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Helsinki-La Valletta: nuovo tracciato del corridoio 1. Ma la Sicilia è fuori

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Si chiamava Corridoio 1 perché era il più importante, quello destinato a collegare Nord e Sud dell’Unione europea, da Berlino a Palermo. Adesso però a Bruxelles ci ripensano, non tanto alla direzione quanto alle destinazioni iniziale e finale. Più precisamente, dopo l’analisi del progetto di bilancio comunitario per il 2020 presentato lo scorso 29 giugno a Bruxelles, che prevede – per l’Italia meridionale – una radicale rivisitazione dell’assetto del sistema di comunicazione, si pensa a una modifica. E così da Berlino ci si sposta più a nord fino a Helsinki e da Palermo si raggiunge La Valletta, a Malta.
Tutto qui? Sì, ma la cosa rilevante si scopre se si guarda il disegno del nuovo corridoio: a Napoli infatti si interromperebbe per deviare verso Bari da dove, attraverso una nuova “autostrada del mare”, si collegherebbe appunto al porto di La Valletta.
Risultato: l’Italia a sud di Napoli, e in particolare la Siclia, rimarrebbe esclusa dal corridoio. Tanto è bastato per sollevare le ire del Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, che ha scritto una lunga lettera al Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, per scongiurare il pericolo del definitivo isolamento dell’Italia meridionale dal resto d’Europa e per chiuedere un incontro urgente.
Lombardo sostiene che la proposta della Commissione è per un verso illogica dal punto di vista geografico ed economico e, inoltre, viola i principi di coesione territoriale, sociale ed economica, su cui si fonda proprio il Trattato dell’Unione europea. In più secondo il presidente Lombardo ci sarebbe anche una violazione del regolamento CEE n. 913, relativo al traffico merci, che proprio lo scorso anno ha disegnato, in virtù delle nuove adesione all’Unione di paesi del Nord Europa, un corridoio speciale per le merci – il numero 4 – che nasce a Stoccolma e termina a Berlino. Quindi con una logica completamente diversa, che adesso si vorrebbe abbandonare.
Da ultimo il presidente della Sicilia si concentra sulle conseguenze che il nuovo tracciato del corridoio 1 avrebbe rispetto al Piano nazionale dei trasporti, in quanto se venisse a mancare un collegamento di primo livello, nessuna infrastruttura progettata a sud di Napoli avrebbe “fondamento” economico: dall’asse autostradale a quello dell’alta velocità, “passando per il ponte sullo Stretto, per finire alla rete di porti e aeroporti di Calabria e Sicilia”. Tutte le opere realizzate, appaltate o solo progettate, diverrebbero “antieconomiche” per definizione: uno scenario antitetico rispetto la programmazione nazionale, che prevede di dotare il mezzogiorno di un livello adeguato di infrastrutture.
Ce la farà Lombardo a vincere la sua battaglia? Difficile fare previsioni. Quel che è certo è che la decisione definitiva della Commissione sull’argomento è prevista per il 21 settembre.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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