a batteria. L’azienda asiatica ha voluto fortemente investire in Italia per la grande rilevanza che il nostro Paese offre in ambito automotive e l’alto livello di ingegneria e tecnologia per l’auto.

Il Centro è anche un esempio di sostenibilità, in quanto ha indirizzato il 75% dei suoi investimenti in ricerca e tecnologia (R&T) verso prodotti in grado di ridurre le emissioni dei veicoli e prolungarne la durata, sostenendo l’obiettivo più ampio di un’auto a zero emissioni entro il 2050.
Di recente, il centro R&T di Santena è diventato un energy provider: i banchi meccanici sono stati riprogettati per recuperare l’energia prodotta durante i test di collaudo, invece di dissiparla come calore sprecato. Questa energia viene poi rimessa in circolo per alimentare il resto del centro, mentre l’eventuale surplus viene immesso nella rete elettrica e inviato a un fornitore locale di elettricità, a vantaggio del territorio e della comunità locale.
Sulla tutela della biodiversità, infine, PLI ha recentemente trasformato la sua sede in un vero e proprio ecosistema protetto per le api, garantendo loro le condizioni ottimali per la produzione del miele, tramite l’installazione di tre arnie e in collaborazione con Apicolturaurbana.it.

UN’ESPOSIZIONE MUSEALE DI TRADIZIONE E AVANGUARDIA

Infine, da poco più di un anno PLI ha anche aperto uno spazio dedicato al racconto delle pietre miliari della sua storia fra Tradizione e Innovazione e allestito dall’architetto torinese Federico Bollarino. Un viaggio nel tempo, dalle origini come Olio Fiat nel 1912, quando nacque per l’intuizione del costruttore italiano di prodursi in casa il lubrificante delle proprie vetture che avevano raggiunto ormai una produzione su larga scala, alla fusione con il colosso malese, quando nel 2008 Petronas acquisisce FL Selenia e sancisce definitivamente quell’unione di due competenze complementari – meccanica e chimica – risultata vincente anche nelle prestigiose partnerships strette nel mondo del Motorsport.
Molto interessante, poi, all’interno di questo spazio chiamato «Heritage Highlights», l’area dedicata alla linea del Sustainable Journey di Petronas, iniziata con il progetto pionieristico ZIT (Zero Impact Trend), lanciato nel “lontano” 1992, all’interno del quale il contributo del lubrificante alla riduzione delle emissioni costituiva l’aspetto di maggiore rilevanza, dimostrando come la sostenibilità sia un fondamentale elemento di continuità tra la storia più lontana e quella più recente.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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