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Quando l’attesa genera costi: tutti i tempi dell’autotrasporto

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Non c’è bisogno di ricorrere a Marcel Proust e alla sua Alla ricerca del tempo perduto: quelli che ne hanno confidenza la chiamano «Recherche», anche se non l’hanno letta neanche in italiano. Ma stiamo parlando di camionisti e dunque sembra più appropriato citare un popolare cantante degli anni Sessanta, Nicola Arigliano: «È solo questione di tempo». Anzi, di tempi: tempi di pagamento, tempi di guida e di riposo, tempi di attesa, tempi di carico e scarico. Per non parlare dei tempi che ci vogliono per trovare soluzioni ai temi posti continuamente sul tappeto dalle associazioni di categoria a ogni incontro con il governo.

L’ultima tornata – tra fine maggio e i primi di giugno – si è svolta intorno a un elenco di nove temi (più una questione procedurale sulla consultazione delle rappresentanze) presentato da Unatras alla ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli. È interessante rivedere da quanto tempo i problemi elencati nel documento attendono risposta.

Tempi di pagamento » 12 anni

La questione è anche più annosa: parte dal 1984, con le tariffe a forcella, ma è dal 2008 che esiste una normativa specifica per i tempi di pagamento nell’autotrasporto (60 giorni), che però è poco rispettata.
D. Unatras chiede controlli e misure efficaci per far rispettare i tempi di pagamento, ma Fiap chiede un meccanismo automatico di sanzione.
R. Il governo si è impegnato a estendere al settore la norma applicata in agricoltura, affidando i controlli all’Autorità per la concorrenza e alla Guardia di Finanza.

Contributo ART» 7 anni

Dal gennaio 2014, l’appena insediata Autorità per la regolazione dei trasporti chiede ogni anno, anche alle imprese di autotrasporto (non regolate), un contributo parametrato sul fatturato dell’anno precedente, nonostante le numerose bocciature della giustizia amministrativa e della Corte costituzionale.
D. Unatras chiede che l’autotrasporto sia esplicitamente escluso dal contributo per legge.
R. Il governo si è impegnato a formalizzare la norma nel Decreto Semplificazioni.

Costi d’esercizio » 6 anni

Dal 1° ottobre 2014 il ministero dei Trasporti non pubblica più sul proprio sito i costi d’esercizio dei veicoli per il trasporto merci in conto terzi, in seguito a una sentenza della Corte di Giustizia europea che non riconosceva i calcoli dell’Osservatorio della Consulta dell’autotrasporto un soggetto «terzo». A queste condizioni, tuttavia, la Corte costituzionale ne ha riconosciuto la validità. 
D. Unatras chiede la ripubblicazione immediata dei costi d’esercizio.
R. Il governo si è impegnato ad affidare l’elaborazione a un ente terzo e a ripubblicarli entro 30 giorni.

Deduzioni forfettarie » 6 anni

Dall’esercizio 2015 (dichiarazione dei redditi 2014), l’importo delle deduzioni forfettarie per i viaggi fuori Regione è crollato da 92 euro al giorno a 73, fino a stabilizzarsi dal 2016 a 51, ma ogni anno con una dura trattativa (a poche ore dalla scadenza per la denuncia) per ricaricare la dotazione. Nel 2019 (redditi 2018) ulteriore riduzione a 48 euro.
D. Unatras chiede l’incremento delle risorse per stabilizzare l’importo a 51 euro al giorno
R. Il governo si è impegnato a confermare i 48 euro attraverso un emendamento al decreto Rilancio.

Marebonus e Ferrobonus » 5 anni

Previsto inizialmente per il triennio 2016-2018, il Marebonus è rivolto alle imprese armatrici perché, abbassando le tariffi, incentivino il trasporto strada-mare. Il Ferrobonus, erogato dal 2017, è rivolto a utenti di servizi ferroviari e agli operatori del trasporto combinato che devono ribaltare quota dell’incentivo ai trasportatori
D. Unatras chiede il riconoscimento di un voucher riservato direttamente alle imprese di autotrasporto che scelgono il combinato.
R. Il governo si è impegnato ad attivarsi presso l’Unione europea per modificare la norma.

Rimborso pedaggi » 3 anni

Negli ultimi tre esercizi 140 milioni delle risorse strutturali assegnate all’autotrasporto sono stati impiegati per il rimborso compensato dei pedaggi autostradali, ma la cifra si è sempre rivelata insufficiente e ogni anno bisogna ricaricare il fondo con stanziamenti aggiuntivi.
D. Unatras chiede di confermare la ricarica di 20 milioni avvenuta con il Decreto Rilancio.
R. Il governo ha confermato non solo lo stanziamento, ma anche l’impegno a erogare i rimborsi al più presto. 

Revisioni ai privati » 18 mesi

Per fronteggiare le richieste di revisione dei mezzi pesanti – i cui tempi si sono allungati per applicare le procedure dettate dall’Unione europea, a causa dell’insufficienza del personale ministeriale addetto – dal 1° gennaio 2019 l’operazione può essere svolta presso officine private autorizzate. Ma mancano ancora i decreti attuativi e la norma è di fatto vanificata dall’esclusione di rimorchi, semirimorchi e veicoli ATP.
D. Unatras chiede l’emanazione immediata dei decreti attuativi e l’ampliamento a rimorchi, semirimorchi e ATP.
R. Il governo si è impegnato ad accelerare l’emanazione dei decreti e a introdurre l’ampliamento con il decreto Semplificazioni.

Rimborso accise » problema recente legato all’emergenza Covid

L’ultima legge di Bilancio ha fissato le date del 1° ottobre 2020 e del 1° gennaio 2021 per escludere i veicoli Euro 3 e Euro 4 dai benefici della riduzione dell’accisa.
D. Unatras chiede di compensare il rimborso subito anziché dopo 60 giorni e di differire di 18 mesi l’esclusione dal beneficio dei veicoli Euro 3 ed Euro 4.
R. Il governo si impegna a sostenere la richiesta della proroga, ma bisogna trovare la copertura. 

Formazione » problema recente legato all’emergenza Covid

Tra le misure anti-Covid è stata prevista dal DPCM 4 marzo 2020 anche la formazione a distanza, sospendendo quella «in presenza».
D. Unatras chiede di consentire agli enti professionali privati (fra cui le associazioni di rappresentanza) la possibilità di riaprire i corsi «in presenza».
R. Il governo ha già sbloccato la ripresa dei corsi «in presenza».

Su ognuno di questi temi – alcuni storici per il settore – si sono accumulati ritardi, rinvii, dilazioni. Spesso si è solo perduto del tempo. Ma per le attività produttive, il tempo è denaro e dunque ogni ritardo, ogni rinvio, ogni dilazione si trasforma per le imprese di autotrasporto in un costo economico. Nicola Arigliano cantava, con un ottimismo per risultava paradossale a fronte del suo appeal, che «la cosa è sicura, è solo questione di tempo». E premetteva: «No, no. Non puoi resistermi». Chissà se la ministra De Micheli riuscirà a «non» resistere all’appeal dell’autotrasporto? 

I LINK AGLI ALTRI ARTICOLI DELL’INCHIESTA:

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