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SuperPanther, il nuovo outsider cinese che punta ai camion elettrici in Europa

La giovane realtà fondata da Chao Liu prepara lo sbarco europeo con una produzione localizzata in Austria, un trattore elettrico pensato per il lungo raggio e una rete di partnership che va dal service alle infrastrutture di ricarica. Una new entry che conferma la crescente pressione dei costruttori asiatici sul mercato europeo dei truck a batteria

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Che i costruttori cinesi guardino all’Europa con ambizioni sempre più concrete non è più una notizia. Negli ultimi anni il mercato ha visto infatti moltiplicarsi annunci, prototipi e accordi industriali da parte di marchi asiatici intenzionati a ritagliarsi spazio sul mercato europeo. Alcuni, come Foton, sono già presenti con progetti concreti o partnership locali; altri, come Sany o Windrose, stanno costruendo la propria strategia passo dopo passo, puntando non soltanto a esportare camion elettrici in Europa, ma a costruirli direttamente sul suolo europeo.

In questo scenario si inserisce ora SuperPanther, giovane realtà che ha annunciato l’avvio della produzione europea dei propri camion elettrici a partire dal 2026.

Chi è SuperPanther

L’azienda è stata fondata nel 2022 da Chao Liu, che ne è anche amministratore delegato, insieme a un gruppo di ingegneri provenienti dalla Tsinghua University (uno dei principali poli tecnologici cinesi) e da ex dirigenti del gruppo Continental AG. Il progetto nasce quindi con una forte impronta ingegneristica e con una combinazione di competenze accademiche e industriali.

Liu, che proviene dal mondo delle tecnologie per la mobilità elettrica, ha impostato la strategia dell’azienda su un’idea precisa: non limitarsi a costruire camion, ma diventare un fornitore tecnologico, sviluppando internamente assali elettrici, sistemi di gestione termica e software proprietari per truck elettrici, da offrire anche ad altri OEM.

Chao Liu, CEO di SuperPhanter

Lo sbarco in Europa: l’alleanza con Steyr Automotive

Il passo decisivo verso il mercato europeo passa attraverso la collaborazione con Steyr Automotive, in Austria. Per la produzione dei suoi camion elettrici SuperPanther si avvarrà infatti del cosiddetto processo semi‑knocked‑down (SKD): vale a dire componenti preassemblati in Cina (e in parte da fornitori europei come ZF, Schaeffler e Continental) che verranno completati presso lo stabilimento austriaco di Steyr Automotive, con avvio della produzione di serie previsto nell’estate 2026 e prime consegne tra 100 e 200 unità entro fine anno.

Questa collaborazione si inserisce nel solco di un accordo industriale siglato già nel 2025, considerato strategico da entrambi i partner per presidiare il segmento dei camion elettrici pesanti europei combinando tecnologie cinesi e competenze produttive austriache.

Il debutto europeo: il trattore elettrico eTopas 600

Il modello con cui SuperPanther si presenterà sul mercato europeo è il trattore 4×2 eTopas 600, sviluppato specificamente per le esigenze del trasporto a lungo raggio europeo.

Le caratteristiche principali sono:

  • batteria da 621 kWh
  • autonomia dichiarata di circa 500 km
  • architettura elettrica a 876 volt
  • doppio motore elettrico integrato nell’e-axle
  • potenza continua di 394 kW e picco fino a 692 kW

Le batterie, fornite da CATL, sono progettate per operare in un intervallo di temperatura compreso tra -30°C e +40°C, grazie anche a un sistema di gestione termica e pompa di calore dedicati. La ricarica è uno dei fattori più ambiziosi: il sistema dual‑gun CCS, cioè con due prese che lavorano in parallelo fino a 660 kW complessivi, permette di passare dal 20 all’80% in meno di 38 minuti; è previsto anche il connettore MCS per future infrastrutture ad altissima potenza.

Design: europeo nei tratti, cinese nell’impronta tecnologica

L’eTopas 600 punta su un’estetica «pulita» e piuttosto europea: frontale verticale con gruppi ottici full‑LED, calandra a listelli orizzontali e un logo che fonde le lettere S e P in una forma che richiama un diamante e il muso di una pantera. Tra i dettagli dichiarati figurano anche gli specchietti digitali HD grandangolari.

Da citare inoltre la co‑brandizzazione con Steyr sul frontale, a rimarcare il legame produttivo austriaco.

Gli obiettivi dichiarati (e il «conto» ambientale)

Sul versante dei target, l’azienda indica l’ambizione di arrivare a 16.000 e‑truck con powertrain SuperPanther sulle strade europee entro il 2030; a regime, ciò si tradurrebbe – secondo quando dichiarato dall’azienda – in circa 3.200 GWh di energia green consumata all’anno e 2 milioni di tonnellate di CO₂ evitate ogni anno, calcolate ipotizzando 200.000 km annui per camion.

Si tratta ovviamente solo di stime dichiarate dall’azienda ma utili come ordine di grandezza per capire la scala del progetto.

Non solo camion: un ecosistema tecnologico

Ma, come accennato in apertura, la strategia europea di SuperPanther non si limita alla vendita dei veicoli. L’azienda punta infatti a costruire un vero ecosistema tecnologico attorno ai propri truck elettrici: infrastrutture di ricarica, servizi di manutenzione, assistenza alle flotte, piattaforme software e cooperazioni industriali.

Un esempio concreto è l’accordo siglato con Alltrucks, che garantisce a SuperPanther l’accesso a una rete paneuropea di oltre 700 officine in grado di offrire manutenzione multibrand e assistenza stradale 24/7. Una mossa fondamentale per un costruttore emergente che deve dimostrare ai vettori europei di poter assicurare continuità operativa e tempi di fermo ridotti.

Parallelamente, l’azienda sta rafforzando anche la propria capacità di supportare la ricarica ad alta potenza. A questo scopo ha stretto una cooperazione strategica con ELMI Power, realtà sino‑tedesca specializzata in sistemi di ricarica per veicoli commerciali. La partnership ha l’obiettivo di sviluppare e diffondere infrastrutture di ricarica dedicate alle flotte che adotteranno i camion SuperPanther, integrando hardware, software e servizi energetici per favorire la transizione elettrica nel trasporto pesante.

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