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94% di disparità: perché assumere una donna autista (e non solo) è una scelta intelligente per le aziende di autotrasporto

Il ministero del Lavoro conferma: tra i conducenti la presenza femminile è ferma al 3%, generando un tasso di disparità record del 94%. Il decreto del 31/12/2025 trasforma questo divario in opportunità, offrendo alle aziende di trasporto uno sgravio contributivo del 50% per ogni donna assunta nel 2026. Un vantaggio economico che può superare i 5.000 euro annui per ogni nuova autista

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Il ministero del Lavoro lo ha detto chiaramente. Con il Decreto n. 3795 del 31 dicembre 2025 ha fissato i tassi di disparità uomo-donna per il 2026 (anche se i dati si riferiscono al 2024). Per chi opera nel trasporto, i numeri non sono soltanto una statistica sociale, ma una precisa opportunità di abbattimento dei costi.

I tassi di disparità nei diversi settori economici

Le tre professioni con minore presenza femminile

I numeri del divario: facciamo chiarezza

Il decreto conferma che questo settore è tra i più distanti dalla parità di genere in Italia. Tuttavia, è fondamentale distinguere tra la presenza reale e il dato statistico che sblocca i fondi:

  • La presenza reale: nel settore dei conduttori di veicoli, la presenza femminile è ferma a un modesto 3,0%. In pratica, su 100 autisti, solo 3 sono donne. 
  • Il tasso di disparità: sulla base di questa sproporzione, il ministero calcola un tasso di disparità del 94,0% (ovvero lo scarto tra la presenza maschile e quella femminile).

Sembra poco, ma tutto è relativo se lo si guarda su una scala temporale più lunga: nel 2016 il tasso di disparità raggiungeva addirittura il 97,7%, nel 2021 si attestò al 96%, lo scorso anno (dati 2023) scese al 94,7%. Quindi, a voler leggere il bicchiere mezzo pieno, possiamo dire che in tre anni il tasso di disparità si è ridotto di esattamente 3 punti percentuale, mentre nell’ultimo anno rilevato è diminuito dello 0,7%.

E comunque, poiché la legge prevede che basti superare la soglia del 25% per accedere ai benefici, il settore dell’autotrasporto si conferma come uno dei principali beneficiari degli sgravi fiscali previsti per il 2026.

Quanto risparmia davvero un’azienda?

Trasformiamo le percentuali in euro. Immaginiamo di assumere una conducente con un inquadramento standard nel CCNL Logistica e Trasporti. Grazie al decreto, l’azienda ha diritto a una riduzione del 50% dei contributi previdenziali a suo carico.
Ecco una simulazione basata sui costi medi del 2026:

Il risparmio può arrivare fino a 7.200 euro per un contratto a tempo determinato (12 mesi) o superare i 10.000 euro se il contratto è a tempo indeterminato (agevolazione estesa a 18 mesi).

Le condizioni per accedere

Per “agganciare” il bonus, la nuova assunta deve essere priva di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi. Dato il tasso di disparità del settore (94%), la professione di «autista» è di per sé una porta d’accesso all’incentivo, senza necessità di ulteriori requisiti anagrafici o geografici.

Il contesto della carenza

In un momento in cui la carenza di autisti mette in difficoltà le flotte, guardare all’altra metà del mercato del lavoro non è solo una scelta etica o di sostenibilità sociale, ma una mossa strategica. Assumere una donna oggi significa immettere nuove competenze in azienda dimezzando il peso dei contributi.

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