L’export piacentino cambia marcia. Dopo aver chiuso il 2025 con una flessione del 4,5% — 6,6 miliardi di euro, 314 milioni in meno rispetto all’anno precedente — la provincia di Piacenza ha archiviato il primo trimestre 2026 con una crescita del +17%, sfiorando 1,8 miliardi di euro di esportazioni e conquistando il primo posto in Emilia-Romagna per dinamismo dell’export . Un ribaltamento netto, certificato dall’Ufficio studi della Camera di commercio dell’Emilia su dati Istat.
La logistica: fattore amplificatore in entrambe le direzioni
Il filo conduttore dei due dati – apparentemente contraddittori – è lo stesso: il polo logistico di Piacenza. Come aveva già sottolineato a marzo Filippo Cella, vicepresidente vicario della Camera di commercio dell’Emilia, le statistiche dell’export piacentino «sono chiaramente influenzate da un forte transito di merci prodotte in altre province e appoggiate su un polo logistico di importanza internazionale». Questo meccanismo funziona come un amplificatore: quando i flussi commerciali rallentano – come avvenuto nel 2025 a causa delle tensioni in Medio Oriente, del caro energia e della caduta della domanda asiatica – il dato piacentino precipita più velocemente della media regionale; quando i traffici riprendono, Piacenza rimbalza con altrettanta forza .
Il crollo del 2025: Asia, energia e geopolitica
Il calo del 4,5% registrato a fine 2025 era frutto di una combinazione di fattori avversi. Il comparto manifatturiero, che copre il 98,8% dell’export provinciale, aveva ceduto il 4,7% . Particolarmente pesante era stata la performance verso l’Asia: -24,3%, con l’export crollato a 984 milioni. La Cina da sola aveva perso il 33,3%, scendendo a 323 milioni. Anche verso gli Usa il segno era negativo (-8%), mentre il continente europeo aveva retto meglio (-0,7%) . L’unica nota positiva era arrivata dall’Africa, con un balzo del +35,4% che aveva portato i flussi a 231 milioni, segnale di una diversificazione geografica ancora embrionale ma significativa.
Il rimbalzo del primo trimestre 2026
Nel primo trimestre 2026 il quadro si è ribaltato con forza. I 261 milioni di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2025 (+17%) posizionano Piacenza davanti a tutte le altre province emiliano-romagnole: solo Parma si avvicina, con un +12,4% . Il settore manifatturiero ha trainato la ripresa con un +16,7%, raggiungendo 1,774 miliardi di euro. I comparti che hanno performato meglio sono stati gli apparecchi elettrici (+51,8%), i computer e l’elettronica (+147,6%) e i prodotti chimici (+172,2%) . Anche macchinari (+6,8%) e agroalimentare (+7,6%) hanno contribuito positivamente, mentre il tessile ha tenuto la posizione sui 443 milioni, confermando la stabilità del suo peso strutturale del 25% .
La Germania torna in cima, gli Usa frenano per i dazi
Sul fronte geografico, l’Europa ha guidato la ripresa con un +26,5%, portando il valore dell’export continentale a 1,428 miliardi (79,5% del totale). La Germania è tornata al primo posto degli acquirenti con un balzo del +51%, per 348 milioni di euro, seguita da Francia (+24,1%, 295 milioni) e Spagna (+59,9%, 178 milioni). In controtendenza il mercato americano: i dazi hanno fatto scivolare gli Usa dall’ottavo posto nella classifica dei destinatari, con un calo del –23,1% a 52 milioni di euro, la nota più dolente del trimestre.
Un dato strutturalmente volatile
L’andamento altalenante dell’export piacentino non è dunque un’anomalia congiunturale, ma la conseguenza diretta della sua struttura produttiva. Piacenza non esporta solo ciò che produce: intermedia e rilancia merci di tutto il Nord Italia attraverso una piattaforma logistica che, per dimensioni e posizione, non ha eguali nella regione, ma forse anche in Italia. Questo la rende più sensibile agli shock globali rispetto alle province manifatturiere tradizionali, ma anche capace di accelerazioni improvvise quando il contesto si stabilizza. Il primo trimestre 2026 – con l’allentarsi parziale delle tensioni sui costi energetici e la tenuta del mercato europeo – ha offerto le condizioni perché quella macchina logistica tornasse a girare a pieno regime.


