La carenza di autisti si combatte anche consentendo ai camionisti di rimanere al volante fino a 70 anni. È questa la strada che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini intende riproporre per affrontare una delle principali emergenze dell’autotrasporto italiano. La novità, annunciata il 7 ottobre durante l’assemblea annuale di Federtrasporto, è che la misura potrebbe arrivare già la prossima settimana sul tavolo del Consiglio dei ministri. «Penso che porteremo in Cdm la settimana prossima l’innalzamento fino a 70 anni, volontario, per gli autotrasportatori di merci e persone», ha dichiarato Salvini intervenendo in videocollegamento all’assemblea. Non si tratterebbe, dunque, di un obbligo di lavorare più a lungo, ma della possibilità, per chi lo desidera e mantiene i requisiti di idoneità, di proseguire l’attività professionale. Il ministro ha collegato la proposta anche al tema delle pensioni, ribadendo l’impegno a rendere opzionale l’uscita anticipata dal lavoro a 64 anni, rispetto ai 67 previsti ordinariamente. Per l’autotrasporto, invece, l’opzione andrebbe nella direzione opposta: consentire di restare alla guida più a lungo. Secondo quanto annunciato, la permanenza al volante sarebbe accompagnata da controlli sanitari più ravvicinati. Salvini ha parlato di visite ogni due anni per gli ultrasessantacinquenni, ma il dettaglio dovrà essere verificato nel testo normativo, anche alla luce delle verifiche mediche già previste per i conducenti professionali.
Una proposta già avanzata nel 2024
Non è la prima volta che si tenta di spostare a 70 anni il limite per la guida professionale. Nel luglio 2024, durante l’esame al Senato della precedente riforma del Codice della strada, alcuni emendamenti presentati da Forza Italia proponevano già di innalzare da 68 a 70 anni il limite previsto per gli autisti professionisti (ne abbiamo parlato qui). Anche allora l’ipotesi aveva suscitato la reazione dei sindacati. Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti avevano espresso una posizione comune contro l’allungamento, sostenendo la necessità di riconoscere la gravosità della professione.
La proposta torna ora nell’ambito di una nuova revisione del Codice della strada. L’allungamento volontario dell’attività degli autisti si inserisce in un confronto più ampio sulle regole di accesso alla professione. Tra le ipotesi discusse figura anche quella di consentire la guida di un camion con la sola patente C durante il percorso di conseguimento della CQC, con l’obiettivo di agevolare l’ingresso di nuovi conducenti. Su quest’ultimo punto, però, non è ancora disponibile una conferma ufficiale della formulazione definitiva della norma. Il Ministero ha confermato che la revisione del Codice è stata oggetto di consultazione con le associazioni di settore e che tra i temi affrontati figura anche l’abbassamento a 17 anni dell’età per conseguire le patenti B e C.
La Filt-Cgil: «Guidare un Tir è un lavoro usurante»
La risposta della Filt-Cgil all’annuncio di Salvini è arrivata a stretto giro ed è stata netta.
«Siamo contrari alla possibilità di prolungare fino a 70 anni il lavoro agli autisti nell’autotrasporto», afferma la Federazione dei Trasporti della Cgil, ribadendo che i conducenti di mezzi pesanti dovrebbero invece rientrare nelle disposizioni sui lavori usuranti, con la possibilità di anticipare l’uscita dal lavoro. Secondo il sindacato, la carenza di autisti non si risolve prolungando la permanenza al volante, ma migliorando le condizioni di lavoro. A cominciare dalla disponibilità di aree di sosta attrezzate, indispensabili per garantire riposo e sicurezza, fino alla creazione di percorsi scolastici che consentano ai giovani di accedere alla professione. Critiche anche dall’opposizione. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, definisce la proposta di Salvini «irresponsabile» e richiama i rischi legati a una professione caratterizzata da turni notturni, riposi irregolari, vibrazioni e lunghi periodi lontano da casa.


