Veicoli - logistica - professione

HomeProfessioneFinanza e mercatoFuso cambia distributore in Europa, ma l’Italia resta fuori

Fuso cambia distributore in Europa, ma l’Italia resta fuori

La distribuzione europea dei veicoli Fuso – Canter in testa – passa da Daimler Truck al gruppo svizzero Emil Frey in 21 Paesi, ma l’Italia resta esclusa. Una scelta che anticipa la nascita di ARCHION, nuova holding Daimler–Toyota, pensata per affrontare tecnologie per veicoli connessi, elettrici, idrogeno, a guida automatizzata e nuove soluzioni di mobilità nel trasporto commerciale globale

-

La distribuzione europea di Fuso, marchio giapponese dei veicoli commerciali leggeri controllato da Daimler Truck, cambia volto. A partire dal nuovo assetto organizzativo, la responsabilità delle vendite, dell’aftersales e dei servizi in 21 Paesi europei non sarà più in capo direttamente a Daimler Truck, ma verrà affidata al Gruppo Emil Frey, colosso svizzero della distribuzione automotive.
Tra i Paesi coinvolti, però, manca l’Italia. Un’assenza che non passa inosservata e che apre interrogativi sul futuro del marchio nel nostro mercato.

Un nuovo assetto distributivo in 21 Paesi europei

L’accordo tra Mitsubishi Fuso Truck and Bus Corporation (MFTBC) ed Emil Frey Group prevede che il gruppo svizzero diventi General Distributor di Fuso in un’area molto ampia dell’Europa: da Germania e Francia fino all’Europa dell’Est e ai Balcani, passando per Svizzera, Austria e Polonia.
Nel perimetro rientrano Paesi come Germania, Francia, Austria, Svizzera, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia, Slovenia e diversi mercati dell’area balcanica.

L’obiettivo dichiarato è garantire continuità commerciale e rafforzare la presenza del marchio, in particolare nel segmento dei veicoli leggeri, dove Fuso è attiva in Europa da oltre quarant’anni con produzioni localizzate nello stabilimento di Tramagal, in Portogallo.

Secondo Andreas Deuschle, responsabile vendite internazionali e customer services di Fuso, la partnership unisce due realtà consolidate:
l’esperienza industriale e di prodotto di Fuso e la forza distributiva di Emil Frey, uno dei più grandi gruppi europei della mobilità, con oltre 600.000 veicoli venduti all’anno e una rete capillare in 20 Paesi.

Il nodo Italia

Se l’estensione geografica dell’accordo è ampia, l’assenza dell’Italia appare ancora più evidente. Il nostro Paese non figura tra i mercati affidati a Emil Frey e, al momento, non sono stati forniti dettagli su quale sarà il futuro assetto distributivo di Fuso sul mercato italiano.

Un elemento che suggerisce come la riorganizzazione non sia solo commerciale, ma parte di un disegno industriale più ampio, ancora in fase di assestamento. Ed è qui che entra in gioco ARCHION.

ARCHION: la nuova holding Daimler–Toyota

La riorganizzazione europea di Fuso è infatti uno dei primi effetti visibili della nascita di ARCHION Corporation, la nuova holding che nascerà dalla fusione tra Mitsubishi Fuso (Daimler Truck) e Hino Motors (Toyota).

ARCHION avvierà ufficialmente le attività operative il 1° aprile 2026 e avrà sede nel distretto di Shinagawa, a Tokyo. Daimler Truck e Toyota deterranno ciascuna una quota del 25%, mentre il restante 50% sarà destinato alla quotazione sul mercato Prime della Borsa di Tokyo.

Alla guida della holding ci sarà Karl Deppen, attuale CEO di Mitsubishi Fuso, mentre Satoshi Ogiso, oggi CEO di Hino, assumerà il ruolo di Chief Technology Officer (CTO), con il compito di definire la roadmap tecnologica del gruppo.

Due marchi, una strategia industriale comune

Nonostante la creazione di una holding unica, Mitsubishi Fuso e Hino continueranno a operare come marchi distinti, mantenendo identità, reti di vendita e posizionamento commerciale separati.
L’integrazione riguarderà invece piattaforme, sviluppo prodotto, acquisti, produzione e logistica.

Entro la fine del 2028, i cinque siti produttivi giapponesi dei due costruttori verranno consolidati in tre poli industriali(Kawasaki, Koga e Nitta), con l’obiettivo di ridurre duplicazioni, ottimizzare i costi e migliorare l’efficienza produttiva.

CASE, elettrico e idrogeno al centro

La vera posta in gioco dell’alleanza è tecnologica. ARCHION nasce per affrontare i costi crescenti della transizione verso le tecnologie CASE (Connected, Autonomous, Shared, Electric) e per accelerare lo sviluppo delle soluzioni a zero emissioni.

In questo contesto, il contributo di Toyota sarà determinante soprattutto sul fronte dell’idrogeno e delle celle a combustibile, mentre la collaborazione con Daimler Truck consentirà di sfruttare competenze già consolidate nei veicoli commerciali pesanti e nelle architetture elettriche.

Una mossa necessaria per restare competitivi

L’alleanza tra Daimler e Toyota viene letta dagli analisti come una risposta obbligata alla crescente pressione competitiva nel mercato asiatico e globale dei veicoli industriali.
Elettrificazione, digitalizzazione e guida autonoma richiedono investimenti enormi, difficilmente sostenibili da singoli costruttori senza economie di scala.

In questo scenario, il nuovo assetto distributivo europeo di Fuso – e l’esclusione temporanea dell’Italia – appare come una tessera di un mosaico molto più grande, destinato a ridefinire equilibri industriali, commerciali e tecnologici nei prossimi anni.

-

close-link