Veicoli - logistica - professione

HomeProfessioneLeggi e politicaCaro gasolio, Assotir denuncia: «Speculazioni sui prezzi al consumo. Autotrasporto al limite». Subito un tavolo e credito d’imposta

Caro gasolio, Assotir denuncia: «Speculazioni sui prezzi al consumo. Autotrasporto al limite». Subito un tavolo e credito d’imposta

«Se ci fermiamo noi, si ferma il Paese», sostiene l’associazione guidata da Anna Vita Manigrasso che ha presentato casi di speculazione sui prezzi al consumo che non derivano dall’aumento delle tariffe di trasporto, peraltro con incrementi non riconosciute da molti committenti. Prezzi dei beni di consumo aumentati anche del 30% scaricando la colpa sui trasporti, quando gli aumenti sarebbero dovuto essere al massimo del 5%. Assotir chiede l’intervento immediato del governo per attivare il credito d’imposta e altre tutele per la categoria

-

Un nuovo, forte grido d’allarme scuote il mondo dell’autotrasporto. Dopo Unatras e FIAP, è Assotir a scendere in campo con una conferenza stampa in cui ha presentato dati e denunce su una situazione che il settore giudica ormai insostenibile: il caro gasolio sta portando i vettori al limite, mentre sui prezzi al consumo si consuma una speculazione parallela di cui i trasportatori vengono additati come responsabili, senza esserlo.

La duplice speculazione

Secondo l’indagine presentata dall’associazione guidata dal Presidente Nazionale Anna Vita Manigrasso, i prezzi dei beni di consumo sono aumentati in alcuni casi fino al 30%, con la giustificazione – infondata, secondo Assotir – dell’aumento del costo del trasporto. «Gli aumenti avrebbero dovuto essere al massimo del 5%», ha sottolineato l’associazione, denunciando come il settore dell’autotrasporto venga usato come capro espiatorio per giustificare rincari ben più ampi.

A quaranta giorni dall’inizio del conflitto tra USA, Israele e Iran, il gasolio ha fatto registrare aumenti fino a 50 centesimi al litro, con picchi che avrebbero raggiunto i 70 centesimi senza il decreto carburanti dello scorso marzo, prorogato fino al 1° maggio. Ma il paradosso è che i vettori, stretti tra i costi alle stelle e la debolezza contrattuale nei confronti dei committenti, non riescono a trasferire questi aumenti sulle tariffe. Il risultato: i margini si assottigliano e in alcuni casi i committenti arrivano persino a chiedere sconti.

«La committenza non solo stenta a riconoscere gli aumentati costi dovuti al gasolio – ha dichiarato Manigrasso – ma si registrano addirittura casi-limite in cui alcuni committenti chiedono sconti tariffari ai trasportatori. E i fenomeni speculativi sul prezzo del gasolio continuano, nonostante le iniziative di contrasto.»

I numeri della grande distribuzione

A supporto delle accuse, il Segretario Generale Claudio Donati ha citato dati precisi: «Nella grande distribuzione abbiamo registrato aumenti che vanno dal 4 a quasi il 30%, imputati all’aumentato costo del trasporto. Ma i casi in cui i trasportatori sono effettivamente riusciti a ottenere adeguamenti tariffari legati al caro gasolio sono una mera eccezione. E comunque, il peso del trasporto su quei rincari avrebbe dovuto essere nettamente inferiore: circa il 5%. Quello che sta accadendo è una speculazione scandalosa che gonfia i prezzi al consumo usando il nostro settore come alibi».

«È la fase più drammatica che ci siamo trovati ad affrontare negli ultimi decenni – ha aggiunto Donati – e per questo chiediamo di non lasciare soli i trasportatori: né di fronte alla politica, né di fronte al mercato.»

Le proposte di Assotir

Assotir ha presentato un pacchetto di misure concrete, che potrebbero già essere inserite nel decreto carburanti attualmente all’esame del Senato:

  • Stabilire per legge la percentuale di incidenza del gasolio sulla tariffa di trasporto, colmando una lacuna normativa che oggi vanifica di fatto la clausola-gasolio nei contratti tra vettori e committenti;
  • Adeguamento settimanale della clausola gasolio, contro l’attuale revisione mensile, troppo lenta in un contesto di volatilità estrema;
  • Credito d’imposta congruo: 20 centesimi al litro per il gasolio consumato nel trimestre marzo-maggio 2026, con stanziamenti adeguati — quelli finora previsti si sono rivelati insufficienti e tardivi. A meno di dieci giorni dalla scadenza del decreto, il governo non ha ancora previsto alcun meccanismo di riequilibrio per i veicoli di portata superiore alle 7,5 tonnellate con motorizzazioni Euro V e VI, ovvero i meno inquinanti;
  • Tavolo istituzionale tra committenti e vettori, per concordare regole di comportamento coerenti con la normativa e con la gravità della situazione;
  • Intervento dell’Antitrust sui casi più eclatanti di abuso di posizione dominante da parte dei committenti: un punto che, al momento, non è contemplato nel decreto carburanti.

«Occorre richiamare al senso di responsabilità soprattutto quei committenti che, di fatto, determinano le regole del gioco – ha aggiunto Donati. – E sotto questo profilo, per rafforzare l’azione di moral suasion che Assotir chiede alle Istituzioni, è necessario che l’Antitrust intervenga sulle situazioni più eclatanti

«Se si ferma l’autotrasporto, si ferma il Paese»

La sintesi della conferenza è affidata alle parole di Manigrasso: «In simili condizioni, il settore non può reggere a lungo. E se si ferma l’autotrasporto, si ferma il Paese». Un monito che suona come un ultimatum: senza interventi rapidi e strutturali, il rischio non è solo per le imprese di trasporto, ma per l’intera filiera economica del Paese.

-

close-link