HomeProfessioneLeggi e politicaCaro gasolio, il Governo mette nero su bianco 126,4 milioni. Ma il credito d’imposta si ferma al 5 ottobre

Caro gasolio, il Governo mette nero su bianco 126,4 milioni. Ma il credito d’imposta si ferma al 5 ottobre

Depositato alla Camera l’emendamento governativo al decreto Carburanti: 66,4 milioni aggiuntivi per il periodo marzo-agosto e 60 milioni per le spese sostenute dal 1° settembre al 5 ottobre. Per questa seconda tranche il credito potrà essere utilizzato in compensazione fino al 31 dicembre 2027. Resta fuori dalla disposizione il resto del mese di ottobre.

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Dalle promesse ai testi normativi. Dopo gli impegni assunti dal ministro Matteo Salvini nell’incontro del 20 ottobre con le associazioni dell’autotrasporto, il Governo ha presentato alla Camera l’emendamento 1.100 al decreto-legge Carburanti (DL 162/2026), che definisce risorse, periodi di riferimento e modalità di utilizzo del credito d’imposta destinato a compensare il rincaro del gasolio.

L’intervento si articola in due parti. La prima incrementa di 66,4 milioni di euro le risorse destinate alle spese sostenute tra marzo e agosto 2026. Si tratta di un’integrazione degli stanziamenti precedenti, necessaria per sostenere il riconoscimento del credito maturato dalle imprese.

La seconda introduce un nuovo stanziamento, con un limite massimo di 60 milioni di euro, per le spese sostenute dal 1° settembre al 5 ottobre 2026.

Ed è proprio quest’ultima data a meritare attenzione. Sebbene negli annunci seguiti al confronto con il Governo si sia parlato genericamente di un intervento per settembre e ottobre, il testo dell’emendamento delimita espressamente il periodo agevolato al 5 ottobre. Le spese sostenute dal 6 ottobre in avanti non rientrano, dunque, in questa specifica disposizione.

Per i 60 milioni la compensazione arriva al 2027

Un’altra precisazione riguarda i tempi. Per il credito relativo al periodo settembre-5 ottobre, l’emendamento stabilisce che sia utilizzabile esclusivamente in compensazione entro il 31 dicembre 2027. La proroga viene motivata con la necessità di completare l’istruttoria delle domande.

Non si tratta, quindi, di un’erogazione diretta di liquidità alle imprese, ma di un credito fiscale che potrà essere utilizzato secondo le procedure previste. Il testo non indica ancora quando le imprese potranno effettivamente iniziare a compensarlo.

Le risorse salgono, ma non sono tutte nuove

L’emendamento porta da 21,2 a 126,4 milioni di euro l’onere previsto dall’articolo 1, comma 5, del decreto in conversione. Rispetto alla formulazione originaria, l’incremento netto è quindi di 105,2 milioni, perché i 21,2 milioni già previsti vengono sostituiti dal nuovo intervento.

Le coperture finanziarie sono individuate attraverso la riduzione di stanziamenti e fondi già esistenti, con una specifica previsione di 60 milioni nel 2027 in termini di copertura.

Il provvedimento rappresenta così un primo passaggio concreto per tradurre in norme gli impegni assunti dal Governo nel tentativo di superare la crisi dell’autotrasporto. Ma resta ancora un emendamento al decreto in fase di conversione, non una disposizione definitivamente approvata.

Soprattutto, lascia aperta una questione: come sarà compensato il maggior costo del gasolio sostenuto dalle imprese dopo il 5 ottobre? Una domanda che il testo depositato alla Camera, per il momento, non risolve.

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